Post – Play 2017: D&D EPIC

Per chi non avesse mai partecipato ad uno dei due D&D EPIC (Dungeons & Dragons EPIC), organizzati a Lucca 2016 e Play 2017, può non essere del tutto chiaro in che cosa esattamente consista una serata come questa.

Leggendo la descrizione dell’evento sul sito ufficiale del Play abbiamo trovato

“Il punto più alto di Dungeons & Dragons Quinta Edizione è il D&D EPIC, una storia collettiva mozzafiato con tantissimi giocatori che contemporaneamente affrontano la stessa avventura.”

E per carità, non c’è niente di falso in tutto ciò.

Avevamo solo frainteso il reale significato delle parole.

 

Ciò che avevamo immaginato

Una grossa giocata di ruolo, 20 grossi tavoli con sei persone per tavolo, probabilmente una grossa indagine combinata con grossi combattimenti a squadre. Ci si aspettava il bene contro il male, fazioni forse finalmente unite contro il nemico comune. Insomma, roba grossa e questo è chiaro. Con un certo grado di confusione, chiaro, ma globalmente accettabile.

Abbiamo pensato molto ai personaggi con cui avremmo affrontato D&D EPIC. Sapevamo di essere tre personaggi di livello 1 a cui sarebbero stati affiancati altri tre personaggi di livello 1. Quindi abbiamo cercato di fare sia qualcosa che ci piacesse che qualcosa di “strategicamente pronto” a più situazioni possibili.

Eravamo un Nano Chierico, un Elfo Mago e un Mezzodrago Barbaro (vi lascio indovinare quale fosse il PG della dolce Phoebe). Arrivati in loco conosciamo e ci presentiamo con i ragazzi che avrebbero fatto l’altra metà del nostro grande gruppo, e vediamo che anche loro avevano ragionato in maniera simile.

Conosciamo un secondo Nano Chierico, un Elfo Ranger e un Ladro Umano.

Ci sentiamo tutto sommato tranquilli, doppio chierico (CA 17 e 18), un bestione draconico in prima linea, ladro sui fianchi, mago e ranger nelle retrovie…

Cosa poteva andare storto?

Non ce lo fossimo mai chiesti.

 

 

D&D EPIC: Ciò che è stato in realtà

In sintesi,

NON AVEVAMO CAPITO UN CAZZO DI NIENTE.

 

L’avventura inizia e ci troviamo catapultati in mezzo all’azione. Per alcuni tavoli “catapultati” è stato AVVENIMENTO REALE, non metafora di narrazione. E il bello e che non ci siamo accorti subito di cosa stava accadendo.

Immaginate un’introduzione ad un’avventura, una grande introduzione per una epica conclusione di campagna! Cavolo, che scena! Numerosi narratori che si spostano per la sala e introducono in gioco i rispettivi personaggi (sia nostri alleati che avversari) con il giusto grado di oratoria da rendere tutto non solo intrigante, ma anche ISPIRATORIO!

e poi basta.

BASTA.

Da quel momento, dalle prime parole di narrazione al tavolo da gioco, tutto quello che succede dopo smette di avere senso ad una normale mente umana!

 

Nota a proposito di alcune regole speciali per la sessione di D&D EPIC

  • 4 ore di gioco NOSTOP

Questo ovviamente non significa che sia vietato fare pause, ma che la pausa al tavolo non conta nell’avventura generale, e che i nostri avversari continueranno a muoversi!! In pratica significa “fermatevi a vostro rischio e pericolo” e “se poi tutti si sono spostati e nessuno può più aiutarvi sono cazzi vostri”.

  • Uno e solo uno  short rest per tavolo di gioco

E già qui si inizia a sentire puzza di cetriolo. Ma tanta.

  • NESSUN LONG REST

Servono spiegazioni? O adesso vi è chiaro come mai abbiamo pianto così tanto?

  • Elezione di un Capitano al tavolo da gioco, che poteva fare richiesta al DM di chiedere aiuto ad altri tavoli, o inviare un giocatore del proprio tavolo a fornire aiuto quando necessario.

Sulla carta sembrava una cosa comoda, ma abbiamo capito davvero quanto fosse utile solamente in gioco.

 

“Ma mi hai detto poco fa che vi eravate preparati!”

SICURO, hai ragione, lo ho scritto poco fa.

Eravamo “armati” come può essere armato un lupetto della parrocchia di Padre Peppino con il kit di campeggio usato dello zio Geroboamo. Siamo stati scagliati in mezzo al ponte di una nave volante.

IN MEZZO AL CAZZO DI PONTE DI UNA CAZZUTISSIMA NAVE VOLANTE!!

Non era uno scontro aereo, era una maledettissima orgia infuocata di Navi Artefatto di acciaio e pietra che volteggiano in aria così in alto che le aquile imparano a soffrire di vertigini!!

E quale migliore accoglienza sul ponte della suddetta nave della mazza di un gigante di ferro grande quanto un lato della nave, che ovviamente in pieno spirito di pace, amore e accoglienza ci accoglie facendoci visitare contemporaneamente tutta la fiancata sinistra della nave, facendoci particolarmente apprezzare con la faccia ogni rivettatura della fiancata.

È stato un attimo capire che due chierici di livello uno hanno una capacità di cura magica IRRISORIA di fronte alla violenza che ci si è scagliata contro. Molto più utili sono state le abilità di guarigione per stabilizzare i feriti / morenti, cosa successa ESTREMAMENTE spesso.

Dopo aver chiamato varie volte aiuto, essere corsi a nostra volta ad aiutare qualcun altro e essere quasi morti un numero imprecisato di volte, la battaglia diventa seria.

Perché per la prima parte dell’EPIC “abbiamo solo giocato a fare i guerrieri”, come ha detto quel bastardo di un gigante dalla sua maledetta Thunderbound!

E arrivano BOSS e CAMPIONI.

Un massacro.

I nostri denti apprezzano ripetute volte lo stile liberty delle navi naniche, e mentre un purulento Gigante delle Colline non solo ci manda sottozero per l’ennesima volta ma infierisce a pugni sul cadavere, in quel momento capiamo che abbiamo fatto la cazzata del secolo. Non ad arruolarci, beninteso, ma proprio a nascere in una dimensione dove il concetto di un massacro del genere potesse anche solo esistere!

Pietà e speranza sono ormai alla stregua della carte igienica 2 strati economica. Consistenza quasi nulla, inefficacia totale e solo nel cercare di utilizzarla ci sporca di più di quanto lo si fosse prima.

 

Ma in questo mare di morte e disperazione avviene il miracolo.

E non sto scherzando, perché di miracolo vero e proprio si tratta.

 

Volta dopo volta che i chierici hanno rimesso insieme alla bell’e meglio i nostri resti con scopino e paletta, abbiamo imparato qualcosa. Abbiamo imparato che non siamo soli! Non siamo soli!

E si va avanti, chiamando aiuto e fornendo aiuto a chiunque lo chieda, usando le mani per stringere solo ciò che sia stato concepito per schiacciare, bruciare, infilzare o mutilare in qualsivoglia maniera.

 

E alla fine, la Thunderbound crolla!!

ABBIAMO VINTO!

 

 

Conclusioni

 Come già mostrato, abbiamo un breve video riassuntivo a disposizione per spiegare quello che pensiamo di questo D&D EPIC!

 

L’EPIC è stato qualcosa di IMMENSO.

Un valhalla di botte, improperi, redbull e fiumi di zucchero spacciati da tavolo a tavolo, che il traffico di coca nel Bronx sembra al confronto una vendita di biscotti per coccinelle boyscout.

Un’occasione di gioco stupenda.

 

MA, e ho un’unico MA, uno solo: secondo me non per tutti. O meglio, può essere per tutti, ma dovete lasciarvi trasportare dal tipo di avventura, dal contesto in cui vi trovate e dall’attività frenetica.

Per sua stessa natura, un evento come D&D EPIC è qualcosa di travolgente, veloce, che non aspetta nessuno e non conferisce pietà. Si tratta sempre gioco di ruolo, si riesce ad interpretare qualcosa volendo, ma la base dell’organizzazione non è quella.

 

Lasciatevi andare, fidatevi del vostro Master, fidatevi dei Coordinatori che girano per la fiera cercando di ammazzarvi i PG in tutti i modi possibili, e appena vi voltano le spalle, CHIAMATE AIUTO AI TAVOLI VICINI!

 

Vi divertirete come dei pazzi, poco ma sicuro.

 

Ci si vede al prossimo Epic!

 

Arturo

 

 

 

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