Muove la Regina

De Neri aveva sempre visto con sospetto Caterina Trimegisti. E aveva sempre avuto ragione.

Aveva cercato di mettere in guardia De Julis da quando aveva cominciato a cercare sempre più spesso quella donna, quella strega come la chiamavano in molti, a ragione col senno di poi, e aveva continuato a cercare di farlo rinsavire quando l’aveva addirittura portata a palazzo.

Era certo non si fossero mai amati, per quanto più di un pettegolezzo su di loro fosse girato nei secoli, ma si comprendevano e, fin da vivi, avevano sempre avuto vantaggi dal loro rapporto.

Vantaggi arrivati per vie criminali ed orribili il più delle volte. Non era raro tra i Fratelli, in fondo.

La Regina era potente, infida e pericolosa, come ogni Tremere degno di appartenere al clan.

De Neri lo sapeva bene, così come sapeva che se non erano mai arrivati allo scontro aperto lo dovevano solo all’ascendente che De Julis aveva su entrambi.

Era certo che il loro incontro quella notte non fu affatto casuale.

La prima volta che l’aveva vista dopo l’abbraccio fu una visione terrificante: metà del viso deformato in un’unica membrana piatta e l’occhio visibile solo attraverso una ferita slabbrata. I movimenti rigidi e innaturali facevano intuire altre deformità.

Erano le conseguenze dell’ennesimo scontro del suo clan con gli Tzimisce.

Aveva notato del fermento tra i fratelli del clan Tremere nelle ultime notti, ma l’aveva attribuito alla sola presenza di un esponente del loro clan così potente, adesso poteva immaginare a cosa stessero lavorando.

Il volto di Caterina Trimegisti era tornato normale: gli stregoni erano forse ottenuto un’altra arma nella loro battaglia?

“Nous sommes du même côté, Philippe”

“Verrebbe da chiedersi quale sia questa parte”

“Iniziano a girare le stesse voci anche su di te ho saputo, Sua Maestà non poteva aiutarci entrambi”

“La mia fedeltà alla Camarilla non è messa in discussione da nessuno, sei tu che ha militato nel Sabbat fino a pochi anni fa”

“Non militavo e dovresti saperlo bene, come sai bene perché ho preso il tuo posto”

“Sua Maestà sta rischiando troppo per te”

“E’ per questo che mi serve il tuo aiuto”

“Per cosa?”

“Per convincere Sua Maestà a battere il Sabbat al suo stesso gioco. Sappiamo entrambi quale sarebbe la tua ricompensa”

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