Fratelli di sangue

Augusto De Julis era stato suo amico fin da quando erano stati mortali, non avessero attirato l’attenzione dei loro siri sarebbero anche diventati parenti. Poi gli ebbero incontri inaspettati. Si erano reincontrati che la Camarilla stava nascendo.

Poi gli era rimasto accanto per secoli.

Non era mai stato un peso essergli secondo.

Filippo De Neri non aveva mai avuto l’ambizione e il desiderio di primeggiare di sua maestà.

Non era il titolo di Principe a far pronunciare il nome di Augusto De Julis, o i tanti nomi con cui era stato conosciuto, con timore reverenziale, così come non erano i mancati titoli a sminuire il suo valore.

In più di un’occasione avevano affidato la propria stessa esistenza l’uno all’altro.

Conoscevano perfettamente le debolezze dell’altro.

Proprio per questo sua maestà era riuscito a colpirlo dove faceva più male.

Le sue figlie e la loro fiducia.

Nominare Malaspina come Flagello ora che si era in guerra aperta con i vicini territori del Sabbat voleva dire condannarla ad una morte ultima orrenda. O peggio.

Non l’aveva nemmeno consolato il permesso di abbracciare, per quanto avesse già trovato una candidata.

Paradossalmente la più palese delle punizioni che gli aveva inferto per aver lasciato entrare un membro del sabbat nei suoi domini era quella che gli pesava meno.

Era abbastanza anziano e abbastanza conosciuto da non aver bisogno del titolo di Siniscalco, ma era vedere lei, la Regina, al suo posto che non riusciva ad accettare.

L’aveva detto, senza complimenti e senza filtri, a sua maestà, che scegliere lei era la peggiore delle scelte possibili. Quell’esternazione non ebbe conseguenze solo per la loro antica amicizia.

Come sempre, il volto di Augusto de Julis rimase imperturbabile mentre era palese quanto fosse soddisfatta Caterina Trimegisti.

Fu solo quando rimasero soli che Sua Maestà abbandono ruoli, titoli e le imposizioni dell’etichetta e l’abbracciò, come De Neri l’aveva abbracciato quando l’aveva rivisto vivo quando tutti l’avevano dato per morto, secoli prima, quando ancora erano umani.

“Ti ho perdonato, ma lei è stata lontano troppo tempo”

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *