Le Cronache di Populon: La Valle dell’Iskendur

Dove c’è acqua, c’è vita.

populon - mappaE il cuore che pompa e spinge la vita di Populon stesso è appunto nell’acqua, nell’acqua che scorrendo per più di 1500 chilometri dalle sorgenti più alte degli affluenti fino al mare ha definito e scolpito quella che oggi è la Valle dell’Iskendur.

In un mondo dove così numerose e diverse razze convivono, una regione dalla terra così fertile e ricca non poteva che diventare un centro pulsante di vita, un luogo di continua evoluzione sociale e fulcro di importanti operazioni, che siano esse commerciali, magiche, legali o … meno.

 

Forse sono solo gli abitanti della valle stessa a definirsi il cuore pulsante di Populon.

No, è improbabile. In fondo, ad ogni essere senziente è associata la tendenza a considerarsi il centro del (proprio) universo, e con un forte senso di comunità la crescita di questo sentimento è molto molto facile. Quindi si, l’Iskendur è davvero il cuore di Populon.

E dato che tutte le storie che abbiamo narrato fino ad adesso parlavano proprio del cuore di Populon stesso, allora parliamo un po’ della Valle dell’Iskendur

 

Valle dell'Iskendur cronache di populonLa convinzione che Populon sia un organismo vivente è tanto radicata fra i suoi abitanti che i diversi continenti del mondo sono chiamati sì con i nomi dei Cinque, ma anche con quelli delle parti del corpo di un drago. Così Eoyu, il continente più a nord, è la testa, Myiorning il petto, Oros il ventre e Glamordir la coda. E a dividere il continente di Myiorning da quello di Oros, il petto dal ventre, sta il fiume Iskendur.

Nella sua vallata il soffio dei due Draghi si unisce e, discendendo le sue acque su una zattera, su una chiatta, su una canoa scavata in un tronco, vi troverete divisi a metà, contesi fra due mondi. A nord città di pietra, gilde mercantili, banche, strade lastricate e colline a ridosso del mare, a sud foreste tropicali, deserti, piste di terra battuta, villaggi di fango, palazzi rigonfi di guglie dorate.

L’Iskendur scorre per 1500 km dalle sorgenti sul massiccio del Thekengond, nel Regno di Redstream, fino alla foce nelle Paludi del Sangue, presso Gateroot. Questa misura considera il braccio più lungo del fiume, l’Iskendur Rosso, ma ve ne sono altri due: l’Iskendur Bianco, che nasce nelle montagne della Luna Spezzata, a est del Gigante Smarrito, e l’Iskendur Nero che sgorga dai laghi dell’Altopiano degli Avvoltoi. L’Iskendur Nero, dopo circa 800 km, si getta nell’Iskendur Bianco nella Valle di Ishtar, attraverso le cascate di Numbar. Dopo altri 1000 km l’Iskendur Bianco e Rosso si uniscono, generando un unico fiume. Duecento chilometri a sud di questa confluenza sorge Iskendur, città omonima del fiume e specchio delle storie torbide ch’esso raccoglie nel suo scorrere.

 

Circa ventimila abitanti costituiscono la popolazione più ricca, malfamata e pericolosa della più importante città della valle, così importante da prendere il nome dallo stesso fiume.

Nata da un piccolo villaggio e cresciuta ad un ritmo vorticoso a causa dell’ottima posizione (soprattutto per le rotte commerciali), crebbe talmente in fretta da non sviluppare un reale governo.

Si, qualcuno dice che ci sia un governatore… Ma non significa nulla. Il potere della città è da sempre in mano a bande criminali, “arroccate” intorno alla famosa Arena della città.

Al momento vi sono quattro bande principali: I Kurg (orchi e goblin), gli Scudi Neri (nani), le Maschere Cremisi (spyrian e tesserian) e le Fauci (Zaund). Queste bande tengono il controllo dell’Arena a turno, per un anno ciascuno. Ovviamente ogni banda cerca nel proprio turno di preparare gli spettacoli migliori e di ottenerne il massimo guadagno (anche economico), mentre le altre bande, teoricamente osservatrici, cercano ovviamente di sabotare e danneggiare i loro rispettivi rivali.

 

Ed è vicino all’Arena, assaporando uno dei migliori piatti di zuppa di lumache piccanti di Iskendur (una vera prelibatezza locale) che presto inizierà una nuova storia.

 

[…]

 

Ogni creatura deve avere un cuore. Per Populon si tratta della Valle dell’Iskendur, per noi si tratta del muscolo che batte e pulsa nel nostro petto, mentre per altre creature…

Beh, la cosa importante è che abbiano un cuore.

Il resto verrà da se.

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