Nameless Land: la maledizione della fame

Ho fame.

Curiosamente, non sento particolarmente sete. Quella cosa deve avere un modo per estrarre più liquidi di quello che penso dal cibo, o forse era solamente poco assetata l’ultima volta che ho bevuto, o forse ho in realtà così tanta sete da non sentirla nemmeno più.

Ma la fame… Quella è impossibile da non sentire.

 

Un solo sopravvissuto, molto magro e con la pelle scura bruciata dal sole, incespica nella terra brulla che si allarga a vista d’occhio in ogni direzione. Ogni tanto, riprendendo fiato, il sopravvissuto volge lo sguardo di lato. Sono solo brevi momenti, poi riprende a camminare, sempre nella stessa direzione.

 

Maledetti predoni, e stupidissimo arido deserto di merda! Niente da mangiare, niente da bere, niente da MANGIARE, e la gola brucia. Con l’ultima volta che ho mangiato qualcosa deve essermi entrata della sabbia o della terra in bocca, e con tutti quei tagli nelle gengive e sul palato mi fa davvero male. Maledettissima bestia, cosa ho fatto di male in questo mondo di merda per essere dannato da una creatura come te???

 

Il sopravvissuto si ferma, e getta a terra dalle tasche alcuni oggetti. Un vecchio orologio, un libro, un fascio di fogli arrotolati, una vecchia e dismessa pistola. Fa alcuni passi avanti, poi si ferma, e si volta. Torna indietro, raccoglie la pistola, impreca, si volta di nuovo e riprende la sua strada.

 

Non ce la faccio più. Ogni cosa che ho addosso è un peso. Ho già lasciato quasi tutti i miei vestiti, il mio equipaggiamento, i miei effetti personali, ma non ce la faccio. Sono stanco, e ho FAME. Ma non posso buttare via la pistola, non posso. Non posso perché quella bestia dovrà crepare, prima o poi, e se non sarà per causa sua sarà per causa mia. BASTARDA!!!

 

Il sopravvissuto, rinfoderata la pistola, spalanca la bocca e si infila una mano in bocca. Inizia a urlare, ma la mano soffoca i suoi gemiti. Ha afferrato qualcosa. Sembra che stia tirando. Piange. Tira ancora. Del sangue cola dalla bocca. Urla, toglie una mano coperta di sangue dalla bocca e urla ancora più forte. Dalla bocca cola sangue e saliva, e la mano del sopravvissuto sembra essere … morsicata.

 

MOSTRO, maledetto schifoso mostro!! Mi hai quasi staccato una mano, ma ti è andata male eh?? E cosa pensavi che sarebbe successo se fossi riuscito a staccarmela?? sarei MORTO, morto dissanguato, morto come un cazzo di cane in questo sciagurato mondo!! E saresti morto con me, mostro!!! A chi ruberai acqua e cibo quando io non ci sarò più?? A chi impedirai di dormire dalla sete di notte, e chi farai cacciare dalla propria casa quando gli altri penseranno che io sia contagioso??? COME CAZZO FACCIO AD ESSERE CONTAGIOSO, ho una bestia cagata dall’inferno cresciuta dallo stomaco, non una cazzo di malattia!! Ma a te non interessa, vero??? Tu vuoi solo la mia acqua, il mio cibo, beh mia cara stupidissima bestia sappi che NON NE AVRAI PIU’, perché non ne troveremo più.
BASTARDA!!

 

Il sopravvissuto inizia a prendersi a pugni nello stomaco da solo. Il suo stato fisico gli impedisce di colpire con forza, ma i colpi sembrano causargli molto dolore. Piange. Continua a colpire.

 

Basta… Basta… Basta…

 

Il sopravvissuto cade sulle ginocchia, si piega e si accuccia a terra tenendosi lo stomaco. Si rialza, si accascia, vomita. Sta vomitando principalmente sangue, insieme a quello che sembra essere una sorta di siero giallastro, come pus di un’infezione.

 

 

Il sopravvissuto è ancora a terra. Recupera la sua arma, si punta la Old Gun in gola, corregge la posizione, la infila in bocca reclinando la testa, con la canna che punta verso l’interno. Piange.

 

 

Il soggetto è morto. Questo è il dodicesimo fallimento, e i soggetti iniziano a scarseggiare. Devo trovare un modo per aumentare il numero di campioni in mio possesso. Procederò all’autopsia dell’individuo e del parassita, e dopo tornerò al campo base. Gli sciacalli faranno il resto.

 

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