Mouse Guard: "L’inverno sta arrivando."

Sei un piccolo topo. I cespugli sono così fitti che paiono una foresta, il vento soffia così forte che gli steli d’erba medica frustano l’aria e coprono la vista. La volpe è in caccia. Immensa, silenziosa, furba: striscia sottovento, pronta a balzare sui tuoi compagni che stanno imprecando contro il tempo e la stagione perché fa solo quel che deve fare. E tu arranchi, ficcando gli unghioli nella corteccia, per non farti strappar via dal tronco, dove devi salire per vedere dove sia quella maledetta volpe, prima che vi balzi di nuovo addosso…

 

Il primo impatto con Mouse Guard è … inusuale, perché ci si ritrova subito immersi in qualcosa di grande, con un certo numero di paletti fissi (topi della guardia, un capopattuglia, una missione ben precisa) ma anche molti gradi di libertà (istinto, obbiettivo, credo, amici e nemici, e così via). 

Non è un caso se la spiegazione delle meccaniche base ha avuto bisogno di essere ripetuta: il gruppo stava sfruttando la base del disegno sulla scheda per disegnare il proprio personaggio.

Pensandoci un attimo, non è una cosa negativa. 😉

 

 

Il gioco è molto narrativo, con meccaniche semplici e veloci, perfette per lanciarsi subito all’avventura e iniziare a “vivere” con il proprio personaggio.

Non voglio soffermarmi adesso sul gioco (lo recensiremo a tempo debito), e non posso nemmeno parlare di tutto quello che mi ha colpito o non la finirei più!

Ma una cosa tra tutte merita di essere raccontata: il tempo atmosferico.

Un po’ di tempo fa avevo scritto di come probabilmente una delle cose che si notano di più del mio stile di gioco è la carenza di descrizioni e effetti del tempo atmosferico.

Beh, giocando a Mouse Guard è impossibile non considerare le condizioni metereologiche. I personaggi sono dei topini, avete idea di cosa significhi la grandine per loro?? E infatti le stagioni e il tempo hanno un ruolo molto importante in questo gioco, sia per scandire il tempo che passa che come ostacolo da superare.

Potrei persino azzardare che un uso prolungato di questo gioco possa essere una cura per chi è affetto da questa mia stessa difficoltà e volesse risolverla 😛

E il tutto avviene in maniera niente affatto forzata, anzi! La meccanica di conflitto di questo gioco è molto malleabile (taluni dicono fin troppo, finendo quasi nel gioco da tavolo, ma ne parleremo meglio in futuro), al punto da essere perfetta anche proprio contro “il meteo” (o meglio, contro quello che un pessimo clima potrebbe impedire di fare ai nostri topini).

E non pensiate che sia un avversario da poco…

 

In fondo, nell’ultima pagina di Autunno 1152 leggiamo proprio “L’inverno sta arrivando.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 Risposte

  1. ursha ha detto:

    Avevo preso mouse guard per riciclare I topolini delle Reaper Bones.

    L’ambientazione del gioco è molto bella.

    Di per se non mi dispiace la gestione del tempo atmosferico e la gestione delle sfide contro natura. Non mi piace invece lo stile di combattimento.

    • lherian ha detto:

      Il loro “conflitto” ricorda anche a noi più qualcosa da gioco da tavolo piuttosto che di ruolo. Per me personalmente non è un “no” secco, ma nemmeno un “si”. Alcune delle persone con cui lo abbiamo giocato sono state molto più drastiche sia in senso negativo (principalmente proprio per l’approccio da tavolo) che positivo (per l’applicazione potenzialmente universale della meccanica).
      Prima di giocarlo ero piuttosto dubbioso su quella meccanica in particolare, adesso in realtà lo sono meno (anche se comunque non mi esalta).

      Sicuramente lo giocheremo ancora dato che il gioco nel complesso è piaciuto molto, e sarà anche un’occasione per provare ancora / vedere cosa fare con i conflitti. 😉

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