West!: Duelli & Spaghetti-Western

 

Un partita ad ambientazione Old Wild West prettamente realistica è possibile con moltissimi sistemi, tra questi noi sicuramente consigliamo GURPS, un universale adattabile che quasi tutti i nostri membri di redazione e collaboratori considerano tra i giochi di ruolo personalmente preferiti.

e si continua con West!

Quello che però personalmente preferiamo è un Selvaggio West un poco meno realistico e un po’ più cinematografico, che significa mettere su un po’ di Ennio Morricone e lasciarsi andare a scazzottate, rapine, inseguimenti, cavalcate verso il tramonto, bevute e duelli. Più whisky e fagioli. Ma soprattutto tramonti e duelli. E a questo proposito, West! cade (letteralmente?) a fagiolo.

Si, ammettiamo che a causa dei nostri gusti personali i duelli hanno un ruolo decisamente importante nelle sessioni di realistico selvaggio west spaghetti western.

Storicamente inesistente o quasi, sia chiaro! Ma cinematograficamente molto diffuso, e ormai la musica di Morricone sta suonando.

Quindi duello sia!

 

[…]

 

Ramón: Gringo!
Joe: Hanno detto che mi cercavi…
Ramón: Sei morto!
Joe: Lascia libero il vecchio…
(Ramon spara, Joe cade a terra)
(Joe si rialza)
Joe: Be’? Che ti succede Ramon, ti trema la mano?
(Ramon spara ancora, Joe cada ma si rialza di nuovo)
Joe: O forse hai paura? Al cuore Ramon, se vuoi uccidere un uomo devi colpirlo al cuore. Sono parole tue no?
(Ramon spara ancora due volte)
Joe: Al cuore Ramon, al cuore, altrimenti non riuscirai a fermarmi.
(Ramon ha finito i proiettili, Joe è protetto da un panciotto antiproiettile, lo mostra e lo lascia cadere)
(Gli uomini di Ramon si muovono, Joe spara. Cadono tutti tranne Joe e Ramon. Ramon perde il fucile che cade a terra)
Joe: Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto. Avevi detto così. Vediamo se è vero.
(Joe libera il vecchio sparando l’ultimo colpo, poi getta la pistola per terra)
Joe: Raccogli il fucile, carica e spara.

(Per un pugno di dollari, 1964)

 

[…]

 

Una particolarità di West! è proprio la gestione dei duelli, che a differenza del combattimento tradizionale viene trattato con delle regole a parte. Chiaramente il duello non è un combattimento usuale. Si combatte esclusivamente a distanza, i due avversari sono consci l’uno dell’altro, e la più bassa risma degli sporchi trucchi non si possono ovviamente applicare.

Attenzione, questo non significa che io sia impossibilitato, per esempio, a sparare al mio avversario alle spalle. Solo che ovviamente questo non sarebbe un duello, e infatti tutto questo ipotetico scontro rientrerebbe nelle usuali regole  del combattimento.

Il duello, a suo modo, rappresenta qualcosa di più elevato, dove bene o male entrambi i partecipanti decidono di non approfittare di una posizione di vantaggio per porsi invece in un ambiente il più possibile neutrale, e misurare solo ed esclusivamente la rispettiva bravura… E la propria freddezza.

Dal manuale leggiamo infatti

“Il duello è anche una sfida psicologica; uno dei duellanti potrebbe provare a fare innervosire l’avversario o la tensione potrebbe essere insopportabile se si affronta un avversario con una determinata fama.”

Ricordiamo che il motore di West! è basato sulle carte e sulle combinazioni del poker, quindi basta davvero poco (per esempio evitare di scoprire le carte) per ricreare anche al tavolo da gioco quella tensione tipica della situazione.

Fa un certo effetto guardare il proprio avversario, e tutte le carte che ha appena cambiato, domandandosi se la sua freddezza sia un bluff oppure no, e se la propria mano sarà abbastanza alta per riportare a casa la pelle…

Gli spunti di gioco sono ovviamente moltissimi. Certo, di base è qualcosa di molto poco realistico, molto poco corretto storicamente parlando (salvo rare eccezioni), ma cavolo che scene di gioco!

Datemi una Colt Navy, non ho bisogno di altro.

 

[…]

 

Biondo: Visto che facciamo la stessa strada è meglio farci compagnia
(Biondo conta gli uomini di Sentenza)
Biondo:Uno, due, tre, quattro, cinque, sei… Sei, il numero perfetto!
Sentenza: Non è tre il numero perfetto?
Biondo: Sì, ma io ho sei colpi qui dentro…
(Sentenza ride)

(Il Buono, il Brutto e il Cattivo, 1966)

 

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