Il momento giusto

Il prezzo da pagare per venire a conoscenza delle sorti di Sua Maestà era stato alto ma onesto, tutto sommato.

De Neri in fondo avrebbe potuto ottenere la sua fedeltà anche in altri modi, conosceva anche lei certi poteri del sangue e il Siniscalco aveva avuto secoli a disposizione per affinare le sue abilità. Per non parlare della sua innata capacità di affascinare il proprio interlocutore semplicemente parlandogli.

Il perché non regnasse su un suo principato restava una domanda senza risposta.

Era tuttavia indubbia la sua completa fedeltà al Principe.

Probabilmente questo era il momento ideale per salire un altro gradino nella sua scalata alla Camarilla. Togliere potere nel principato al clan Ventrue ora che Sua Maestà non poteva intervenire in prima persona e il clan era ridotto ad un manipolo di neonati ancora troppo inesperti e incapaci di comportarsi in società era un’occasione che non le si sarebbe mai più ripresentata. Tra i Re che si contendevano briciole di influenza all’ombra di Sua Maestà, forse si salvava solo Grimaldi, era un giovane promettente. Motivo in più per stroncare ogni sua possibile idea di espansione sul nascere.

Il potere di Sua Maestà su di lei non sarebbe più stato così tenue, non prima di qualche secolo almeno.

Non poteva agire da sola, ma la lista dei fratelli che potevano aiutarla, e che l’avrebbero fatto, era molto breve. E si accorciava ulteriormente se si prendevano in considerazione solo i fratelli a cui riconosceva un qualche talento.

Tra tutti i fratelli però probabilmente solo uno sarebbe stato fin troppo felice di creare problemi al clan dei Re.

Cecilia Colonna dovette richiamare tutto il suo coraggio e assumersi una discreta dose di rischi per contattare il suo Sire.

Ancora più folle fu aiutarlo ad entrare nel principato non visto e dargli tutte le informazioni utili.

Prima o poi ne avrebbe pagato il prezzo, ne era certa, ma le serviva qualcuno che potesse portare scompiglio e paranoia nel clan che maggiormente le sarebbe potuto essere di intralcio nella sua personale scalata al potere.

Marcello Dontis detestava il clan Ventrue da abbastanza tempo da non fare troppe domande sul perché gli venisse offerta la possibilità di metterne in difficoltà qualche esponente.

Il che non voleva dire che non ne avrebbe fatte.

“Offerta senz’altro allettante, ma non rintracci il sire che hai rinnegato e rischi l’ira del tuo Principe solo per seminare un po’ di caos. Cosa c’è sotto?”

“Davvero non lo immagini?”

“Quindi è solo una vostra lotta per influenzare qualche umano?”

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