GURPS: Background – Willhelm Stalwart (parte II)

Willhelm aveva creduto che una volta passato un po’ di tempo, i ricordi dell’evento sarebbero tornati.

Si sbagliava.

https://i1.wp.com/gdrtales.com/wp-content/uploads/2016/02/black-puzzle.jpg?resize=562%2C422

Anche dedicando intere giornate a ripercorrere mentalmente il viaggio di quel giorno, il ragazzo non ricordava praticamente nulla di quanto successo durante l’attacco, se non vaghi dettagli.
Un grande rumore, forse urla o forse ruggiti, la schiena della madre ed un profondo terrore.
Il resto era perso nell’abisso dell’incoscienza.

Ogni tanto cercava un aiuto nel padre, perchè gli raccontasse quanto detto dagli avventurieri che avevano riportato a casa Willhelm e il corpo di Sandra, ma Damian era diventato distante dopo quel fatidico giorno, cercando probabilmente di annullare il pensiero di aver perso sua moglie immergendosi a capofitto nel lavoro.

A volte i tentativi del ragazzo facevano breccia, ma ciò che otteneva dal suo abbattuto padre era solo l’ennesima identica storia, senza alcun tipo di rielaborazione o ragionamento nonostante le richieste del figlio.

Gli individui che lo riportarono indietro (una discreta fortuna visto la quantità di gente poco raccomandabile che si trova in giro), sostenevano di aver trovato il ragazzo svenuto vicino ad una donna, rivelatosi poi essere il corpo senza vita di Sandra, e ad una carovana ancora integra (il carico ancora in perfetto stato), ma a pochi passi da una scena raccapricciante.

I cavalli da tiro erano stati completamente dilaniati, e la poca carne ancora sulle ossa delle povere bestie portava segni di grandi morsi, il che faceva supporre che una bestia di discrete dimensioni se ne fosse nutrita.
Qua e là, sparse un po’ ovunque, vi erano i resti dei corpi e delle viscere delle guardie mercenarie a cui era assegnato il compito di difendere la carovana.

Solo il cadavere della donna era rimasto integro, deturpato da un’unica e profonda artigliata della lunghezza dell’intero torso che probabilmente l’aveva uccisa sul colpo.
Cosa ancor piú peculiare, uno degli avventurieri, autoproclamandosi “pratico dell’arte medica”, sosteneva che la differenza fra i resti degli uomini e della donna indicasse che lei fosse morta almeno qualche giorno dopo, e quindi che madre e figlio non fossero presenti al primo combattimento, cosa che però Damian riteneva impossibile, sapendo per certo che Sandra non avrebbe mai abbandonato la spedizione e suo figlio nemmeno se ciò le sarebbe costato la vita, prezzo che infatti alla fine aveva dovuto pagare.

Era più o meno in questo momento che la voce del padre si spezzava, e Willhelm, anche lui con un nodo in gola, si pentiva di aver nuovamente toccato una ferita che palesemente non si sarebbe mai rimarginata, e scusandosi lasciava cadere il discorso.

Il fabbro preferiva rimanere da solo, mantenendo le distanze da Willhelm, per poi però tornare alla quotidiana routine dopo qualche settimana.
Tuttavia, negli sguardi che il padre rivolgeva al ragazzo in quei giorni v’era altro oltre alla tristezza.
Una lieve punta di astio, per avergli riportato alla mente la perdita di Sandra, ma principalmente, una grande preoccupazione.

Perchè Willhelm era uscito estremamente cambiato dall’esperienza.

https://i0.wp.com/gdrtales.com/wp-content/uploads/2016/02/character-eye-closeup.jpg?resize=199%2C465Vivo, ma con una vistosa cicatrice sull’occhio sinistro, che anche se non intaccava la pupilla continuava descrivendo un arco sulla guancia per terminare quindi in posizione orizzontale sulla gola.

Piú la osservava, più a Damian essa sembrava troppo regolare e precisa per essere una ferita accidentale. Anzi, era quasi come se questa fantomatica “bestia” si fosse messa con calma a “disegnare” con le sue unghie un… marchio?
Il padre di Willhelm preferiva allontanare questo pensiero ogni volta che si soffermava sul viso del figlio.

In ogni caso, il ragazzo aveva miracolosamente conservato la vista, anche se l’occhio aveva preso uno strano colore, passando dall’originale verde ad un giallo-arancio tanto innaturale quanto inquietante. Damian lo portò dal medico della cittadina, e lo fece vedere persino ad un mago di passaggio, ma nessuno trovò niente fuori dall’ordinario, a parte il peculiare colore in sè.

Ciò che però Willhelm aveva perso era ahimè la voce.

Che fosse per la ferita alla gola o per il trauma causato da ciò che era avvenuto durante l’assalto alla carovana, nessuno riuscì a stabilirlo.

~

Damian Runder non riuscì mai completamente a riprendersi dalla perdita di Sandra.
Continuò a portare avanti febbrilmente il suo lavoro, tuttavia le sue opere, così come il suo sguardo, perdettero la scintilla e la passione di cui un tempo erano testimonianza.

Unico lato positivo, Willhelm, contro ogni aspettativa, era cresciuto forte e robusto.

Il fatto che suo figlio, non solo si fosse ripreso psicologicamente ma avesse ora una salute e un fisico di ferro nonostante lo shock subito, era per lui un peso in meno: ora sarebbe infatti stato in grado di ereditare egregiamente il lavoro di suo padre.
In soli 5 anni avrebbe fatto di suo figlio un fabbro migliore di quanto lui era stato!

E per questo, si diceva Damian, doveva lavorare duro e sodo, non importa a quale prezzo, in modo da poter dare un futuro a suo figlio.

O almeno, così avrebbe voluto.

L’assenza di Sandra a protezione del carico si fece subito sentire: quando la notizia della morte della donna raggiunse le orecchie giuste, ladri e briganti reagirono rapidamente all’occasione.
Le perdite e i furti aumentarono, e Damian fu costretto ad assumere più guardie, pagare per tratte più lunghe, vendere a prezzi minori, accettare anche lavori da maniscalco, tutto per far quadrare i conti.

Ironia della sorte, la sua salute venne a mancare poco dopo che Willhelm aveva appreso i rudimenti del mestiere, cosa che gli avrebbe permesso di avere un aiuto-fabbro a costo zero, e quindi diminuire il proprio carico di lavoro.

~

Più il tempo passava, più lavoro sembrava essere diventato l’unico scopo della vita di suo padre.
Willhelm lo osservava, costretto al silenzio dalla sua condizione ma sempre vicino e disponibile quando il padre aveva bisogno di qualcosa.
Damian parlava molto con lui, prometteva che avrebbe risolto tutto, che non gli sarebbe mancato niente.
Parlava anche di Sandra, finalmente senza quell’ombra di tristezza che aveva accompagnato l’argomento nei primi tempi.

Tuttavia, a nulla erano valsi gli sforzi di Willhelm di fermare suo padre.
L’ex-fabbro non aveva ascoltato lui, non aveva ascoltato il medico, non aveva ascoltato il chierico della Speranza… non aveva ascoltato nessuno, se non il suono del martello e dell’incudine.

Come aveva detto lo stesso chierico ad un disperato Willhelm,

“Ragazzo, temo purtroppo che tuo padre, più o meno consciamente, sia convinto di essersi macchiato di una grande colpa.
Temo sia convinto che se non fosse stato per il suo lavoro, non ci sarebbe stata nessuna spedizione, e che quindi tu non avresti perso la voce, e tua madre la vita.
E per questo motivo ha trasformato il suo lavoro nel suo purgatorio personale, punendosi con lo stesso strumento con cui pensa di aver condannato sua moglie e suo figlio.”

https://i0.wp.com/gdrtales.com/wp-content/uploads/2016/02/hammer-and-anvil.jpg?resize=558%2C373

~

Damian Runder spirò l’anno successivo.

Il medico della cittadina constatò tristemente che la scarsa cura che aveva avuto della propria salute nel tentativo di mantenere il tenore di vita passato aveva purtroppo dato il colpo di grazia al fisico dell’uomo, già provato dalla malattia.

Purtroppo, William non aveva né le capacità, né le possibilità di continuare l’attività di famiglia, dopotutto era muto e non conosceva nessuno del mestiere, oltre a non essere neanche lontanamente bravo quanto il padre.

Venduta a malincuore il poco che rimaneva dell’attività e seppellito le spoglie del padre vicino alla madre, rifiutò con gentilezza la proposta del chierico con cui era solito parlare (era stato lui ad insegnargli il linguaggio dei segni) di rimanere alla piccola chiesa della cittadina, e decise invece che finché non sarebbe stato in grado di essere un fabbro bravo come suo padre, si sarebbe guadagnato da vivere seguendo le orme di sua madre.

A questo punto, perché non usare il cognome della mamma?
Magari con un po’ di fortuna qualcuno lo avrebbe riconosciuto, ed avrebbe potuto raccontargli di lei.

Inoltre c’era anche la questione dell’occhio sinistro, e della… “strana” sensazione che provava a volte…

https://i1.wp.com/gdrtales.com/wp-content/uploads/2015/11/gurps-header.jpg?resize=292%2C79

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *