I Miti di Korcol: il gelo di Söderkölping

 

Freddo, gelo, oscurità.

L’inverno sembra sempre durare più di qualsiasi altra stagione, ma nessuno sembra domandarsi perché gli abitanti siano ancora vivi. O meglio, come facciano ad essere sopravvissuti generazione dopo generazione in uno dei posti più inospitali e corrotti dell’intera Korcol.

scheda dei miti di korcol

Certo, mi obietterete che solamente i più duri possono sopravvivere in questo ambiente, e che di questo si tratta per gli abitanti di Korcol. E avreste sicuramente ragione, perché così è! Ma non mi sto interrogando sulla durezza della schiena di un abitante della regione, perché so bene che un loro dito può essere abbastanza robusto da spaccare un mio braccio.

Io mi interrogo su cosa spinga gli abitanti di Korcol … beh, a restare a Korcol.

Io non lo capisco.

Ma questo, probabilmente, perché sono un nomade, un vagabondo, un individuo senza terra.

Gli abitanti di qui hanno la loro terra.

È una terra corrotta, malvagia, in cui gli Dei camminano insieme ai mortali portando avanti i loro personali piani di inganno, morte e distruzione, una terra dove l’oscurità è una presenza marcata che azzanna la tua pelle ogni volta che ti scopri la notte, e dove il gelo stesso sembra essere dotato di una qualche malvagia astuzia.

Ma nonostante tutto, è una terra.

È la loro terra, e per quanto io li reputi stupidi, credo che per loro mantenerla sia molto importante.

 

[…]

 

Ci troviamo nelle Norrland, nella regione più a nord di Korcol, più precisamente nella città di Söderkölping capoluogo dell’omonimo feudo.

La città sorge sulle rive del lago Kader ed è circondata da pianure ormai ghiacciate dal freddo inverno.

Siete stati scelti per accompagnare il diplomatico Erkki in un incontro con lo Jarl Bror come semplice scorta; dopo la cena di benvenuto vi ritrovate a passeggiare per i corridoi del palazzo poco lontano dalle stanze dove avvengono le trattative quando, improvvisamente, sentite rumori di lotta. Vi precipitate preoccupati nella sala delle udienze; spalancata la porta, la vista della scena vi lascia sconvolti, confusi e nauseati.

La stanza è sottosopra, sangue, carne e interiora delle guardie sparsi qua e là e una creatura deforme dalla pelle piena di pustole, occhi giallastri e lunghe mani artigliate è china sul pavimento divorando il corpo squartato del diplomatico Erkki. Estraete le armi e vi scagliate contro l’orrenda figura vestita con gli abiti dello Jarl Bror, colpite quel corpo inutilmente, vi sembra di colpire la roccia, ma prima che possiate fare altro la creatura, con pochi colpi ben mirati, vi mette fuori gioco e perdete i sensi.

Riaprite gli occhi in una cella, disarmati e con pochi vestiti, venite a sapere che siete accusati di aver trucidato Erkki il diplomatico, le guardie e di aver attentato la vita dello Jarl che è riuscito a salvarsi sebbene gravemente ferito; a conferma della colpa è stato ritrovato un documento tra i vostri averi che vi vede come sicari assoldati dallo Jarl Dan, Jarl del feudo confinante.

La pena per voi è la morte, prevista per la mattina  seguente; la notte è insonne e una terribile tempesta, la più violenta che possiate ricordare, non aiuta il vostro riposo. Un lampo seguito da un enorme boato irrompe prepotente nella vostra cella e una forza vi sbatte violentemente per terra, vi riprendete dall’esplosione ricoperti di polvere e pietre e capite che un fulmine ha appena abbattuto il muro della vostra cella…

 

[…]

 

 

 

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