Il dolore perfetto

Vedi cara, c’è un nome che mi si era inciso nella testa ma non riuscivo a capire perché… Von Schwarzen…

Sento dolore nell’aria, un dolore intenso, implacabile, sublime. E’ quasi palpabile. E mi piace. Mi inebria. Ecco, dopo decenni potrei quasi dirmi appagato.

Vedi cara le due cose sono collegate.

Mi stavo chiedendo da diverse notti chi fosse Von Schwarzen, poi l’illuminazione.

Eccola lì, l’ispirazione, la strada per ottenere il dolore perfetto. In un essere così antico e potente poi, la sua sofferenza pernea l’aria, penetra nell’atmosfera stessa di questi luoghi.

Vedi cara, il dolore fisico è facile da infliggere ma da poca soddisfazione, per di più e facile da placare. Sufficiente per le notti ordinarie ma ogni tanto bisogna concedersi l’estasi dei sensi.

E sai qual è l’aspetto migliore di tale dolore? Posso infliggerlo di nuovo e farlo espandere nell’aria di nuovo. Posso colpirlo ancora due volte, lì dove fa più male.

La tentazione di farlo ora è tanta, sai? Combinare tre fonti di dolore simili potrebbe regalarmi il momento più appagante della mia intera esistenza, ma per farlo dovrei riunnciare alla possibilità di provare nuovamente questa sensazione in futuro.

Vorrei avere Sua Eccellenza il Siniscalco davanti per poter plasmare il suo dolore, tenerlo vivo, accrescerlo.

Anche la sua bambolina ha sofferto, molto, eppure per quanto mi sia impegnato con lei non mi ha dato la soddisfazione che mi sta dando adesso lui. Devi comprendere che non ho potuto dedicarle tutta l’attenzione che meritava. Avrei davvero voluto strapparle gli occhi. Ma lei era solo un mezzo.

Non puoi immaginare cosa mi ha provocato l’esatto istante in cui ha trovato le ceneri di sua figlia. La giusta ricompensa per un’accurata preparazione.
Mi spiace solo che sia sopraggiunta troppo presto la furia. E’ riuscito anche a placare il dolore per diverse notti. Poi è esploso, all’inizio era solo una sensazione nell’ambiente, poi l’ho percepito distintamente e ora è qualcosa di talmente intenso da dare quasi la sensazione di essere materiale, di poter essere toccato.

Ero deluso all’inizio però, il dolore non era così quando ha realizzato di aver perso la sua bambolina, forse lo distraeva la battaglia o forse c’era troppa furia nel suo corpo. Qualche notte dopo però quel flebile lutto è esploso e la consapevolezza della perdita lo ha sopraffatto e l’intensità della sofferenza mi ha investito. Eccolo il dolore puro che cercavo.

Vedi, ti svelo un segreto cosicché tu possa imparare: ho consegnato io la bambolina al sabbat, mi ci è voluto tanto tempo, ma è stato un investimento ben ripagato.

Lo senti anche tu cara? No? Dovremo scoprire cosa ti fa raggiungere l’illuminazione. Sono notti turbolente, avrai bisogno di vedere in modo chiaro cosa accade.

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