Il Richiamo di Cthulhu: verità nell’acqua

 

“Sento puzza di guai. Accidenti a quando ho accettato questo maledetto caso. Brrrr, che freddo. Meno male che mi sono coperto. Ma no, fa caldo. Ho freddo alla testa? Solo alla testa? Perché solo alla testa? Maledetta ragazzina, mi sto facendo suggestionare. Meglio stringermi un po’ il cappello. Quanto sono stato stupido ad accettare di accompagnarla.”

 

“Soldi facilissimi, e tutto perché nessuno ha il coraggio di venire di notte a recitare stronzate sui pozzi… Che fesseria! Un giro di notte, un po’ di aria fredda, stupidi animali e eccoti servito un buco dell’orrore in cui quegli imbecilli si rifiutano di lavorare. Nessuno che ti accompagna tranne me? Bene, il prezzo lo decido io. Stupida ragazzina, questi sono i soldi più facili che abbia mai fatto in vita mia!”

 

“Ogni antica parola da me pronunciata ci avvicina al completamento di un’opera più antica dell’uomo. Non devo cedere, non devo crollare, devo completare quello che nessuno ha mai avuto il CORAGGIO di PORTARE A TERMINE! Cos’è il prezzo in fondo? Come può chi ha letto queste parole prima di me non essersi reso conto di quanto sia IRRISORIO il prezzo chiesto da creature così antiche per il completamento dell’opera? FOLLI, avete perso la vostra occasione. Adesso tocca a me.”

 

[…]

 

 

 

[…]

 

“COSA DIAVOLO STA SUCCEDENDO?? Perché quella ragazzina sta ancora leggendo?? COSA STA USCENDO DA QUEL POZZO????”

 

“AAAAAAAAAAAARGH!”

 

“Che prezzo infinitesimo per un DONO così grande…”

 

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