Il Richiamo di Cthulhu: verità nel buio

“Un chiodo piantato nel cervello”.

Metafora abusata, che ha reso comune paragoni con oggetti o corpi estranei entrati più o meno in profondità nella nostra scatola cranica. Chiodi, spine, trapani, così come entità non fisiche ma puramente mentali, come idee, stati d’animo, emozioni…

C’è qualcosa nella tua testa.

E lo vedi, grazie alla stessa luce che tu hai portato.

Non è un corpo estraneo, non nel senso tradizionale del termine.

Non è qualcosa di astratto, perché lo senti. Senti la sua delicata pressione, il suo lento muoversi come in esplorazione tra i capelli, la cute e le giunzioni tra le ossa del cranio.

Non è qualcosa di piacevole. Ma allora perché non è un corpo estraneo? Cosa rende quella … “cosa” così, così…

Incomprensibile.

 

Come è arrivata, se ne va.

Aspetta, se ne va… Non esageriamo. Diciamo che si allontana da te. Si allontana, portando con se la luce. Il cappello resta per terra, hai sempre la stessa difficoltà a muoverti, ma la tua testa, adesso, è … “libera”.

Libera di guardarsi intorno, libera di osservare, vedere, assaporare…

Chissà se anche quella … “cosa” ha assaporato il tuo compagno.

Le gambe sono ancora bloccate in quella strana sostanza che ha rotto le casse… … O forse è uscita dalle casse?

Chiediamoci se per te, in questo momento, ci sia differenza.

 

No.

Nessuna differenza.

 

Ecco perché nonostante quel tentacolo sia palesemente qualcosa di esterno ed estraneo a te, qualcosa di ostile, diverso, avversario… Ma incomprensibile. Completamente incomprensibile. Non ti muovi, non riesci a reagire nella maniera in cui, nei tuoi incubi, hai vissuto una situazione del genere.

Perché in fondo, non hai assolutamente idea di cosa stia accadendo.

La luce si avvicina di nuovo.

Non sai cosa succeda, non sai chi sia coinvolto, e non hai minimamente il controllo della situazione. Né di te, né degli altri, né di quella … cosa.

 

Sgradevole sensazione, vero? Essere completamente inermi e incapaci di comprendere ciò che i nostri inadatti sensi e le nostre misere capacità di percezione ci mostrano a proposito di …

 

 

Può la paura essere fermata da un’arma?

Improbabile, suppongo.

 

Comunque sei libero di provare.

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