Un uomo di nome Arcturus Mengsk

Tempo fa, in una data assurdamente facile da ricordare, pubblicai un articolo non scritto di mio pugno a proposito di un evento decisamente al di fuori dei comuni argomenti sviluppati in queste pagine.

Il giorno era il 21 Dicembre 2012.

In quella giornata eventi esterni al mondo del gioco di ruolo si sono intrecciati con eventi interni al mondo del gioco di ruolo. Alcune nuove stelle sono sorte radiose in quella giornate, altre ne sono uscite ammaccate, alcune si sono spente per sempre.

Arcturus Mengsk fa parte di quelle che si sono spente, e per sempre.

Inizialmente avrei detto, a chi mi chiedesse di parlarne, che non facevo altro che pensare a lui. E sarebbe stata la verità. Ma il tempo passa, i poeti direbbero cose tipo “i giorni divennero mesi, i mesi anni…” prima di una qualche uscita terribilmente strappalacrime… No, non ho esattamente intenzione di fare questo, ma quasi.

Il tempo passa, e quello che era un pensiero opprimente e costante diventa … casuale. Fitte riaperte apparentemente dal nulla. Ognuno a suo modo, ma avevamo tutti accusato parecchio l’accaduto.

 

Arcturus MengskAll’epoca era più difficile affrontare l’argomento, molto più difficile. Era difficile al punto tale che ho chiesto ad Orthega (che ancora ringrazio per cortesia e disponibilità) di parlarne per tutti noi, e ancora oggi gli sono grato per aver offerto le sue parole in quel momento.

Ma qualcuno direbbe CARPE DIEM, quindi cogliamo l’attimo, e ri-pubblichiamo, ma questa volta a nome suo come giusto che sia, l’articolo di Orthega.

Personalmente, lo dedico a Jim e Sarah.

Ovunque adesso siate.

 

Lherian

   .

[…]

 

 

 

Sono passate, oggi, due settimane dalla morte del Dittatore del Dominio Terrestre Arcturus Mengsk. Nessuno di noi della redazione si è sentito in grado di scrivere, allora abbiamo chiesto ad Orthega se avesse voluto scrivere lui qualcosa per la memoria di quest’uomo. Lo ha fatto, e gli siamo molto grati per il suo lavoro e per la sua disponibilità. Pubblichiamo sotto questa breve premessa direttamente il suo articolo, senza avervi apportato modifica alcuna. Alcune frasi da lui scelte sono molto forti, altre vanno a fare ipotesi altrettanto pesanti, ma non c’è nulla di male in questo. Noi abbiamo molto apprezzato la possibilità di vedere un punto di vista diverso dal nostro, ed è proprio la sua indipendenza totale dai nostri pensieri che rende questo articolo, ai nostri occhi, così diverso da tutti quelli che avremmo potuto scrivere noi, se fossimo stati in grado di scrivere. Cosa che, purtroppo, non è successa. Un motivo in più per ringraziare ancora Orthega di averci fornito le sue parole e le sue idee.

La Redazione di GdrTales

 

 

 

Un uomo di nome Arcturus Mengsk

 

Chi può giudicare un uomo?

 

Giudizio

 

Il Grande Dizionario Garzanti della Lingua Italiana fornisce ben 5 significati.

 

1 – Ogni affermazione che, superando la semplice constatazione di fatto, esprime un’ opinione, un apprezzamento.

Qui non ci si sbilancia. Il giudizio è l’opinione di un individuo su un argomento. Tuttavia questa definizione non è da prendere alla leggera, perché mina alla potenza che noi attribuiamo a questa parola.

“Io GIUDICO l’imputato colpevole”.

Quanto peso sembra avere la parola “giudico” in questa frase, una sensazione di irrevocabile fatalità, quando il suo semplice significato è “A mio parere, l’imputato è colpevole”.

Lui , come ogni uomo, è stato giudicato da molti, ed in molti modi.

 

2 – La facoltà umana di giudicare; discernimento, senno.

Chiaro. Il giudizio inteso come catalogazione e divisione di ogni stimolo esterno, che porta come naturale conseguenza la capacità della mente umana di SCEGLIERE, seguendo il proprio “giudizio” su persone, luoghi, avvenimenti, azioni.

Avere “buon senso”, ovvero avere un ottima capacità di giudizio.

Lui, come ogni uomo, ha giudicato i fatti, e di conseguenza compiuto delle scelte.

 

3 – (filosofia) Atto intellettivo col quale si afferma o si nega un predicato di un soggetto e, più in generale, una qualsiasi relazione.

Ahia, qui c’è lo zampino di Aristotele. Preferisco non addentrarmi troppo in questa definizione, non voglio che queste righe diventino il casus belli di una disputa filosofica.

Voglio solo dire che Lui più di tutti aveva possibilità e autorità di negare o affermare “un predicato di un soggetto”.

 

4 – (diritto) l’attività dell’autorità giudiziaria; dibattimento giudiziario; trattazione della causa.

Come poteva non mancare una definizione di diritto, e da essa vi è un fattore importante da tenere in considerazione: l’esistenza e l’accettazione di un’autorità che si fa giudice super partes.

Per essere più precisi, la necessaria esistenza e la totale accettazione di un sistema che ha il potere di giudicare gli altri, in quanto basato su leggi giuste e imparziali che difendono i diritti di ogni individuo.

Tuttavia possiamo davvero noi uomini, incarnazioni viventi della “soggettività”, creare qualcosa di completamente imparziale e giusto per ogni altro nostro diverso compagno?

Purtroppo no, ma possiamo fare un’altra cosa. Possiamo scendere a compromessi.

Ahhh, dolci ed indispensabili compromessi…
senza di essi, la vita non sarebbe possibile.

Anche Lui, come ogni uomo, è sceso a compromessi.
Perdere qualcosa o qualcuno, per ottenere qualcos’altro.

 

5 – (finale, universale), (religione) quello pronunziato da Dio su tutti gli uomini alla fine del mondo.

Cavolo.

Ecco il Giudizio con la G maiuscola, il Giudizio in tutto il suo splendore!

Se vi chiedevate il motivo della potenza  di questa parola, ora avete la risposta: la parola Giudizio evoca il timore reverenziale di  una sentenza irrevocabile, implacabile, inevitabile.

E nessuno di noi può liberarsi da questo timore, perché nessuno di noi è solo Luce.

A mio parere, Lui non credeva in Dio, ma, come ogni uomo, sentiva comunque il peso del Giudizio.

 


Ed ora vi chiedo nuovamente, chi può giudicare un uomo?

La maggioranza? La morale? La logica? La legge? Dio?

Si… e no.

Loro possono giudicare un uomo, ma non potranno mai giudicarlo per quello che è, solo per quello che dovrebbe essere secondo ciò che rappresentano.

L’unico che può veramente giudicare un uomo… è egli stesso.

Quando sei davanti a te stesso, non puoi mentire, non puoi omettere, non puoi scappare, non puoi fraintendere.

E Mengsk ha giudicato se stesso, più e più volte.

Coraggio, Lealtà, Vendetta, Rabbia, Dolore, Timore, RIMPIANTO.

Il peccato più grande dell’uomo di nome Arcturus Mengsk era, per l’appunto, essere un uomo.

Nessuno di noi è solo Luce.

 

Che nella morte possa trovare la Pace che con le sue stesse mani si è negato in vita.

 

 

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