Le spine di una rosa

La mia Signora è nervosa in queste notti, ormai riesco a capire abbastanza bene i suoi umori. O almeno lo spero.

Mi lascia più libero di girare da solo ora, nei suoi piani avrebbe dovuto sbarazzarsi di me già da molto tempo, quindi mi vuole intorno il meno possibile.

Ho conosciuto alcuni dei fratelli del Principato, “tutti quelli che vale la pena conoscere” come sostiene la mia Signora.

Ci ha tenuto che sapessi dell’esistenza di una di loro, per quanto non le sia sembrato necessario presentarci. Temo che la lista dei fratelli che dovrei conoscere sia molto più lunga.

Malaspina è il frutto del terzo abbraccio del nostro Siniscalco ed è difficile da inquadrare.

Dicono che non frequenti l’Elysium, parli poco e che sia stramaledettamente efficiente.

Su di lei girano mille voci che non fa nulla per smentire, non che il suo Sire o il suo clan lo facciano a modo suo.

Mi racconta la mia Signora che qualcuno fece notare come ogni volta che veniva ricevuta da un membro della corte di Sua Maestà, c’era qualche sparizione misteriosa nelle notti seguenti. Quel qualcuno è sparito. Leggenda vuole sia stato un caso di autocombustione.

Nel dubbio non indagherei.

Mi hanno parlato del defunto Custode e dell’altra progenie del Siniscalco, quella chiacchierata, avevano molto in comune, a partire dal fatto di essere la conferma che a Sua Grazia piacciono le cose belle.

Malaspina invece passa inosservata, non vivessi costantemente allerta con il terrore di fare qualcosa che possa contrariare la mia Signora non l’avrei notata.

Gli altoparlanti annunciano il ritardo di un regionale.

Si confonde tra gli universitari che hanno fatto tardi in biblioteca e gli ultimi pendolari. Cammina con calma tra la folla non vista. Guardandola bene ti accorgi di come anche lei, se volesse, non sfigurerebbe accanto a Sua Grazia. Le movenze però sono molto diverse. Sua Grazia, come la mia Signora, ha un’eleganza innata nei movimenti, ogni gesto è una dimostrazione di bonton, la sua presenza si nota senza che abbia bisogno di imporla.

Nel brusio generale una voce dagli altoparlanti annuncia un aumento nel ritardo del treno, sovrastata dai lamenti dei pendolari.

Malaspina si muove in maniera diversa invece, passa leggera tra le persone in attesa del treno, con la testa bassa e le mani in tasca.

Si accorge di me, mi guarda contrariata ed è sufficiente a terrorizzarmi.

Non accelera il passo, né rallenta. Continua a camminare verso l’uscita.

Ancora un altro annuncio di un ritardo.

Una voce comincia a circolare tra i passeggeri in attesa, confermata dal personale presente.

Pare che qualcuno si sia suicidato sui binari. Pare si sia dato fuoco.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *