Il Signore degli Anelli: la vera storia

Isengard

Libro terzo, capitolo VIII

Non pareva creazione umana, bensì un pezzo delle ossa della terra staccatosi durante una immemorabile tortura dei colli. Un picco e un’isola rocciosa, nera e dura e scintillante: quattro imponenti piedritti di pietra sfaccettata si fondevano in uno solo puntando verso il cielo, ma vicino alla sommità i loro pinnacoli aguzzi come punte di spade, tagliente come lame di pugnali, si separavano lasciando uno stretto spazio in centro.

 

Brea

Libro primo, capitolo IX

Il villaggio di Brea comprendeva all’incirca cento case di pietra della Gente Alta, la maggior parte delle quali situata al di sopra della Via, sul fianco della collina, e con le finestre rivolte verso ovest. Da quella parte vi era un profondo burrone che, partendo dalle falde del colle, tracciava un grande semicerchio, e la cui parte interna era chiusa da una fitta siepe.

 

Fangorn

Libro terzo, capitolo IV

Ma non è nulla in confronto all’aspetto antico di questo legno. Guarda tutte quelle barbe e quei baffi di licheni, spioventi e ciondolanti! E la maggior parte degli alberi pare ricoperta di foglie secche e avvizzite che non sono mai cadute. Molto disordinato.

 

Monte Fato

Libro sesto, capitolo I

Era l’Orodruin, la Montagna di Fuoco. Le fornaci in fondo al suo cono di cenere si scaldavano sempre di più, finché ad un tratto, con un gran brontolare e gorgogliare, vomitavano fiumi di roccia fusa da ogni fessura e crepa delle pendici.

 

 

… a qui.

Contemporaneamente un nuovo manuale si aggiunge all’elenco della redazione, e Tolkien si rivolta nella tomba.

Beh, a dover di cronaca questo è capitato PRIMA che il manuale venisse usato dai membri della redazione. Il fattaccio/bellissimo avvenimento (dipende dal punto di vista) ha visto la stessa ambientazione della nota opera fantasy utilizzata nella sua versione “reale” per una partita.

Una partita dove il personaggio del “portatore” ha avuto in consegna un oggetto potente e pericolosissimo, da distruggere ad ogni costo per la salvezza delle terre degli uomini liberi.

libro originale del portatore

adesso avete capito di che portatore sto parlando

e più si prosegue, più capite come mai la storia sia stata narrata in questo modo

A missione compiuta, il mezz’uomo (perché di un mezz’uomo si trattava) ha scritto un libro sulla sua avventura. QUESTO libro. Avreste mai pensato che un mezz’uomo potesse scrivere davvero tutto questo? Chiaramente ha “romanzato” un po’ la storia, giusto un pizzichino… Si è inventato un po’ di personaggi extra per rendere la storia più credibile, ha “corretto” piccoli particolari che avrebbero reso meno “eroici” alcuni individui…  Ma in fondo è sempre stato bravo con le parole, no? E quello che conta è vendere.

 

Come credo abbiate immaginato, non si tratta del mezz’uomo a cui voi fan di Tolkien state pensando. Ce ne accorgeremo tutti molto presto.

 

Ragnar figlio di non-so-chi,

sventratroll calvo e nudo

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