GURPS: “All’Ombra della Quercia”, una portata non del tutto controllata

 

Immaginiamo …

No, l’incipit è sbagliato.

Non si parla più di immaginare, perché ormai si sa. Si conosce.

Sappiamo che una quantità di energia ben definita (molto grande, ma non infinita) è in grado di de-stabilizzare il piano della realtà definito come Mondo. Forse sarebbe accaduto anche per un ammontare di energia inferiore, ma questa è teoria. La pratica dice che da un certo valore in avanti ciò è accaduto.

Numericamente parlando, ciò consente analisi interessanti. Persino nella semplificazione che il valore sperimentale sia effettivamente il caso limite per queste conseguenze.

Emotivamente parlando, cosa accadrà nei prossimi minuti? Ecco, questo è un punto dove possiamo davvero provare ad immaginare.

 

[…]

 

“Il mondo che conosciamo mi appariva dall’alto. Una visione così vivida che sembrava reale. Le due grandi isole, così come gli arcipelaghi e le congiunzioni, tutto mi appariva chiaro davanti agli occhi, come se fosse davvero davanti a me, come se davvero fossi molto in alto, abbastanza in alto da avere una chiara visione del mondo. Il tempo sembrava scorrere a tratti, fermarsi, tornare indietro, apparentemente senza ordine o logica. […] Alla mia destra, un nero tentacolo, all’aspetto di pura energia, scuro come la notte più nera e lentamente in avvicinamento alle terre del […] Rapidamente come arrivò, la visione svanì.”

 

[…]

 

“La cena è pronta!”

Un uomo e una donna erano seduti vicino ad un fuoco. L’uomo, di una certa età, era seduto su un pezzo di legno e leggeva da un mucchio di fogli sparsi, scarabocchiando qualcosa di tanto in tanto. La donna era più giovane, intenta a rimestare nella pentola, e a trafficare contemporaneamente con due scodelle. “Ma cosa stai facendo?” chiese la donna, sempre rivolta all’uomo.

“Sto rileggendo i miei appunti, contengono le testimonianze che ho raccolto in questi ultimi tempi. Sono un regalo per mio nipote… Se riuscirò a ritrovarlo. Da quello che ho capito, lui e i suoi amici hanno-”

“RUFUS! Stavi lavorando? Ma ti pare di metterti a scrivere mentre è pronto da mangiare?”

“Ma tesoro, l’ispirazione non ha orario!”

“… … Mangia, va’… che poi

“si raffredda!” concluse l’uomo facendo verso alla giovane.

“RUFUS! Non solo lavori, ma mi fai anche il verso? Che antipatico che sei a volte, sempre a prendermi in giro!”

L’uomo restò in silenzio, con la ciotola fumante in mano. Sembrava non tanto pensare, quanto essere stupito. Non appena la giovane donna si fu seduta a sua volta, lui tornò a concentrarsi sulla sua compagna.

“Tesoro, è stato… strano. Come un déjà vu. Piccola mia, hai mai la sensazione che da qualche parte, in un infinito o lontano universo-”

“RUFUS!”

“… d’accorco, Doralice, d’accordo, ceniamo. Buon appetito… ”

 

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