GURPS: “All’Ombra della Quercia”, il lutto del Dicembre 1229

 

Johan muore nello scontro con il sicario della Gilda della Magia, dopo che i Soci avevano superato la soglia della sicurezza della Rocca del Duca dei Medici. Lo scontro non è stato né equo né alla sua portata, ma fin quando ha potuto il responsabile della sicurezza generale delle attività dei Soci ha combattuto con tutto se stesso. Il suo cadavere verrà ritrovato il giorno dopo deposto dinnanzi alla Chiesa della Giustizia.

Dante Anelli viene “spezzato” successivamente allo scontro con il sicario della Gilda della Magia. Catturato vivo, la sua mente viene violata, mutilata e ripulita da quasi tutta la sua memoria e la sua esperienza, lasciandolo vivo ma incapace di intendere e volere. Le pochissime capacità intellettive che gli sono rimaste sono state a loro volta storpiate in qualcosa di grottesco. L’ormai ex-guardia del corpo dei Soci è ora in grado di esprimersi solo con i nomi propri degli stessi Soci: Laren, Nelium, Thanor, Giuseppe.

 

"All'Ombra della Quercia"

“All’Ombra della Quercia”

 

Per tutto il mese di dicembre, ogni singolo dipendente delle attività dei Soci dell’Ombra della Quercia porterà una fascia nera a lutto sul braccio. Non esiste dipendente che non sia stato vicino ad almeno uno dei due individui che l’attività ha perso, perché proprio per la loro mansione essi erano sempre in mezzo a tutti gli altri.

 

 

Johan era un menagramo, un veterano della guardia dalla totale assenza di moralità, un sadico manifesto che trovava divertente dover scappare dalla folla urlante che periodicamente cercava di lapidarlo durante le settimane di terrore causate dalla guerra con i non-morti (dato che tutti erano a conoscenza del suo “problema” di contaminazione, lo stress della guerra esacerbò gli animi. Ma lui trovava la cosa divertente). E se forse non era il primo ad alzarsi al mattino, era comunque l’ultimo ad andare a dormire, sempre dopo che ogni altro dipendente delle varie attività aveva raggiunto il mondo dei sogni. Certo, in teoria la notte doveva essere coperta dal capopattuglia Vicktor, ma a suo parere lui era troppo morbido per essere lasciato da solo… Era dotato della grandissima capacità di fare molte cose contemporaneamente senza cadere di qualità. Peccato che le cose che faceva oltre il suo lavoro (servizio di sicurezza) fossero cercare di portare sfiga alla gente, menare gramo, scroccare panini, litigare con Anelli per la leadership del servizio di sicurezza, ridere delle sventure altrui e fare gli occhi dolci per convincere i soci a far fare loro quello che voleva lui.

Non sappiamo realmente chi fosse, e anche se alcuni dicevano che fosse la peggior persona esistente sul creato, a noi mancherà comunque. Anche se a dirlo fosse stato il maggior esponente vivente di una delle sette virtù.

 

Dante Anelli era un esperto della difficile tecnica della “mimetica urbana”. Guardia del corpo personale dei Soci, era in grado di seguire senza essere notato i suoi datori di lavoro quasi ovunque all’interno di Cortona, per garantire sempre la loro incolumità. Aveva un carattere abbastanza tranquillo, tranne quando i Soci proponevano piani folli che (secondo lui) avrebbero causato reali problemi. Durante il periodo a dir poco traumatico della discesa dei non-morti aveva dimostrato un profondo attaccamento ai suoi datori di lavoro, i Soci, prendendo finalmente coscienza che essi ormai erano diventati amici, più che semplici datori di lavoro. Aveva accettato il lavoro inizialmente per soldi, ma anno dopo anno il legame era diventato più stretto. Ormai era talmente ben accetto nel gruppo dei soci che si permetteva di dare delle belle lavate di capo quando reputava che qualcuno (solitamente Laren) stesse per andare a mettersi nei guai. Discuteva molto spesso con Johan a proposito della leadership del gruppo di guardie alle dipendenze dei Soci, ma alla fine loro erano dei leader in gruppi con utilità diverse, e non si pestavano i piedi a vicenda… Non troppo, almeno.

La sua mente è stata cancellata, spianata come non fosse mai esistita. E quel poco che è rimasto, senza una reale auto-coscienza, riesce ad esprimersi solo con i nomi dei soci fondatori. Come pensate che potrebbe essere andare a trovare un vostro amico e vederlo ritrarsi in preda alla paura, non gridando versi o frasi sconnesse, ma sempre e solo il vostro nome e quello dei vostri amici?

 

 

Dicembre 1229 sarà un giorno ricordato tanto nella storia quanto dai soci. Nella storia per gli eventi di portata unica che sono avvenuti, e dai soci per queste dolorose perdite. Adesso andremo a parlare degli avvenimenti di cui parlerà la storia, ma prima era giusto parlare di loro. Perché la memoria storica rimane per tutti, ma anche due persone come loro dovrebbero essere ricordate. Esattamente come entrambi resteranno sempre nel cuore dei soci de “All’Ombra della Quercia”.

Per adesso, insieme ad un forte sentimento di odio. E un desiderio di vendetta.

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Una risposta

  1. Orthega ha detto:

    E’ impossibile non provare astio nei confronti di chi ha ucciso Johan e spezzato Dante.
    Eppure non dobbiamo seguire l’odio, non dobbiamo lasciarci divorare dalla vendetta.
    Se ci abbandoniamo all’Ira, del ricordo dei nostri compagni rimarrà solo essa.

    Con questo, amici miei, non voglio dirvi di cancellare la rabbia e la frustrazione che provate, che PROVO, per non essere stati presenti nel momento del bisogno.
    La mia è una richiesta.
    Non concentriamo i nostri sforzi nel tentativo di provocare dolore a chi ce ne ha causato, perchè ci vendicheremmo nel nome di Johan e di Dante, ma DI FATTO staremmo solo cercando di arginare il profondo dolore che ci è stato inferto. Lo faremmo solo per NOI STESSI.
    Pensiamo invece agli altri, pensiamo a come proteggere i nostri dipendenti dal potenziale pericolo a cui sono ancora esposti.

    Non vi biasimo per il vostro odio, ma vi prego, considerate questa mia richiesta.
    Se non per me, per le persone a noi care.
    Per l’Ombra della Quercia.

    -Thanor CuorDiMetallo

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