Un consumato Diario di Viaggio (VII) – La Seconda Notte

GIORNO 6

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ORE  8:00

Gli avvenimenti della sera scorsa pesano ancora sul cuore di ciascuno di noi.
Conosco il Mago del Fuoco da molto tempo prima dell’inizio di questo viaggio, e anche se cerca di non darlo a vedere, egli è la persona che più sta soffrendo in questo momento.

Il Chierico ha parlato di “Primo dei Figli”, ed il fatto che lui ed Ariana avessero una relazione lascia ben pochi dubbi su di chi sia il padre dell’abominio che abbiamo distrutto.

Il Mago del Fuoco non riesce a perdonarsi di essere stato parte di quanto successo, e non possiamo permettere che il suo spirito si spezzi, perché sono le sue capacità il motivo per cui ognuno di noi è ancora vivo.

Ed è per questo che ho ucciso suo figlio.
Perché il mio compagno non poteva sopportare la vista del suo errore.

…ma non è questo il momento adatto per parlarne.

Ci prepariamo a partire.

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ORE  10:00

Incredibile.
Un altro sopravvissuto ci ha raggiunto, e dopo aver sentito cosa abbiamo intenzione di fare, vuole accompagnarci.

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Sappiamo ancora poco di questo individuo, se non le capacità che ci ha mostrato.

Dice di essersi salvato, oltre che grazie alle sue capacità magiche, ad una scelta di cui si vergogna, ma che ha fatto per sopravvivere: è fuggito dallo stesso accampamento da cui provengono il Chierico e L’Arciera, ma nella direzione opposta rispetto alla maggioranza delle persone e senza prestare aiuto a chi poteva averne bisogno.
Sostiene inoltre di essere molto portato nelle magie del Tuono.

Questa sua linea d’azione spiega perchè si sia incontrato con il nostro gruppo solo ora, ma non riesco comunque a fidarmi completamente di lui.
Dopotutto ci siamo inoltrati molto in quello che è oramai diventato “territorio nemico”.

Tuttavia, l’intercessione chiesta dal Chierico non ha rilevato problemi di corruzione, ed in questo momento non siamo nella condizione di rifiutare un mago capace.
In ogni caso, per sicurezza, lo terrò d’occhio.

In queste pagine, mi riferirò a lui come l’Incantatore Superstite.

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ORE 12:00

Spirito spezzato?
Non sono mai stato più felice di sbagliarmi.

Abbiamo potuto assistere al completamento di mesi e mesi di lavoro e sperimentazione del Mago del Fuoco, ed il risultato è sbalorditivo.

Tra l’altro, “assistere” è un termine sbagliato.
Constatarne la potenza” è più corretto.

Poco dopo aver concluso il rituale ultimo, di sua inventiva, e completato quindi il percorso che lo aveva tenuto occupato per molto tempo, ci avevano raggiunto un gruppo di avvoltoi, identificati come ostili grazie alle capacità del Chierico, e da allora avevano continuato a seguirci volando al di sopra della nostra posizione.

Stavamo ancora discutendo di come liberarci di queste presenze indesiderate, quando il Mago del Fuoco, con un ghigno ben poco rassicurante dipinto in volto, disse che era stufo di aspettare, e che quindi ci avrebbe pensato lui.

Pochi secondi dopo, un lampo di una luce fuoriuscì dalla scapola del mio soddisfatto compagno, e con esso il frutto delle sue ricerche magiche.

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Un’enorme Fenice di puro fuoco, talmente brillante da cancellare i colori di oggetti e persone nell’immediata vicinanza, e accecare completamente chiunque osasse guardarla ad occhio nudo, eccezion fatta per il suo creatore.

Nessuno di noi riuscì a vederla, ma di fronte a così maestose manifestazioni di potenza, non è necessario osservare direttamente le cose per comprenderne la grandezza.

Inutile aggiungere che per gli avvoltoi non ci fu speranza.
La Fenice non era ancora completamente formata quando essi si lanciarono in una fuga disperata, resa comunque futile dalla disarmante differenza di forza.

Unica nota negativa, personalmente non sono convinto che scoprire le carte in questo modo giochi a nostro vantaggio. Sicuramente questa dimostrazione di forza ha giovato al morale del gruppo, soprattutto a quello dello stesso Mago del Fuoco, ed ha velocemente risolto il problema degli avvoltoi, ma adesso non possiamo più sperare di passare relativamente inosservati.

Adesso abbiamo ampiamente dimostrato di poter essere veramente pericolosi.

E questo, in futuro, potrebbe rivelarsi un grave errore.

Quando ho reso note le mie preoccupazioni a riguardo, il Mago del Fuoco ha avuto il coraggio di dirmi con la luce negli occhi che questa sua creazione è l’ultimo passo delle lezioni di Magia che avrebbe sicuramente tenuto sull’Elemento Primo una volta terminato il viaggio.
Come immaginavo, non prende neanche in considerazione quanto la sua vita sia in pericolo ora che il Nemico ha avuto un assaggio della sua forza.

Il lettore perdoni questo mio sfogo, ma è in situazioni come questa in cui solo grazie ad un’enorme sforzo di volontà riesco a trattenermi dallo strozzarlo.

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ORE 16:00

Finalmente.
Possiamo ormai distinguere i contorni della città, prima solo una macchia grigia verso il lontano orizzonte.
O meglio, le rovine di quella che un tempo era una città.

L’Arcanista sostiene che ormai manca poco, che dovremo essere in grado di raggiungerla fra oggi e domani.

Vista l’ora, abbiamo deciso di rallentare il passo ed accamparci a sufficiente distanza della città. L’ultima cosa che vogliamo è essere sorpresi nel sonno dalle creature che sicuramente si aggirano fra le rovine.

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ORE 20:00

Cieco…

Sarebbe bastato osservare e pensare, o anche solo rileggere questo mio Diario, e si sarebbe potuta evitare una terribile tragedia.

Cieco.

Ariana, la Cantastorie, ha inavvertitamente contaminato il proprio sangue, e per questo è morta, utilizzata come tramite e sacrificio dalla Lussuria.
Prima di quella maledetta sera, prima dell’incontro con l’Incantatore Superstite, l’Arciera, il Chierico e il resto del loro gruppo che ha scelto di non seguirci, due di noi vennero a contatto con il sangue delle Fiere.

Cieco.

Temperance

Temperanza, per essere sempre in grado di proseguire…

Abbiamo seppellito i resti del Chierico della Temperanza, il volto irriconoscibile a causa della ferita d’affondo che gli ha trapassato il cranio, vicino a dove il Combattente Leggero lo ha colpito alle spalle.

Michael, questo era il suo nome, ma tutti noi, in segno di rispetto alla sua persona ed alla Virtù che egli rappresentava, lo chiamavamo Padre.
E tuttavia lui per noi era molto di più che solo un chierico.

Era una guida.
Era un esempio.

E se solo avessi prestato la dovuta attenzione al comportamento del mio compagno, se mi fossi ricordato di come il sangue aveva già dimostrato di poter essere pericoloso, avrei potuto salvarlo.

Da quando sei diventato così cieco, Grendell Stark?

Ci tesero un’imboscata.

Eravamo ancora in marcia quando un buio innaturale ci circondò.
Il Mago del Fuoco evocò prontamente la sua Fenice, anche se di luminosità e dimensioni estremamente ridotte rispetto alla precedente versione, e l’Oscurità fu respinta.

I nostri avversari, ora visibili, sarebbero stati due Fiere ed un’entità umanoide a quanto pare dotata di capacità magiche. Sicuramente un’Adoratore dei Vizi.

Questa volta, pensammo tutti, siamo pronti.

E invece, non potevamo essere più in errore.
Perchè fu la nostra concentrazione verso l’attacco che ci impedì di notare il vero pericolo, magistralmente nascosto all’interno del nostro gruppo.

Il combattimento fu impegnativo, ma lo affrontammo impeccabilmente.

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Sempre pericolose, nonostante l’esperienza che abbiamo ormai acqusito nell’affrontarle.

Le bestie aggirarono la mia persona, una tattica mai utilizzata prima, probabilmente resa possibile dal controllo che la mente della figura umanoide doveva possedere su di esse, evitando di scontrarsi in carica con la punta della mia lancia e cercando di raggiungere i miei compagni senza protezione.

Nonostante ciò, la prima Fiera cadde immediatamente grazie agli sforzi combinati del Mago del Fuoco e dell’Incantatore Superstite, mentre il Chierico e l’Arciera abbattevano a distanza la seconda, rispettivamente con una preghiera di esorcismo ed alcune frecce ben piazzate.

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Questo è il simbolo inciso sullo scudo che mi fu consegnato dalla Giustizia.

Io mi mossi per intercettare, con successo, la palla di fuoco lanciata dall’immonda creatura, ormai rimasta sola, riportando solo lievi ustioni grazie al mio scudo benedetto.
Quindi, per impedirgli di preparare un altro incantesimo, scagliai la mia lancia, che lo trafisse da parte a parte, uccidendolo sul colpo.

Tuttavia, l’euforia della vittoria si trasformò prima in incredulità, quindi in sgomento quando voltatomi verso i miei compagni, vidi Padre Michael riverso a terra, il viso coperto di sangue, e l’Arciera, il volto una maschera di puro odio, scagliare una freccia verso il Combattente Leggero, colpendolo ad una gamba ed atterrandolo.

Quando la donna si avvicinò per finirlo, se non l’avessi fermata con un grido, a quest’ora staremmo seppellendo due cadaveri invece di uno.

E adesso, a combattimento finito, non ci resta che interrogare il Combattente Leggero sul motivo delle sue azioni.

E, mentre piangiamo la perdita di Padre Michael, decidere cosa fare della sua vita.

(sembra che l’autore del Diario abbia appositamente lasciato un margine a fondo pagina per eventuali note a posteriori)

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