Modena Play 2014: le partite introduttive (1/3)

 

Come già anticipato nell’articolo precedente riguardante la fiera del gioco di Modena, io e Dikoleo abbiamo partecipato a tre partite introduttive a disposizione dei partecipanti del Play.

Diamo atto che nonostante la terrificante confusione iniziale dovuta allo scambio di alcuni giochi da tavolo per giochi di ruolo (non nostra, beninteso, ma delle persone che organizzavano le sessioni!) siamo perfettamente riusciti ad occupare il tempo giocando partite introduttive a sistemi non conosciuti (eccezione parziale: Destino Oscuro).

Ma voglio anche spezzare una lancia in favore dei malcapitati che ci hanno presentato un gioco da tavolo come un gioco di ruolo. Era sabato mattina, i titoli a disposizione erano veramente tanti, insomma… A mio parere quel tipo di errore non ci sarebbe dovuto essere, dopotutto si trattava di una fiera di giochi, ma possono esserci stati mille motivi di confusione (la famosa peperonata a colazione?), quindi andiamo avanti.

 

Le prime due partite sono state a Destino Oscuro – ambientazione “Buio di Etherna”, e Confine Nord, e parleremo di entrambe nei prossimi due articoli (2/3 e 3/3).

Oggi parliamo della terza partita giocata, ovvero Pathfinder.

 

Ci siamo avvicinati a quel tavolo praticamente per caso. Avevamo ultimato gli acquisti, salutato almeno una volta tutti quelli che eravamo andati a salutare, ma anche volendo partire in anticipo dalla Fiera per essere sicuri di non perdere le coincidenze dei treni per il ritorno, avanzava del tempo.

Come occuparlo se non giocando? 😉

Il tavolo era in quel momento vuoto, ci siamo avvicinati, abbiamo chiesto, ci siamo seduti e abbiamo giocato.

 

Personaggi per la sessione introduttiva

Mezzorca inquisitrice (il mio PG) (ebbene si, ero veramente io, e mi sono divertito un sacco)

Elfo alchimista (Dikoleo) (e anche lui si è divertito un sacco, soprattutto sulla generazione automatica di bombe ed esplosivi da lanciare!)

Veniamo ingaggiati in un piccolo villaggio per indagare su una carovana scomparsa, che dopo un breve viaggio ritroviamo facilmente, ma saccheggiata e priva di cavalli o muli. Indagando nell’ultimo carro (vagamente “corazzato”) veniamo colti di sorpresa da un gruppo di Goblin che cerca invano di rapirci. Dopo averli sconfitti troviamo su uno di essi uno strano disco di metallo e una cartina scarabocchiata alla come viene, indicante un punto sulle colline vicine. Vi ci rechiamo, e troviamo l’ingresso di una tana (o “nido” come disse il GM) Goblin. Un po’ di Goblin, una matrona strega e un capo-goblin alto quasi due metri dall’ascendenza indefinita (possibile che ci sia dell’orco di mezzo?). Combattimento selvaggio, recupero di un forziere, uso dello strano disco di metallo precedentemente trovato come chiave per aprire il forziere. Sciacalliamo il tesoro, urla di giubilo, fine.

Trama semplice e lineare per due personaggi di primo livello, quasi nessun problema e tutto liscio come l’olio, inserendo un sacco di scene veramente stupende.

 

Unica pecca?

Non abbiamo giocato a Pathfinder, ma a D&D 3.5.

Il Master, per sua spontanea ammissione (discussioni e chiacchere pre-post partita) era un giocatore appassionato (e si vedeva), ma con scarsa competenza in Pathfinder. La cosa è stata aggravata dal fatto che lo stand di gioco, organizzato dalla Giochi Uniti, fosse completamente spoglio.

Tutto quello che è stato dato al nostro Master è stato uno schermo del master e un (metaforico) calcio nel culo. SOLO uno schermo del master. E basta.

Schede dei personaggi, mappe, miniature, dadi, carta, matita, NIET! Nulla. Assolutamente niente. Il pover’uomo ha dovuto arrangiarsi, si è fatto portare da degli amici le schede dei personaggi (fotocopiate) della scatola-gioco avventura introduttiva di Pathfinder, si è fatto prestare un set di dadi, e implorando ai vari stand ha recuperato qualche foglio di carta e due matite. Non sapendo comunque molto bene le regole di pathfinder e potendosi arrangiare solo in parte con il sintetico schermo del master, ci ha esplicitamente detto che in caso di dubbio (cioè quasi ovunque) avremmo usato le regole di D&D 3.5, di cui era molto più pratico.

La densità dei tavoli da gioco era più o meno questa

La cosa che fa veramente accapponare la pelle (almeno a me) è che il tavolo A FIANCO AL NOSTRO, per la partita introduttiva di Rogue Trader, fosse perfettamente fornito. Schede di personaggi sempre fotocopiate ma in molteplici copie, schermo del master, modulo avventura per il master, vari set di dadi, carta, matita e gomme. Dire che il tavolo era “A FIANCO DEL NOSTRO”, per chi non avesse mai visto queste fiere, significa dire mezzo metro scarso di distanza. Abbastanza, ad esempio, per capire che senza nulla togliere alla buona volontà, la Master della partita era piuttosto incapace. Non in quanto donna, beninteso! Ma in quanto master senza passione, senza praticità con il gioco, priva di dimestichezza con le regole e con l’avventura. Cose che in una partita introduttiva fanno veramente tanto la differenza. E quel tavolo era organizzato SEMPRE dalla Giochi Uniti, così come tutta quell’area di tavoli.

 

A me questa cosa è piaciuta veramente poco, e mi ha fatto apprezzare ancora di più la grandissima passione e forza di volontà del povero e sfortunato Master che ci siamo trovati io e Dikoleo. Non dico che le partite di Destino Oscuro o Confine Nord siano state brutte, tutt’altro! Però entrambi giocavano “in casa”. Questo ragazzo, nonostante fossimo comunque “in casa” Giochi Uniti, era in svantaggio lo stesso. Ma ha fatto tutto quello che ha potuto per far giocare tutte le persone che passavano da lui.

Per questo, amico ruolatore, tanto di cappello a te. Difficilmente ci incontreremo di nuovo, ma sono le persone come te che in fiere come queste riescono a convincere nuove persone ad unirsi al nostro meraviglioso hobby. Quindi grazie di tutto quello che hai fatto per noi e gli altri giocatori, e di tutta la passione che hai mostrato e condiviso.

E soprattutto, grazie della meravigliosa partita.

 

Lherian, alias Artù

 

 

P.s.

Tutto questo è avvenuto nella giornata di sabato. Non essendo stati alla fiera di domenica non sappiamo se il giorno dopo la situazione sia rimasta identica, migliorata o (persino?) peggiorata. La nostra speranza è che, presa coscienza degli errori di sabato, domenica le cose siano migliorate. Ma purtroppo non eravamo li a controllare.

 

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