Lezioni di vita per assassini – Lezione 5: Prudenza prima di tutto

Non sono fantastico?

Dopo una marea di settimane di preoccupante silenzio rieccoci di nuovo qui a fare lezione. Credevate forse che Geppo fosse riuscito a saponarmi (per usare una parola buona), che fossi caduto durante una missione (ma come avete mai potuto pensarlo?), catturato dall’Orda (ci sono quasi riuscito) o torturato in un bordello (e che tortura sarebbe stata!)?

Beh, speravate male!!!

Ebbene, miei cari sono di nuovo andato in giro con quel gruppo di scalmanati senza speranza con cui bazzico ultimamente (lo so… non dovrei frequentare cattive compagnie!): l’eremita pelato, il nano cecchino con la porchetta a quattro zampe (altrimenti nota come maialino o cinghiale) ed il mago con il suo famoso uccello (e c’era anche quello pennuto!).

Devo ammettere, a malincuore, che prima di imbarcarmi in questa avventura sono stato ridotto all’infermità da un terribile nemico noto con il nome comune di influenza (anche noi super assassini non siamo immuni) e sono stato torturato psicologicamente dai temibili EVIRA (“Esami di Verifica di Idoneità Raggiunta per Assassini”). Rimane solo da capire chi mi abbia attaccato a tradimento l’influenza e i miei sospetti stanno già ricadendo su un certo individuo che si è ripreso alcune pubblicazioni del Mercoledì… (e che a quanto pare vuole rinominare come “ Il Mercoledì a luci rosse”!).

Comunque capite bene che non ero al massimo delle mie capacità, motivo per cui la missione si è rivelata più lunga del previsto e soprattutto più complicata.

Ed è proprio di questa ultima avventura che vi voglio parlare, perché da questa imparerete una lezione importante: tanto nelle missioni quanto nella vita bisogna essere sempre prudenti. Non volete mica che qualcuno (e con questo intendo voi) si faccia male vero?

Ebbene, eravamo finalmente arrivati a Ratchet, dopo un viaggio estenuante che sembrava essere durato un anno. L’accoglienza è stata leggermente fredda ma l’ostilità era nascosta sotto un leggero strato di cortesia (se non avessi delle altissime capacità di osservazione non avrei mai capito che ce la avessero con noi). Ho persino avuto una partecipata discussione con uno stimato collega ed i suoi amici che ci hanno fatto una gentile visita nella nostra camera d’ostello (abbiamo vinto noi a suon di mazzate naniche… non quelle che intendete voi!!!).

A malincuore abbiamo dovuto lasciare la città all’alba e dirigerci verso nord. Ed è qui che sono nati i problemi: abbiamo incontrato i Raptor! Delle bestie feroci, affamate e capaci di tattiche complesse: ti circondano, uno ti distrae e gli altri ti attaccano. Vi assicuro, non c’è niente da scherzare!

Rimane comunque il fatto che siamo sopravvissuti a questo spiacevole incontro, anche se l’eremita ed il nano hanno subito gravi ferite. Miracolosamente il mago, proprio come me, ne è uscito incolume (si vede che il ragazzo sta traendo beneficio dai miei insegnamenti!).

Ma è proprio a quel punto, mentre guardavamo il povero nano che si lamentava della morsicata sulle chiappe, che dei loschi individui dell’Orda ci attaccarono. E indovinate un po’ chi erano??? Ricorderete sicuramente quel piccolo gruppo di malviventi che nei pressi di Las Vegas (Booty Bay per i profani) ci ha derubati vilmente di un oggetto preziosissimo: la pelle della tigre bianca. Ebbene si, erano proprio loro!!!

E così mentre i Raptor tutto attorno ci guardavano affamati, noi eravamo sopra le nostre cavalcature cercando di sparare (io con la balestra, il nano con il fucile) a quei maledetti sopra i loro struzzi, cercando nel contempo di allontanarci dall’infernale che un arrogante elfo warlock aveva evocato… per lo meno fino a quando non gli ho piantato una freccia nel cuore, urlando “RIDAMMI LA MIA PELLE BASTARDO!”…

Un piccolo momento orgasmico, lo ammetto!

Alla fine del combattimento, uccisi tutti gli struzzi in giro e posato il cadavere del warlock sui resti fumanti dell’infernale, ero talmente euforico ed in preda ad un momento di estasi che ho persino pensato (ero in un momento di insanità mentale evidentemente!) di mettere in guardia i futuri viandanti dai pericoli che quella landa nascondeva. Ho quindi preso un foglio di pergamena, penna di struzzo e calamaio e ho scritto un cartello di pericolo infilzandolo poi con una freccia nel petto del warlock, come monito:

ATTENTI AI RAPTOR!

Infatti, ragazzi miei, se non avessimo preso le dovute precauzioni con quelle bestie fameliche e fatto molta attenzione durante tutto il nostro tragitto nel loro territorio di caccia, saremmo sicuramente morti o calpestati dagli struzzi o digeriti dai raptor stessi! (non è stato affatto facile superare indenni quel territorio dimenticato da tutte le divinità, tranne quella dei Raptor).

Insomma, quello che vi voglio insegnare oggi è che bisogna sempre essere prudenti (a parte una o due eccezioni), sia nella vita che nelle missioni. La disattenzione, l’avventatezza e l’impulsività vi porteranno solo nella tomba.

E soprattutto: se qualcuno vi ha rubato la pelle della tigre bianca non c’è niente al mondo di più piacevole che la vendetta!!!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *