Diario di H. I

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Credere in qualcosa è sempre una questione di fede, e perciò non è tanto un problema di libertà quanto di ritrovarsi in un credo e professarlo.

Questo può essere valido per qualsiasi forma di credenza, sia positiva che negativa.

Non è facile scegliere quale parte patteggiare e non è una scelta definitiva.

Ho sempre vissuto credendo solo in me e improvvisamente la mia vita è stata scolvolta da un avvenimento: la fede.

Non sapevo cosa fosse né come si potesse far crescere, so solo che è entrata nella mia vita senza uscirne più.

La fede mi ha dato la forza per proteggere ciò che mi sta a cuore: un gruppo di avventurieri che ora chiamo amici.

Forse è stato il caso a farmi incontrare Pelor o forse la grande macchina del destino aveva già pianificato tutto fin dal principio, fin dalla mia nascita.

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L’inizio del viaggio

Sono sempre stato ossessionato dal potere e dalla forza: debole e poco agile com’ero, non sono mai stato un grande combattente.

Eccessivamente riflessivo e chiuso in me stesso, non riuscivo a raggiungere gli obiettivi che mi prefiggevo e probabilmente sono stato un vero fallimento per il mio maestro.

Ho sempre ricercato, in modo maniacale, di riprodurre i movimenti del mio maestro che, ai miei, occhi, erano perfetti.

Non sopportavo l’idea che riuscisse sempre a battermi e perciò cercavo sempre di propormi quando mostrava qualche mossa. Provavo ad impararle più velocemente degli altri, cercavo di innalzarmi su tutti.

Inutile dire che ogni mio tentativo era vano e che venivo pure ripreso molte volte a causa del mio comportamento eccessivamente competitivo.

Ricordati Hares che l’unione fa la forza, non credere chi ti dice il contrario. Magari un giorno capirai cosa intendo ma per ora sei troppo immaturo per capire.

Immaturo, quella parola fu il piccolo sassolino che porto alla valanga, alla mia scelta.

Mi ci è voluto tempo per capire che il problema non sono io ma il Monastero.

Se rimango qui non posso imparare nulla, devo partire per un lungo viaggio non meditare…

Questo luogo blocca la mia crescita inesorabile a diventare un grande maestro di arti marziali.

HO DECISO, TRA UN MESE FUGGIRO’ DA QUESTA GABBIA DORATA.

Il silenzio sotto la pioggia

Ho abbandonato il monastero per acquisire nuove potenti abilità e capacità nella speranza di tornare più forte e più potente.

Dimostrerò a tutta quella marmaglia di idioti che Hares è il migliore: lo giuro.

Ora, però, devo solo decidere cosa portare con me!

E’ stato un addio silenzioso, interrotto solo dall’acqua che si infrangeva sul mio corpo.

Nessun saluto, nessuna parola di conforto, nessuna promessa, se non con me stesso di diventare il migliore.

Non è così che pensavo che iniziasse la mia avventura…

Incontri casuali

I miei vestiti sono luridi e sporchi e la pioggia me li sta rovinando, devo trovare una locanda dove alloggiare e poi continuare il mio pellegrinaggio…

Sto vagando in queste terra… da quanto tempo sto viaggiando?

Meglio fermarsi, ho bisogno di un posto asciutto.

Un piccolo battibecco fuori dalla taverna: due ubriaconi volevano prendersela con un mezzelfo.

Dentro la locanda ho avuto modo di conoscere meglio il mezzo: un tipo particolare non c’è che dire, non avevo mai visto una creature del genere. Assomiglia molto ad un elfo ma ha le orecchie più arrotondate.

Il“mezzo” è riuscito subito ad inimicarsi l’oste: un nano.

Piccola nota: famosa è la rivalità tra nani e elfi, secondo l’oste.

Non avevo mai visto una creature del genere dentro il Monastero, che cose bizzarre!

La descrizione del nano è questa: alto quando un bambino umano ma il suo viso è quello di un uomo adulto, muscoloso e porta la barba molto folta.

Ho avuto modo anche di conoscere un guerriero, faceva il cameriere nella locanda e neppure il tempo di presentarsi ed eccoci catapultati a fare i paladini in giro: sgominare una bada di briganti che assale poveri cittadini…

Evvai che bello, proprio quello che desideravo fare

Accidenti al guerriero e alla sua parlantina, è riuscito a convincermi, per ora seguirò questo gruppo di scapestrati.

Prima di ogni battaglia valuta cosa portarti con te, cosa è necessario e cosa non lo è

Non ho bisogno di nulla se non di me stesso e del mio bastone, pensavo tra me e me, ma ora faccio parte di un gruppo e a quanto pare ognuno ha i suoi bisogni: chi si compra la spada, chi il falcetto, chi l’armatura… e chi il calamaio !

Ho preferito fare un passo nella chiesa di Pelor e ho lasciato un’offerta: ho scoperto che questi chierici vanno in giro a curare i malati ed ad assistere bisognosi senza chiedere nulla in cambio, gente veramente ammirevole.

Ho avuto una strana sensazione dopo l’offerta ma forse era solo un’impressione: mi sentivo più leggero.

 Missioni? Problemi!

In una tenda ho trovato legato un umano, l’ho liberato e si è unito a noi.

Problema risolto: abbiamo sgominato una banda di banditi, inseguito dei goblin per futili motivi e scoperto uno spallaccio di un golem…

Questo oggetto merita una nota a parte nel mio diario (*)

Sul posto c’era pure un mago che abbiamo abbattuto io e il nuovo elemento: si chiama Vassily e per comodità lo chiamiamo Vas.

Il guerriero non è stato contento che gli abbiamo rubato, come la chiama lui, “LA SUA GLORIA”!

Nota:  il diavolo è rimasto sul nostro piano, molto strano!

Il gruppo cresce e io sto perdendo il mio obiettivo…

Il Padre ci ha riferito che lo spallaccio potrebbe servire per costruire un golem.

Sento che devo aiutarlo… chissà perché.

(*): Lo spallaccio, a quanto pare, servirebbe per costruire un golem. Vi è bisogno di un incantatore molto potente da quello che ho capito. Vi erano delle incisioni arcane che sarebbero servite, quando completo, a imprigionarci un diavolo. Non oso immaginare quali danni potrebbe fare in un corpo simile tale creatura. Ma il vero problema è: possibile che un diavolo si pieghi al comando?

Ora fermo qui la scrittura del mio diario.

H.

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