Lezioni di vita per assassini – Lezione 1: L’effetto sorpresa

Molti di voi penseranno che la buona riuscita di un’imboscata risieda quasi unicamente nella capacità del gruppo, o del sicario (nel caso di azioni in solitario), di non farsi notare dalla vittima fino all’ultimo.

Beh, non necessariamente!

Vedete, l’importante è l’effetto sorpresa, non importa sotto che forma esso si presenti.

 

Prenderò come esempio una piccola avventura accadutami, se non sbaglio, nelle vicinanze di Booty Bay. Il gruppo era composto, oltre me, da tre individui e un cinghiale di nome Sgrufolotto (o giù di lì): un nano ranger, Thordal, armato di fucile ma con una pessima mira, un mago, Rayz, con un gusto discutibile in materia di dardi e un chie… PALADINO (qualcuno mi già fatto notare “molto gentilmente” la svista) di nome Phar (più guerriero che paladino comunque). Ci trovavamo nel mezzo di una foresta e stavamo per tendere una imboscata ad un gruppo di loschi individui … Beh, più loschi di noi!

Da buoni sicari penserete che in queste situazioni la tattica migliore sia nascondersi, avvicinarsi di soppiatto e disporsi in modo da non lasciare via di fuga al nemico per poi sferrare l’attacco da diverse direzioni sfruttando al meglio l’effetto sorpresa. Ed in effetti questo è esattamente ciò che ci insegnano qui e ciò che un gruppo di bravi assassini farebbe, ma in quel gruppo l’unico capace a nascondersi e ad essere furtivo ero io.

Curiosamente il nano era convinto di essere anche lui abilissimo nell’arte della furtività e a nulla sono serviti i miei sforzi, congiunti a quelli del PALADINO, di fargli cambiare idea (MAI sottovalutare la testardaggine di un nano!). Abbiamo perciò rinunciato a farlo ragionare. Copiando quindi una mia testata tattica di combattimento (usata precedentemente in altre avventure), il nano ha deciso di salire su un albero per nascondersi tra i rami. Miracolosamente c’è riuscito subito al secondo tentativo!

Un peccato però che eravamo ancora troppo distanti dai nostri obiettivi!

E qui il colpo di genio: dato che scendere, avvicinarsi agli obiettivi e risalire su un altro albero era troppo complicato il nano ha pensato bene di velocizzare l’operazione saltando direttamente da un ramo ad un altro. Il risultato? Il nano è ovviamente caduto, ma testardo come è non si è arreso e, dopo essere risalito con difficoltà (e sullo stesso albero tra l’altro!) ha ripetuto il tentativo. Non contento ha anche pensato bene di urlare ogni volta che faceva il balzo (per farsi forza o coraggio … non lo ho mai capito!).

Cosa stavo facendo io nel frattempo? Beh, io mi ero semplicemente nascosto tra i cespugli e mi muovevo silenziosamente nell’ombra (non che con tutto il casino che faceva il nano ci fosse bisogno di essere silenziosi).

E fu così che le nostre vittime ci vennero incontro con intenzioni bellicose, e mentre il nano sopra l’albero (in bella vista tra l’altro) sparava a più non posso cercando di evitare di colpire il chierico e il suo caro cinghialino Sgrugnotto io, rimanendo sempre nascosto, colpivo i nemici alle spalle con la mia balestra abbattendone uno dopo l’altro.

Indovinate un po’ alla fine chi ha vinto lo scontro subendo un numero minimo di danni! Io ne sono uscito incolume, come anche il nostro mago che ha supportato dalle retrovie, il chierico ed il cinghiale Sgugnizzolo qualche colpo lo hanno preso (un po’ anche per colpa nostra XD) ma sono entrambi molto resistenti e possono sopportare qualche ferita, il nano invece ne è uscito ammaccato ma tutte le ferite sono state auto inflitte a causa delle numerose cadute dagli alberi.

 

Insomma, quello che vi voglio dire è che a volte non è necessario che tutto il gruppo sia abilissimo nello nascondersi o super silenzioso per una buona riuscita dell’assassinio (Ricordatelo nelle lezioni pratiche di “guardie e assassini”). L’importante è cogliere il nemico alla sprovvista, sfruttare al meglio l’effetto sorpresa, e per fare ciò anche un diversivo normalmente improponibile può essere sufficiente.

In sostanza, ragazzi miei, la morale del racconto è chiara: se siete in gruppo con un nano non sottovalutate la sua testardaggine e sfruttate la sua completa incapacità ad essere furtivo (e ad arrampicarsi)!

 

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4 Risposte

  1. Orthega ha detto:

    Allora Yorghe, innanzitutto sono ThordaR, con la ERRE!! La prossima volta che ti vedo ti prendo a TESTATE se sbagli il mio nome!
    In secondo luogo, ranger? RANGER?! Gli elfi saranno dei RANGER, io sono un CACCIATORE!
    E per concludere, certo che sono FURTIVO!
    E’ che abbiamo due idee differenti sulla “furtività”: la tua comprende passi misurati e movimenti precisi, la mia mira salda e pallettoni in testa! Chiedi al cadavere dello gnoll con un buco al posto del cervello se ci ha sentito passare!
    Comunque sembra che le tue lezioni procedano bene! Buona fortuna!

    -ThordaR

    • Psicognomo ha detto:

      L,R che differenza fa? Suonano anche uguali!!!!
      Curioso comunque che tu abbia notato questa svista e non abbia detto nulla sul nome del tuo cinghialino. A proposito come sta?

      • Orthega ha detto:

        In realtà a Sgrugnotto non ha mai dato fastidio essere chiamato continuamente in modo diverso. E’ comunque colpa VOSTRA se si è abituato così, ma oramai me ne sono fatto una ragione.
        Oltretutto hai pure azzeccato il suo nome una volta, quindi posso ritenermi soddisfatto!
        Comunque è cresciuto un po’ dall’ultima volta che ci siamo visti, e ora sto cercando di insegnargli a non caricare ogni entità in movimento che entra nel suo raggio visivo.
        E’ più difficile di quanto sembri!

        -Thordar

  2. lherian ha detto:

    E il nostro caro YOGURT continua imperterrito a chiamarmi CHIERICO!! Sono un PALADINO!! Ma perché non ti ho dato tutti i pugni sacri che ti meritavi! Non solo tieni corsi sul come assassinare la gente, ma continui imperterrito a sfottere?? Non ho parole. 😆
    Un perfetto e cocciuto membro della Compagnia di Westfall.
    Sono orgoglioso di te. Quando ti prendo te ne do tante da farti diventare blu mirtillo, ma sono comunque orgoglioso di te.
    – Phar

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