“L’Impero dell’Angelo Caduto”, un anno dopo la fine

Poco più di un anno fa la Campagna “L’Impero dell’Angelo Caduto” (GURPS, sei giocatori) è terminata brutalmente dopo appena due sessioni. La Campagna era ambientata nello stesso mondo dove i giocatori del “Party Affiatato” avevano trovato una brutale fine ammazzandosi a vicenda. Non è che questo secondo gruppo di avventurieri avesse poi fatto miglioramenti così marcati nell’evitare di uccidersi a vicenda. Qualche passo in avanti, ma ancora una volta sono state le lotte intestine a distruggere il gruppo.

Nonostante il palese “portare sfortuna” del mondo di gioco in cui mi ostino a presentare puntualmente campagne, avevo praticamente da subito deciso che ci sarebbe stato un terzo tentativo. Sono molto affezionato a quel mondo, se l’Imperatore Samael è riuscito a trasformarlo in quello che Lui voleva è stato per quello che accaduto, sia per me che per i miei compagni dell’epoca, ai tempi del Party affiatato.

E non ho altro modo, per cercare di cambiare le cose, che continuare a giocarci.

 

Un giorno, qualcuno finalmente mi darà una mano a salvare quel mondo.

 

 

 

La prima volta fu un semplice Capitano delle guardie, il cui nome nemmeno interessava agli avventurieri che avevano contattato. Egli bramava potere, tantissimo potere, e aveva un suo personale piano su come ottenerlo. Anche a scapito delle persone che gli fossero passate per le mani. Se poi queste persone decidevano di tradirlo giusto prima di ammazzarsi da sole…

La seconda volta fu un Imperatore, il cui nome echeggiava in ogni via delle nuove città che aveva fatto costruire secondo la sua Volontà. Ogni istituzione era stata riformata secondo i suoi desideri, non esisteva più alcuna ribellione o resistenza degna di nota, tutto era parte del suo immenso disegno o finiva molto in fretta per esserne schiacciato.

La terza volta

La terza volta potrebbe essere più presto di quanto immaginiate.

 

 

 

Imperatore,
mio Imperatore,
sono qui a pregarla con tutta la Forza che sono riuscito a portare con me.

Non scendo sulle ginocchia per debolezza,
né scendo per crollare senza poi potermi rialzare,
bensì mi abbasso al Suo cospetto per manifesta inferiorità.
Non esiste vivente in grado di reggere il Suo sguardo,
e per questo abbasso i miei occhi:
sarebbe futile nonché offensivo pensare di fare il contrario.

Imperatore,
mio Imperatore,
è qui sulla pietra nera a contatto con le mie nude ginocchia
che un uomo come sono io
riesce a percepire il Suo potere.
Non esiste sensazione simile per i viventi di questo mondo,
e per questo tremo al Suo cospetto:
sarebbe stupido nonché inutile trattenere l’energia che percepisco.

Imperatore,
mio Imperatore,
la Sua opera è sempre stata volta ai Suoi leali sudditi,
e come tale io qui, in ginocchio e a sguardo basso, mi presento.

Io sono Suo.

La mia volontà sia la Sua Volontà,
da adesso fino a quando sarà fatto il Suo Volere attraverso me.

Io sono Suo.

 

Sempre lodato sia il magnifico Imperatore Samael,

Gloria e Vita Eterna alla Sua magnifica Opera.

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4 Risposte

  1. lettorebizzoso ha detto:

    Sembra un imperatore nello stile persiano, avviato di buon passo sulla strada che porta ad essere un dio in terra (quando ci arriva, sarà in stile cinese, presumo). Ma ha davvero dei poteri sovrannaturali? Giusto per curiosità.

    • lherian ha detto:

      I personaggi della seconda partita non hanno avuto modo di incontrarlo, ma molti giocatori della seconda partita avevano giocato anche la prima (quando lo avevano conosciuto come semplice Capitano).
      Indubbiamente di strada ne ha fatta parecchia, magari alcuni dei giocatori che hanno partecipato alle campagne vorranno lasciarti un’opinione in un commento qui a parte.
      Parlando del mondo, in tutta la sua storia Samael si è servito con dovizia sia di forze arcane (magiche), sia della forza della fede (divina), e anche di entità non naturali nel nostro mondo (demoni).
      Sicuramente ai tempi della prima campagna non aveva nessun potere sovrannaturale, era “solamente” un uomo addestrato alle armi, con un buon grado militare, una buona mente, ma un’ambizione e una brama di potere quasi fuori controllo.
      Adesso è l’Imperatore,
      e ogni leale suddito dell’Impero (soprattutto i suoi diretti servitori) sa che questo è sufficiente. 😉

    • Asterion Stark ha detto:

      Io l’ho conosciuto quando era un semplice Capitano, e ho visitato il suo mondo quando era Imperatore. Il modello di imperatore persiano o cinese che possiamo avere non rendono abbastanza bene l’idea di quello che è diventato. Non solo ha divinizzato la sua figura, ma la cosa peggiore è che ha distorto il mondo secondo la sua volontà, e lo ha plasmato secondo il suo carattere e la sua mentalità. Dal momento che, a mio avviso, è una persona profondamente e intrinsecamente malvagia, posso assicurare che quel mondo è diventato un vero incubo…
      Io sono in parte responsabile, come gli altri membri di quella partita, per quello che è successo. All’epoca della prima partita non pensavamo alle conseguenze delle nostre azioni, eravamo egoisti e meschini. Bruciavamo e distruggevamo tutto quello che ci passava a tiro senza fare distinzioni. A causa di ciò ora quel mondo è sprofondato nelle tenebre.
      La seconda volta, quando sono tornato, non credevo ai miei occhi. Samael aveva rivoluzionato completamente il mondo, tutto seguiva una logica malsana e distorta: il male era diventato la normalità e chi compiva azioni “buone” era perseguito dalla legge; e a quel punto la morte era la cosa migliore che ti poteva capitare, ma in genere venivi condannato a pene ben peggiori. Un mio compagno dell’epoca è stato annientato psichicamente e costretto a lavorare come schiavo per il resto della sua esistenza.
      Quel mondo è ormai diventato un vero incubo, è angosciante e inquietante; ricordo che durante le sessioni sentivo una vera e propria “pesantezza” d’animo. Forse il peso del rimorso e della responsabilità? Può essere…so solo che non vorrei mai e poi mai tornare lì, ma, se ne avrò la possibilità, lo farò, perchè sento di doverlo fare, mi sento responsabile per come le cose sono andate e sono intenzionato a cambiarle.
      Quel mondo attende solo un “Bright New Party” che porti un po’ di luce in mezzo alle tenebre più oscure che siano mai esistite…

      • Orthega ha detto:

        Non avrei saputo dire di meglio.
        Il peso di quello che abbiamo fatto è immenso, e in me brucia sia la vergogna per ciò che ho fatto, sia il desiderio di rimediare all’errore da noi compiuto, quando eravamo alle prime armi e pensavamo egoisticamente solo ai nostri personaggi, ignorando di fatto il mondo e i suoi abitanti.
        Qualcuno potrebbe dire “in che senso, è solo un gioco!”, e non avrebbe di certo torto.
        La mia risposta tuttavia è che se interpretato in modo diverso, il Gioco di Ruolo è uno strumento di apprendimento, di miglioramento e di approfondimento del proprio io.
        Certo, rimane un gioco, ma non solo un gioco, anche un altro mondo.
        Un mondo dove, come nel nostro, ad ogni azione corrisponde una cosenguenza.

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