Un mondo “sfortunato”

 

Diario di un Mago: Demonologia

 

Arcane CircleCon il post linkato qui sopra, esattamente due anni fa, iniziava un mio piccolo esperimento. Il racconto “Diario di un Mago: Demonologia” parla del pericoloso viaggio di una spedizione alla ricerca di un oggetto in una landa inospitale e contaminata da Forze infernali. La loro meta erano le catacombe di una antica cattedrale in una città in rovina, Yesod, oltre le montagne che tengono separate le terre maledette dai Demoni da quelle che i viventi abitano. Il racconto è diviso in quattro episodi, scritti sotto forma di diario. I primi tre sono stati scritti dall’Incantatore a capo del gruppo e della spedizione, mentre il quarto è stato scritto dal Chierico del gruppo.

L’esperimento che ho voluto compiere consiste nel collegamento tra questo racconto e la campagna di GURPS che avevo all’epoca in corso, Il Party “affiatato”. Infatti, gli avvenimenti descritti nel racconto sono collocati nella stessa ambientazione della suddetta partita, e contemporaneamente allo svolgersi degli eventi di gioco. Infatti, quando anche il gruppo di gioco si è trovato di fronte alla possibilità di dirigersi verso il valico della catena montuosa, superare le nevi perenni e addentrarsi verso le rovine di Yesod, è stato scoperto (dai personaggi) che un’altra spedizione era andata nella stessa direzione pochi mesi prima… Senza però essere tornata. Decisero comunque di non intraprendere lo stesso viaggio per vari motivi, tra i quali consideriamo (purtroppo) il “Total Party Wipe Out”, dato che i personaggi si uccisero l’uno con l’altro da li a poche settimane.

circolo, cattedrale di YesodQuello che secondo me appariva come il punto più stimolante della questione non era la presentazione di alcune delle difficoltà che avrebbero incontrato in quell’ipotetico viaggio, ma il punto di vista del racconto. Il mago e il chierico erano parte di un gruppo buono. Non voglio iniziare una enorme discussione morale su bene e male, con questo indico semplicemente che nessuno di loro (all’inizio, almeno…) avrebbe mai preso in considerazione l’idea di patteggiare la propria vita con un demone, ad esempio. Durante la quasi totalità del loro viaggio i demoni sono stati combattuti dal gruppo, perché ostacolo alla loro missione.

I personaggi del Party “affiatato”, invece, erano malvagi. E non il malvagio qualsiasi, ma quello che abitualmente compie patti con i demoni scambiando l’anima per servigi e capacità, oppure che compie a sua volta servigi per entrare nelle grazie di chi realmente conta. Oppure (anche questo è successo) che si adopera con i mezzi necessari (es: sacrifici) per aumentare i poteri dei singoli demoni che vedono i membri del party come servitori fedeli da premiare.

E’ chiaro che i Demoni di Yesod si opposero con forza all’incantatore e al suo gruppo, ma avrebbero fatto lo stesso anche con il Party “affiatato”? Probabilmente no. Ovviamente la certezza non vi era e non vi è tuttora, ma i presupposti non erano poi molto negativi. Certo le difficoltà vi sarebbero state, eccome, ma poco probabilmente sarebbero state le stesse di quelle del primo gruppo ad aver tentato l’impresa.

 

La partita finì, e il “mondo”, l’ambientazione, rimase li dentro una cartellina, come ricordo, memoria… Ma non solo quello.

 

Tempo dopo (circa sei-sette mesi fa) ebbi l’occasione per portare nuovamente un po’ di vita in quello specifico mondo. Una parte dei giocatori era rimasta la stessa dell’epoca iniziale, altri erano cambiati, ma era giunto secondo me il tempo di dare una seconda occasione a quel mondo. Non è una cosa che faccio molto di frequente, ma a quell’ambientazione ero rimasto affezionato e con un senso di malinconia per la strada che tutti stavano intraprendendo, cioè quella del vizio. Se fosse stata una partita di D&D, sarebbe come dire che l’intero mondo si stava trasformando in una terra malvagia.

Per quella nuova partita (dal nome “L’Impero dell’Angelo caduto”) il mondo, secondo i tempi dell’ambientazione, era andato avanti per circa quarant’anni dai tempi del Party “affiatato”, e molte cose erano cambiate. In male, ovviamente. L’ambientazione era diventata molto cupa, non particolarmente inquietante ma sicuramente non facile e niente affatto rilassante. A tratti anche doloroso.

La risposta del gruppo fu ottima, e questo mi fece ben sperare per la seconda “possibilità” del pianeta.

La mia speranza era che potessimo (io compreso, beninteso) cercare di cambiare la situazione del passato. Per me (però questo era il mio punto di vista) era anche un modo di cercare di rimediare ad alcuni eventi di quello stesso passato. E ovviamente nel tragitto avremmo dovuto affrontare la realtà delle conseguenze delle azioni passate, espresse ad esempio dalla Milizia Nera, i portatori della Volontà dell’Imperatore Samael.

Purtroppo una serie di eventi esterni causarono una fine prematura anche a quella partita, avvenuta diversi mesi fa. Ma io, tuttora, non demordo nello sperare di riuscire, un giorno, a far tornare la Luce anche su quel mondo.

 

La prima volta vi fu un volta un semplice capitano delle guardie, alleato e avversario, che sognava e bramava potere. La seconda volta, circa quarant’anni dopo, egli lo aveva ormai ottenuto come Imperatore del nuovo regno. La terza volta, in realtà, è già pronta, e resto solo in attesa (oltre che del tempo, come al solito) che qualcuno voglia aiutarmi a portare finalmente la pace in un mondo sfortunato che non riesce ad avere nemmeno una candela con cui illuminare la strada.

 

Un giorno accadrà. E ovviamente vi terrò informati. 😉

 

A presto!

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