Mondo di Tenebra: “Spazio 2150” – Nello spazio nessuno può sentirti urlare (pt. I)

Nota dell’autore: avevo iniziato a scrivere questo resoconto come un racconto horror, ma purtroppo ho (temporaneamente) lasciato l’idea da parte. Per prima cosa questo avrebbe richiesto molto più tempo di un “semplice” resoconto, cosa che adesso non posso dedicargli. Secondariamente, non mi sono ancora cimentato seriamente in questo genere di racconti, e preferisco fare qualche esperimento a proposito di questa storia prima di pubblicarla. Sono comunque molto soddisfatto di questo articolo “standard” perché le parentesi comiche (o tragiche 😆 dipende dai punti di vista) hanno rappresentato si dei momenti di risate al tavolo, ma anche di estrema tensione. Già dal titolo dell’articolo, come dai continui riferimenti e citazioni apparsi durante lo svolgersi della sessione, si capisce che io abbia attinto a larghissime mani dall’universo della saga di “Alien” per creare questa avventura, al punto di ambientarla nell’arco temporale compreso tra i primi due film, “Alien” e “Aliens”. Quindi, nonostante io sia convinto che al passare del tempo i giocatori fossero ormai mano a mano sempre più convinti che avrebbero incontrato lo spaventoso Xenomorfo, quando lo hanno incontrato davvero per la prima volta (così come tutte le numerose altre volte) la paura era veramente tangibile intorno a quel tavolo.

Personalmente credo quindi di essere riuscito nel mio intento, di proporre un’avventura breve e autoconclusiva (che si possa risolvere in una sessione standard di gioco o al massimo in due se di tempi più ristretti) ma che riuscisse a coinvolgere e ad emozionare le persone coinvolte.

In questo senso, però, mettiamo anche molto in alto la partecipazione più che attiva dei giocatori! Se essi non avessero avuto un grande interesse per un’ambientazione fantascientifica, la voglia di immergersi completamente in un mondo a loro grandemente noto, come di sentirsi realmente inseguiti da un Facehugger come stretti nella morsa di ferro dello Xenomorfo… Non sarebbe stata la stessa cosa. Proprio per nulla.

E ovviamente ringraziamo tutte le persone che hanno collaborato nella creazione di questa bellissima saga horror-fantascientifica, di cui sono un grande fan. 😉

La passione viene sempre ricompensata!

Quindi, grazie ragazzi per quello che avete fatto, e complimenti a noi per quello che abbiamo fatto! 😉 Siamo stati dei grandi!

Un’ultima piccola parentesi sull’articolo, poi prometto che inizio a raccontare! XD Il resoconto della sessione (conclusa!) è diviso in due parti, che pubblicherò consecutivamente ma separatamente. In questa prima parte si trovano questa mia “introduzione”, i personaggi e la parte iniziale della sessione di gioco. Nella seconda parte, lo sviluppo completo dell’azione e la conclusione.

Sicuramente qualcuno dirà Oh chiacchierone che non sei altro, non potevi rinunciare a questa introduzione e andare subito al sodo?”. Beh, forse avrei potuto, ma intanto a me piace chiacchierare parecchio (XD), e poi così posso ringraziare meglio i partecipanti che si sono immersi nel pauroso ritornello della Compagnia Weyland-Yutani, ovvero “Costruiamo Mondi Migliori”. 😉

Ancora grazie ai giocatori, e un saluto a tutti!

Alla prossima Sci-Fi-Horror! 😉

–          Arturo

 

Personaggi

Isaac Melbourne, fante dei Marines. Esperto medico e gran combattente, non è mai spiccato per grande cordialità o affabilità, ma è sempre stato in prima linea nel soccorso dei feriti e negli scontri in cui si era trovato. Un uomo maturo, sempre pronto ad aiutare il prossimo con tutto se stesso, ma occasionalmente portato a reputarsi migliore dei suoi compagni. Presta servizio nei Marines da diversi anni.

Ian Stone, scienziato appartenente alla Compagnia W. Yutani. Hacker informatico e genio del computer, ma molto smemorato e con scarsa memoria per quanto riguarda i campi dello studio non rientranti nelle scienze o nella tecnologia. Una persona molto moderata e attenta a non correre rischi non necessari, soprattutto per quanto riguarda le sue attività illegali nel campo dei sistemi di sicurezza, ma anche lui, come il suo futuro compagno, ogni tanto reputava se stesso “al di sopra” degli altri scienziati della Compagnia.

 

Avvisaglia n°1

(Stone, Melbourne, GM)

(il gruppo sta concludendo adesso la creazione dei personaggi aggiungendo le ultime note, tra cui stipendio, beni posseduti, mestieri… e datori di lavoro, ovviamente)

La Compagnia per cui chiunque sogna di lavorare

S: Master scusa, per chi lavoro io quindi?

GM: Lavori per la Compagnia W. Yutani.

S: *scrib scrib*

M: … aspetta…

GM: cosa c’è?

M: La Compagnia di “Alien” come si chiamava?

GM: Era la Weyland Yutani, perché? 😉

M: … siamo fottuti.

 

E’ iniziato da poco l’anno 2146, e i preparativi per una delle prima operazioni di terraformizzazione extrasolare sono praticamente ultimati. Il gruppo, dopo essersi presentato, si immerge quasi subito nella fase di preparazione e addestramento alle norme di sicurezza per i viaggi interstellari di lunga durata, da effettuare in capsule criogeniche. Altro tempo viene perso per gli addestramenti inerenti alla gravità ridotta, alle norme di disciplina nei viaggi spaziali, e nella divisione del lavoro una volta giunti a destinazione. (n.d.r. differenza importante con la saga dei film, non esiste nessun ritrovato tecnologico che mantiene la gravità artificiale all’interno delle astronavi!)

Il giorno dell’imbarco, la pubblicità del presidente della Compagnia a proposito della partenza per il lontano pianeta era proiettata su tutti gli schermi della base di lancio.

 

“Signore e signori, Grazie.
Grazie di cuore, dal più profondo dell’anima, perché è grazie a voi che finalmente questo grande giorno per l’umanità si è realizzato. È da quasi duecento anni…”

 

Raggiunta la stazione spaziale, e completato l’addestramento a zero-gravità tutti e duecento gli uomini della U.S.S. Mary, nave d’avamposto colonizzatore inviata sul planetoide PL “Solar” 03, salirono a bordo, e partirono.

 

Avvisaglia n°2

GM: le capsule criogeniche sono divise a gruppi di sei, secondo il protocollo di addestramento che avete seguito. Sono tutte disposte a raggiera intorno al computer centrale per quel relativo gruppo di capsule.

S: a raggiera intorno al computer centrale?

GM: esatto.

S: ma come nel film “Alien”?

GM: può darsi. 😉

M: … SIAMO FOTTUTI!!!

 

E così iniziò il sonno criogenico…

 

[…]

 

È facile “addormentarsi” in una capsula criogenica, molto meno invece risvegliarsi, soprattutto le prime volte.

Ma quando ti risvegli e quello che vedi è la luce lampeggiante rossa di un allarme, allora intuisci che qualcosa potrebbe non essere andato per il verso giusto.

 

Se poi tu e il tuo compagno siete gli unici a svegliarvi del vostro gruppo di sei capsule (dove tre dei vostri compagni sono morti e uno è stato brutalmente fatto a pezzi e parzialmente mangiato), e vi svegliate solo per trovarvi sigillati all’interno della vostra camera criogenica a causa di una non precisata “violazione della quarantena e delle misure di sicurezza per la contaminazione biologica” avvenuta nella nave circa otto mesi prima del vostro risveglio

Perché adesso siamo nel 2150, e la nave non si è diretta verso PL “Solar” 03, bensì verso LV-426. Vi sono giunti, appunto, otto mesi fa, e solo una parte dell’equipaggio fu risvegliata. Sono rimasti sul suolo del planetoide solo per tre giorni, poi sono rientrati a bordo… E nei successivi quattro giorni, “qualcosa” ha distrutto la vita a bordo della U.S.S. Mary come la si conosceva.

Sono passati otto mesi da quello che il comandante, in uno dei suoi ultimi messaggi, definiva “il primo contatto”. Quattro giorni dopo questo evento, nonostante qualcuno (o qualcosa) di vivo continui ad aggirarsi per la U.S.S. Mary, la nave sembrava essere diventata un gigantesco vascello fantasma. Tracce di scontri a fuoco, immensi buchi nelle lamiere e nelle paratie che sembravano essere corrose da un qualche potentissimo acido, ma pochissimi cadaveri, e strani rumori lontani, risuonanti nel silenzio della nave praticamente deserta…

 

Ed è in questo momento che, scienziato o marine che tu sia, svegliandoti capisci di essere veramente nella merda.

 

E adesso?

Vuoi provare a correre?

 

“Nello Spazio nessuno può sentirti urlare”

 

 

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3 Risposte

    • lherian ha detto:

      Grazie! ^^ I giocatori sembrano essere rimasti soddisfatti, al punto che (alla conclusione della partita, descritta nella pt.2) è stato deciso di continuare su questo genere e filone!
      Sentiremo ancora parlare degli Xenomorfi… 😈

  1. 14 luglio 2013

    […] (link alla prima parte, link alla seconda parte) […]

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