Regna Draconum: Parole e rocambolesche fughe (parte I)

(Aron, Imrahil, Lann, Leonard)

 

Avevamo lasciato il nostro gruppo all’ingresso della città sede del Conte Nero, al comando nella Contea Centrale del Ducato Regio. Il tentativo fu nuovamente quello di entrare e restare in incognito, ma il giorno successivo al loro arrivo trovarono ad attenderli, nella loro stessa locanda, nientedimeno che il Primo Ministro della Corte del Conte e la sua scorta armata. Alle volte non è facile passare inosservati…

Palazzo ImperialeIniziò così un breve soggiorno alla Corte, di circa tre giorni, in cui il gruppo ebbe modo di visitare il Castello, fare diverse conoscenze e approfondite discussioni con i cortigiani, sempre sotto l’amorevole sguardo del Primo Ministro. Il Conte stesso, nella sua sala d’armi, parlò all’erede dei Sauli della difficile situazione della sua corte: un uomo d’azione, come mediamente tutti gli Hoffmann sono, si sente fuori luogo in una Corte all’interno del Ducato con la maggior parte di filosofi e maghi (e gli Hoffmann odiano i maghi), contribuendo anche, con le sue informazioni, a far aumentare la visione dell’insieme delle cose del gruppo. Superato lo shock per lo strano accento del Conte, non si può valutare negativamente questo primo periodo.

Il soggiorno alla corte è stato grossomodo divisibile in due momenti temporali e in due “stili” di sviluppo. Il primo stile è quello del Conte, che concesse diversi incontri privati, molto informali per quello che il suo titolo e quello di Aron avrebbero previsto. Il secondo stile è stato quello “pubblico”, dove il primo ministro Mattew Barker si è preoccupato di gestire accuratamente i desideri del gruppo per quanto riguarda passatempi, visite o domande. In un paio di occasioni ebbero anche modo di parlare approfonditamente di politica e delle cause del viaggio di Aron.

Il primo arco temporale comprende il tempo passato alla corte fino alla notte del terzo giorno. Il secondo arco comprende quel breve intervallo di tempo dopo il risveglio, quell’ultima notte…

 

Uno sgradevole risveglio

(Il gruppo stava passando la sua terza notte all’interno della Rocca del Conte Nero, un Hoffmann a capo della Contea Centrale del Ducato Regio, quando viene svegliato bruscamente nel cuore della notte e invitato a salire nelle stanze del conte)

(all’interno dell’anticamera dove vengono accolti, spicca un vassoio d’argento con quattro calici pieni di vino)

Conte Nero: Il Prhimo ministrho ha rhicevuto una Dispensa Rhegia per dei Poterhi Speciali fintanto che durherà l’attuale situazione di emerhgenza. Emerhgenza, ovverho la prhesenza di un Trhaditorhe della Corhona alla mia Corhte. Ad un Hoffmann NON PIACE esserhe scavalcato così platealmente, ma la Dispensa è autentica, e porhta la verha firhma di Sua Maestà Livio II. Lei, giovane signorhe erhede dei Sauli, è stato dichiarhato trhaditorhe dellla Corhona, e condannato a morhte dal Prhimo Ministrho Barhkerh, in virhtù dei suoi poterhi speciali. Essendo lei comunque un nobile, nessuno le negherhà i suoi dirhitti di nascita, nemmeno di frhonte al trhadimento. Le viene quindi accorhdata la possibilità di suicidio. (indica i calici sul tavolo)

A:

L: …

Leo: siamo fottuti.

 

La situazione all’interno della Rocca aveva raggiunto il suo punto di rottura.

Ma un rocambolesco piano di fuga mise letteralmente le ali al gruppo, che anche se non senza difficoltà, riuscì a fuggire dalla rocca, recuperare i propri averi in un ufficioso incontro con due delle guardie personali del Conte Nero, e a fuggire nelle Terre Selvagge in cerca di riparo e salvezza.

 

La corsa nelle terre selvagge prosegue ormai da quasi due settimane, e il passare dei giorni ha lasciato il segno sul gruppo, tra combattimenti contro orchi e goblin selvaggi, scorpioni giganti, e soprattutto l’avvicinarsi a quell’immenso cratere dall’odore sulfureo, talmente grande da essere segnato persino sulla loro mappa…

 

 

La scalata e la guardia al cavallo

(il gruppo deve arrampicarsi su un pendio franato di difficile scalata per addentrarsi nel cratere, e qualcuno deve restare a tenere d’occhio il cavallo…)

Leo: Ma si, devo arrampicarmi io, perchè tu non puoi restare solo, perchè lui non sa arrampicarsi, perchè io sono più abile, perchè lui sa cavalcare, così lui fa la guardia al cavallo, io non so se ne sono capace, cioè sicuramente ne sarei capace ma è molto meglio che resti giù lui così sicuramente non si fa del male! Meglio non correre rischi, è meglio che sia lui a restar-

A: Ma quanto parli???

I: Deve restare lui, così almeno non lo sentiamo più parlare!

Leo: Non è vero che parlo sempre, cerco solo di farvi capire quanto in realtà abbia ragione a dire che non devo essere io a rimanere qui dal cavallo, perchè poi sono senza un braccio sapete, non che questo abbia causato qualche problema però giusto perchè non ve dimentichiate sappiate che sono senza un braccio!

L: ?? Lo sappiamo che sei senza un braccio, cosa c’entra??

I: Non chiederlo!!

Leo: E’ proprio questo il punto, centra con tutto ma la gente non ci pensa, non vuole che se ne parli, non vuole che ci pensi, non vuole lasciare che sia io ad arrampicarmi sul lato della montagna quando io voglio farlo e non devo restare a tenere a bada il cavallo perchè ho un braccio solo!!

L: !!! Ho avuto un’idea geniale! VOTIAMO! Chi vuole che Leonard faccia la guardia al cavallo?

A: IO!

I: IO!

L: ANCHE IO!

Leo: non vale!!

 

La scalata e l’esperienza

(Leonard è stato obbligato con tre voti contro uno a restare giù dalla frana e a fare la guardia al cavallo)

Leo: Ecco, voi avete deciso così ma vi accorgerete di quanto vi sbagliate, ma lo farete troppo tardi, perchè ormai sarà tardi, perchè io sarò rimasto sotto, sarò rimasto vicino al cavallo e vi ricordo che sono sempre senza un braccio!!

A: CHE PALLE!

I: BASTA, ti prego, TACI!

L: Non se ne può più della tua lagna infinita!! Abbiamo capito che sei senza un braccio, stattene un po’ zitto!!

Leo: Volete che stia zitto? BENE, allora non dirò più niente!

A,L,I: ??? DAVVERO???

Leo: SI!

GM: FANTASTICO! PUNTI ESPERIENZA PER TUTTI!

 

Dopo varie peripezie il gruppo è riuscito ad entrare all’interno del cratere, facendo infine salire anche il cavallo.

Leonard ha ripreso a parlare, o meglio a stra-parlare, ma anche il GM ci ha messo del suo…

 

Sopprimete il Master

GM: Lann…

L: si?

GM: Mai pensato di passare al Wireless?

L:

A:

Leo: No, no, no!!! (prende a testate il tavolo)

 

E così, superata la voglia di picchiare il GM e superato il crinale franato, il gruppo ha iniziato a muoversi all’interno del grande cratere…

 

(continua)

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3 Risposte

  1. Orthega ha detto:

    Da dove esce questa storia che parlo sempre, non è vero che parlo sempre, a meno che non mi si lasci da solo a guardare uno stupido cavallo mentre le altre persone si arrampicano su un crinale per vedere cosa c’è dietro, e soprattutto quando si lascia a cavallo di un cavallo uno che non sa cavalcare i cavalli e si manda uno che non sa arrampicarsi ad arrampicarsi su una montagna, senza parlare del fatto che l’uomo che non sa arrampicarsi è il tizio che in teoria dobbiamo proteggere e se si inciampa e muore beh allora è stato molto utile lasciarmi indietro a guardare un cavallo così posso godermi le urla e la caduta e la sanguinolenta e cruenta morte del primogenito dei Sauli, e vi ricordo che sono sempre senza un braccio e i miei compagni sono colpevoli di coalizione contro gente senza un braccio, e tutto questo solo perchè loro hanno due braccia e io no!
    – Leonard, l’uomo senza un braccio.

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