I mille Volti del Potere, l’arrivo dei bretoniani (II di II)

 

Kamiel effettuò un’approfondita ricerca in biblioteca, con particolare attenzione a tutte le casate di Couronne. Nessun risultato. Questo Sigfried sembrava non appartenere a nessuna casata, o almeno così appariva dai documenti trovati in biblioteca dal mago apprendista. L’ipotesi migliore che Kamiel riuscì a fare fu che egli non comparisse a causa della sua giovane età, in fondo quei documenti erano stati redatti e aggiornati l’ultima volta una decina di anni prima, non era così inverosimile che un giovane figlio fosse cresciuto e diventato cavaliere. Anche perché, ai piani alti di Nuln, nessuno sembrava porsi dei problemi rispetto ai nuovi arrivati. Lafaliel, continuando il suo lavoro presso la milizia, ebbe queste ulteriori conferme. Non era frequente che dei bretoniani arrivassero a fermarsi vicino alla città, ma in casi del genere solo gli strateghi e i generali imperiali che decidono il da farsi. Visto che i colloqui erano avvenuti e non si aveva nessuna traccia di mobilità da alcuna delle parti, sembrava veramente che fosse tutto il regola.

Paladino di BretonniaLa conferma ulteriore della “genuinità” del cavaliere bretoniano, e quindi della sua pericolosità, venne dal Principe Demone in contatto con Lafaliel e Liandril. Egli sembrava essere sotto la protezione della Dama del Lago, e le due Incantatrici che lo accompagnavano sembravano esserne un’ulteriore prova. Anche Kamiel, osservando i movimenti del Dhar intorno al loro campo, vide che una qualche presenza stava effettivamente allontanando gli influssi dei Venti della Magia da quel luogo.

Ma se era veramente una figura del genere, come mai aveva accolto nel suo campo quel Mago dell’Ordine Splendente, che aveva a lungo discusso con le sue Incantatrici?

Mentre questi e altri dubbi restavano senza apparente soluzione, Liandril prese la situazione in mano e organizzò un incontro mattutino “segreto” tra se e Sigfried.

 

“Madama, non c’è più tempo alcuno. Voi siete in grave pericolo.”

“In pericolo? Ma mio signore, cosa dite?”

“Un pericolo grave oltre ogni immaginazione. Qualcuno dei vostri servi è in realtà un traditore, e attenterà alla vostra vita!”

 

L’esito dell’incontro fu sconvolgente. Le Incantatrici del Cavaliere bretoniano avevano percepito qualcosa di malvagio intorno alla figura della Dama a cui il loro signore si stava interessando, e tramite una Divinazione avevano avuto una turpe visione delle manifestazioni di Tzeentch, il Signore del Mutamento.

Accampando una scusa dopo l’altra e andando su trame sempre più inverosimili (comprendenti una guerra, una sorella incinta e un accampamento fortificato nascosto nella foresta), Liandril riuscì a separarsi dal cavaliere, e lasciandogli intendere che si sarebbero rivisti presto a proposito della sua sicurezza, corse trafelata in città.

Avvisati in fretta i compagni, ognuno raccolse le sue cose in fretta e furia, preparandosi a partire. In meno di un’ora avevano iniziato il loro viaggio, allontanandosi dalla città di Nuln.

Ma dopo neanche mezza giornata di viaggio, venuta la sera, vennero a conoscenza di un’ulteriore aggravante.

Il Principe Demone di Slaanesh, che con tanto amore aveva seguito la formazione dei suoi giovani apprendisti, li avvisò di un grave pericolo rappresentato dalle Incantatrici del Cavaliere bretoniano. Esse infatti erano perfettamente in grado di rintracciarli e seguirli, e lo avrebbero fatto, per distruggere Kamiel e Lafaliel e “salvare” Liandril dalle grinfie dei manipolatori oscuri.

 

“Tu puoi aiutarci?”

“Purtroppo non possiamo. Siamo vincolati a restare all’esterno del mondo materiale, nelle terre dell’Impero non esiste energia sufficiente per sostenerci. Servirebbe un sacrificio, una persona pia e fedele corrotta dalle tue abili capacità e resa partecipe del rituale orgiastico insieme a tutti voi, fedeli seguaci di Slaanesh…”

“Liandril, ma non c’era un alto prelato di Sigmar…”

“IO vi detesto, lo avete fatto apposta per obbligarmi a partecipare!”

“Amore caro, non abbiamo più altra scelta.”

“… vi detesto.”

 

Dopo nemmeno una giornata, era ormai quasi l’alba quando rientrarono a Nuln, ma un nuovo evento complicò ulteriormente le cose.

 

Sigfried, credendo che la sua Dama fosse in pericolo, aveva mobilitato il campo. Insieme al Mago dell’Ordine Splendente, che era sicuro di poter aiutare i bretoniani contro i seguaci del Chaos, guidandoli alla battaglia… nella direzione opposta alla città, dove erano rientrati Kamiel e Lafaliel. Per mantenere la sicurezza della sua signora, il sire bretoniano acquistò velocemente e regalò una struttura a Liandril, lasciando alcune guardie del suo seguito alla sua protezione mentre lui fosse andato alla ricerca dei seguaci degli dei innominabili.

 

Nonostante lo stupore, Liandril resse perfettamente il gioco.

Ma era chiaro che non sarebbe durato a lungo, dato che sicuramente le capacità di divinazione delle Incantatrici li avrebbero scoperti durante la notte successiva, bisognava agire in fretta.

 

 

 

 

Kamiel era seminudo, vestito da boia con pesanti bracciali di cuoio, pantaloni stracciati e un cappuccio scuro, portante una frusta di pelle nera.

Lafaliel, nudo con solo un pezzo di tessuto legato sul petto a coprire il marchio, era completamente legato e imbavagliato, disteso rannicchiato su un giacilio.

Liandril, in un angolo spaventata, quasi piangente.

E, sulla porta, l’Alto Prelato del Culto di Sigmar… con una passione nelle vene e un desiderio morboso nell’animo molto poco inclini ad una carica come la sua.

 

 

La carne è debole,
la tentazione è costante,
e il Potere è un potentissimo stimolo.

 

 

 

L’apparizione del Principe Demone, successivamente al rapporto, fece scivolare Kamiel, meno preparato dei compagni, sul baratro della follia. Non vi era caduto dentro del tutto, ma il primo grande passo era stato fatto.

 

“Siete Stati Bravi…”

 

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