I mille Volti del Potere, l’arrivo dei Bretoniani e la Stirpe dei Demoni (I di II)

 

Rientrati a Nuln dopo aver abbandonato (permanentemente o temporaneamente?) la ricerca della Reliquia di Sigmar, i tre compagni passarono un giorno dopo l’altro immersi nella loro quotidianità, come in attesa di qualcosa. Ed effettivamente così era, dato che Lafaliel aveva bisogno di passare ancora dodici notti di passione (possibilmente ogni volta con signore diverse) per manifestare sincero interesse e devozione al suo nuovo signore Slaanesh.

Lafaliel, quindi, sfruttando una conoscenza precedente alla sua “conversione” (ovviamente tenuta segreta!) tra i membri della Milizia di Nuln, lavorò come Miliziano di giorno, e si diede al divertimento la notte.

Kamiel era in una situazione diversa, perchè riuscì facilmente a rientrare nella biblioteca e a lavorare come scrivano, guadagnando comunque più del suo compagno anche se molto meno di Liandril, ma spesso saltava alcuni momenti di lavoro, mattine o pomeriggi, per vagare per la città e osservare il fluire del Dhar. Egli infatti tra le prime cose che aveva visto con questa sua nuova capacità, conferitogli dal suo votarsi a Tzeentch, aveva notato un’immensa spirale di Venti Oscuri intorno alla torre dei maghi presente in città. La difficoltà nel reperire informazioni in questo campo rendeva la comprensione di questo avvenimento molto difficile. Sapeva solo che, come gli aveva riferito Lafaliel, alcune settimane prima un potente Mago dell’Ordine Splendente era stato richiamato per una situazione pericolosa. In teoria la situazione doveva essere stata risolta, ma adesso alcune guardie presidiavano giorno e notte l’ingresso, e non si erano più visti maghi entrare od uscire dalla torre. La situazione era oltremodo sospetta, ma estremamente pericolosa per la natura delle forze coinvolte.

Liandril era probabilmente la più soddisfatta del gruppo. Il suo rientro non previsto causò un gran vociare, e ovviamente molte persone si presentarono, paganti, per godere di un po’ della sua compagnia. Fu qui che sperimentò con gioia differenti e nuove tecniche amatorie da usare durante i suoi numerosi congiungimenti carnali. Durante la seconda settimana, invece, si recò spontaneamente alla ricerca di facoltosi “compagni”, seducendo una compagnia di scienziati e studenti al lavoro su un Carro a Vapore Imperiale, e investendo una parte del suo (ormai cospicuo) patrimonio in gioielli, vestiti e nell’istruzione di un giovane ragazzo. Accadde infatti che uno degli apprendisti di un Capo Scienziato si presentò a Liandril per offrirle un dono del suo padrone, e lei decise di prendere questo giovane, Ivan, sotto la sua ala protettiva, pagandogli la retta di iscrizione all’Università di Nuln.

 

La situazione si incrinò all’arrivo di un Cavaliere, ma non un semplice Cavaliere.

Non era nemmeno imperiale.

 

“Galeotto fu il fato che le Incantatrici previdero per me, mia signora.”

“Oh signore, non dite così, è colpa mia che incautamente venni a trovarla in questo luogo arrecandovi disturbo…”

“Disturbo? Come può la luce del mattino disturbare qualsivoglia uomo? Essa è invece in grado di donare ancora maggiore bellezza a tutto ciò che è così fortunato da essere gentilmente toccato dai suoi soavi raggi…”

 

Lo spaventoso equivoco ebbe inizio vicino al Palazzo Imperiale, non più adibito a Corte da quando Karl Franz spostò la capitale dell’Impero ad Altdorf, ma comunque usato come dimora dai nobili al controllo della città. Liandril era seduta li vicino a conversare amabilmente con una signora di mezz’età, ed era vestita con uno dei suoi più sfarzosi abiti e indossante i suoi più bei gioielli… In realtà tutto questo era avvenuto in previsione di un ingresso al Palazzo, ingresso prontamente negatole dalle Guardie di Palazzo. Ma quello che il Cavaliere di stirpe bretoniana (non avvezzo ai metodi di potere imperiali) vide, fu una bellissima e incantevole dama seduta vicino al luogo di controllo e amministrazione del potere della città, con solo la vicinanza di una sua probabile dama di compagnia vestita, per qualche assurdo motivo, come una semplice donna di città!

Il cuore del giovane bretoniano, così pieno di speranza, traboccò di un’emozione a lui fino a quel momento quasi sconosciuta.

Non si trattava di desiderio, o almeno non solo di quello. Innegabilmente l’avvenenza della dama elfica era incredibile, ma vi era anche qualcosa… nel suo modo di parlare, nel suo modo di muoversi, nel desiderio non fisico o di possessione, ma semplicemente di appagamento per la sua presenza, per la sua compagnia…

 

“Sono stato terribilmente villano a non presentarmi, Madama. Vi porgo le mie scuse più sincere. Sono Sigfried di Couronne, di Bretonnia, e perdonate il mio ardire nell’affermare che voi siete, da quando sono partito, l’unico motivo che mi porta nuovamente a sorridere. Ad un Cavaliere di Bretonnia la politica dell’Impero appare come un male necessario alla convivenza tra vicini civili, ma non è nella burocrazia che si trova il mio cuore. Esso si è sempre trovato con la Dama e con il Re… Ma da adesso, Madama, anche con voi.”

 

Kamiel e Lafaliel si preoccuparono per queste attenzioni: bene o male loro due, a differenza di Liandril, possedevano dei marchi ben visibili delle divinità oscure, rispettivamente su un braccio e sul petto. E le Incantatrici li avevano già guardati con una strana attenzione durante il loro passaggio nell’accampamento…

 

Inoltre, c’era una questione che restava ancora da risolvere. Perché nessuno dei conoscenti che avevano in città aveva mai sentito parlare di questo Sigfried, anzi, il loro oste, un mezzuomo di vasta esperienza e conoscenze, reputava molto strano che qualcuno si presentasse come “rappresentante” di Couronne, dato che il Duca di Couronne è anche l’attuale sovrano di tutta la Bretonnia, Re Louen Cuordileone di Couronne.

 

Bisognava investigare.

 

E, nel mentre, Liandril e Kamiel continuavano a vessare Lafaliel per cercare di partecipare ad un incontro notturno “particolare” con un importante esponente della Chiesa di Sigmar che, a quanto pare, si era mostrato interessato a questi tre elfi…

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