Sine Requie: La scheda di un “particolare” Cacciatore

Dwell Robinson, Cacciatore di Morti. Ex-militare di trent’anni, Dwell ha realmente (non come Russel) prestato servizio militare nell’esercito inglese, e la sua divisa e la sua spada lo testimoniano. Silezioso e riservato, disdegna le armi piccole e gira portandosi dietro due fucili, un Lee-Enfield (SMLE) di ordinanza e un Mosin-Nagant russo saccheggiato nella casa di un vecchio, forse un collezionista. Apparentemente è l’unico membro del gruppo privo di deviazioni mentali, ma solo all’apparenza: infatti Dwell, contro ogni apparenza, è terribilmente superstizioso. Certo, può apparire meno grave rispetto alle visioni di Churchill o alla convinzione di essere parte della RAF, ma nel mucchio si sente anche questo.

Tarocco dominante: La Giustizia

 

DETTAGLIO DELLA SCHEDA

 

 

Cacciatore di Zombie?

di ZOMBIE?

ZOMBIE?????

 

Ogni Morto (MORTO, non ZOMBIE!) del mondo di Sine Requie ha avuto un momento di DOLORE assurdo quando hai compilato questa scheda, non importa se sono Morti (ripeto, MORTI!) e non possono sentire il dolore, QUESTO devono averlo sentito per forza.

Non ho parole.

 

Ai giocatori l’ardua sentenza.

 

 

 

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5 Risposte

  1. Orthega ha detto:

    ODDIO hahahahaha XD
    Tra l’altro sopra c’è giusto scritto: tarocco dominante “La Giustizia”! XD

  2. Viaggiatore ha detto:

    Ti faccio io una domanda 😀
    Consiglieresti a un giocatore nabbo di D&D 3.5 di giocarci a Sine Requie ?
    Grazie 😀

    • lherian ha detto:

      Ciao! ^_^
      Allora, premettendo che la mia opinione a proposito di Sine Requie è estremamente complessa ma molto positiva, si, lo consiglierei. Tieni sempre bene a mente, però, che a differenza di molti altri giochi di ruolo, Sine Requie è a stampo Horror con un sistema molto realistico. A mio parere, giocato “alla leggera” o “alla come viene viene” non rende assolutamente bene, visto che oltretutto presenta delle ambientazioni molto complete e articolate.
      – Arturo

      “Giocare”? Non hai ancora capito che non si tratta di un gioco? Non è un gioco, non è una recita scolastica, non è un’improvvisazione teatrale. E’ tutto reale come il peggiore dei tuoi sogni, è tutto vivido e vivo come il più terrificante degli inferni, ma a differenza dell’Inferno, che resta all’apparenza lontano dalle cose reali, io sono vicino. Io sono vicino, io sono vero, io sono reale.
      Nei tuoi incubi chiederai pietà a me, non a loro.
      – Richard Skinner
      Terre Perdute Britanniche, Sine Requie

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