Sine Requie: Il Sogno di un Cacciatore di Morti

Mi chiamo Andrea Costa, sono un Cacciatore di Morti di origine italiana, ma ormai da diverso tempo risiedo qui, nella campagna francese. Lascio questi appunti e questo piccolo diario per tentare di raccontare a qualcuno quello che ci è successo, e quello che mi è successo. Eravamo in tre, ma adesso siamo in due. Un terribile incidente ha causato la morte di Pierre. Lo abbiamo fatto a pezzi mentre si stava risvegliando, ma abbiamo consumato proiettili. Troppi proiettili. E adesso siamo qui, io e Maillard, a un giorno di cammino da possibili rifugi dove non abbiamo la certezza di essere accolti, praticamente disarmati e inseguiti dai Morti. Durante una delle brevi pause che ci siamo concessi, ho dormito. Temevo di sognare Pierre, di avere incubi a proposito della mia scure che colpiva ripetutamente la carne del mio compagno, e invece no. Ho sognato, ma qualcosa di diverso. E non voglio che vada perduto.

Perchè quando mi sono svegliato, ho capito che avevo dormito, ho capito che era stato un sogno.

 

“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”

 

[…]

 

Campagna, una bellissima campagna verde, dolce e pianeggiante. Terra francese, direi. Incantevole. Viva, semplice, veramente stupenda.

Nota stonata, una rozza barricata di assi, barili e filo spinato, e un gruppo di Morti che mi insegue. Sono lenti, ma io sono stanco, non riesco a correre veloce. Quasi tutti i morti restano imbrigliati nella barricata… stupidi Simplex. Ma uno no. E’ lento, ma sembra essere un po’ più coordinato degli altri, e soprattutto ha girato intorno all’ostacolo, invece che sbatterci contro! Cazzo, deve essere un Maior… continuo a girare intorno alla barricata, ma adesso sembra anche essere diventato più veloce. O forse sono io che sono più stanco e più lento.

I polmoni mi stanno scoppiando, la milza è un dolore unico che sento da così tanto da essermi quasi abituato. Ma quanto cazzo è che sto correndo?

Faccio un altro giro, ma ormai il Morto mi è addosso.

Cado a terra, ruzzolo, cerco di tenerlo lontano con le braccia. Non ha una forza inumana, anzi, credo persino di essere più forte io, ma sono stanco. Corro da troppo tempo, ho il respiro rotto e il fiato spezzato. Ogni spinta con le braccia mi causa nuovi dolori al petto, non riesco a calmare il diaframma e continuo a perdere fiato e forze. Il Morto non si ferma, e continua a cercare di mordermi e di portare la mia carne alla sua bocca.

 

Vedo la luce.

 

Riprendo energia.

Mi alzo.

Il Morto è ancora a terra, fa per mordermi una gamba, ma io prendo una sedia, è comparsa al mio fianco, la prendo e la sbatto con violenza sulla sua schiena.

Il colpo lo sbatte a terra, ma non sembra averlo danneggiato.

Lo colpisco di nuovo.

Ancora.

E ancora.

Sempre più forte!

Sempre più forte!

 

Lo colpisco finché della sedia non mi resta in mano solo un pezzo di schienale, le gambe e la base spaccati e a terra, mentre il Morto, non mutilato ma pesantemente danneggiato e con la testa distrutta, freme a terra e cerca di strisciare verso di me.

 

Getto gli ultimi pezzi della sedia, mi volto verso la luce.

Il sole è basso, vedo due sedie. Disteranno qualche decina di metri da me, una è occupata l’altra è vuota.

Sulla sedia a sinistra (o era la destra?) c’è una ragazza.

 

Giuro che in tutte le terre di Francia che ho potuto percorrere fino a questo punto non ho mai visto una ragazza.

Da quanto tempo sono in Francia? Eh parecchio mi sa. Che giorno è oggi? E cosa diavolo ne so, sto sognando. Indicativamente direi un anno e parecchio – anzi quasi due, perchè se non sbaglio il secondo anniversario della mia partenza è … no aspetta, forse meno di un anno. Diavolo se è difficile capirlo! Da una parte direi un po’ meno di due anni, dall’altra forse un po’ meno di uno. Ma se vado a controllare la burocrazia, i documenti, i timbri, le carte bollate, ecc… allora sono abbastanza sicuro che ormai siano quasi due anni. Il Sanctum Imperium è molto preciso, in questi termini. Avevo i documenti in regola, io. Ci vivevo, non potevo fare altrimenti. Altrimenti gli Inquisitori…

 

Comunque, finalmente la visione di qualcuno che a) non sia un Morto e b) non sia un Cacciatore di Morti come me che voglia farmi la pelle. Cavolo se ci voleva!

Vado, e mi siedo.

 

Alta, carina, e mi parla di filosofia greca.

Filosofia Greca?

Io vivo nelle Terre Perdute, ho 22 anni e siamo nel 1957, dal giorno del giudizio sono passati 13 anni e considerando che avevo 9 anni quando il mondo è crollato e che prima che il mondo crollasse praticamente ho vissuto nella Guerra… Aristotele? Platone? Epicuro?

I nomi li ho sentiti da qualche parte, ma i nomi non fanno certo la filosofia.

Resto li seduto, in imbarazzo perché non oso dire che non sto capendo praticamente niente di quello che mi viene spiegato con tanta cura… indubbiamente spiegato benissimo, ci mancherebbe! Ma io sono ignorante, terribilmente ignorante. Non capisco tutte queste cose, sono troppo dettagliate, troppo precise… troppo elevate per me. Io non sono un filosofo. Sono uno zoticone di un Cacciatore di Morti.

Alla parola “Edonismo” non avrei risposto in maniera diversa dalle altre, se non avessi acchiappato una parte della spiegazione, qualcosa del tipo “la buona morale è il piacere”.

Ecco, questo pezzo mi sembra adeguato alle Terre Perdute dove vivo!

Cioè, in verità la cosa primaria da fare è cercare di sopravvivere, con tutto quello che ne consegue… ma cazzo, già che cerco di sopravvivere, e che so benissimo che un giorno un dannatissimo Morto potrebbe arrivarmi addosso, fottermi di brutto e farmi diventare un’altro schifoso Morto di queste Terre Perdute, non mi sembra un’idea così stupida cercare di approfittare dei piaceri possibili!

Meglio che però non lo dica espressamente, non vorrei che la ragazza capisse fischi per fiaschi e si offendesse.

Infatti sto zitto e continuo ad ascoltare.

Però non capisco niente di quello che mi dice.

Cazzo che brutta cosa essere ignoranti.

 

Mi saluta, si alza in piedi, prende la sedia e se ne va.

 

Resto da solo in mezzo alla campagna francese con una sedia in mano.

Se prima avevo una sedia ed ero contro un Morto…

Infatti.

Eccolo li.

 

CAZZO.

Questo corre.

Sono fottuto.

Ma sono fottuto di brutto.

 

Un Ferox, come minimo.

E io ho solo una sedia?

Cazzo, cazzo, CAZZO!

 

Se corro,
lui corre più veloce.

Se lo picchio,
lui non sente il dolore.

Se lo mordo… Bleargh, mi fa schifo solo a pensarci. E comunque lui morderà molto di più.

E se la tirassi per le lunghe?
bè…

non servirebbe a un cazzo, anche posto che io ci riesca, cosa tutt’altro che probabile.

 

Lui non si stanca,

io si.

 

E adesso la luce dov’è?

 

Mi arriva addosso, non riesco ad evitarlo, cadiamo insieme a terra.

La sedia cade, rotola, sparisce.

Non riesco a tenerlo lontano, ci provo lo stesso…

Ma la sua testa è più veloce.

Mi afferra il braccio, lo morde selvaggiamente, affonda i denti fino all’osso, e strappa via, strappa un pezzo della mia carne. Non vedo più nulla, sono accecato dal dolore, urlo, il sangue esce a fiotti, mi bagna i vestiti, rende tutto scivoloso, e nemmeno lo vedo mentre risale e morde la spalla, ma lo sento, diavolo se lo sento!

 

[…]

 

Mi sono svegliato così, terrorizzato, in un bagno di sudore. Avevo sudato a tal punto che i semplici vestiti da Cacciatore di Morti mi scivolavano sulla pelle, con la stessa sensazione di scivoloso del sangue del mio sogno. Mi sono mosso parecchio dormendo, mi sveglio in una posizione completamente innaturale, e il mio braccio destro è malamente piegato, intorpidito e anche dolorante, vicino ai punti in cui ho sognato che il Morto mi strappasse la carne. Mi sono reso conto che avevo sognato, che quello era solo un sogno, e che quelle cose non erano accadute realmente. Non so quanto durerà, ma adesso per me e Maillard inizia un nuovo giorno nelle Terre Perdute. E anche se so benissimo che questo sogno non servirà a niente a me, non voglio lo stesso che vada perduto.

A te che leggerai questi fogli, ricordati del mio sogno e ricordati di Pierrè Alesì, partigiano francese, e di Marco Maillard e Andrea Costa, cacciatori di morti.

 

 

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