La Compagnia di Westfall, da Booty Bay a Ratchet (parte II)

E a quel punto ricomparvero gli Elfi del Sangue.

Sorridenti, gioviali, e armati.

 

Avvicinatosi al gruppo, iniziarono a parlare in un idioma totalmente incomprensibile.

 

Superato lo shock iniziale, Rayz tentò a sua volta di comunicare nelle varie lingue a lui conosciute, e venne fuori, infine, una possibilità tramite il Darnassiano.

La situazione apparve immediatamente chiara.

Gli elfi del sangue, dopo essersi congratulati per la nostra impresa, ci offrirono protezione per il rientro a Booty Bay. Facendoci gentilmente notare che, nelle nostre condizioni, gli “ipotetici incidenti” che sarebbero potuti capitare sarebbero verosimilmente stati mortali. Il prezzo richiesto fu la pelle della tigre. Yorghe non aveva mai avuto uno sguardo più carico di ODIO di quello che lanciò all’elfo che si mise a scuoiare tranquillamente la tigre. Oltre alla “protezione” gli Elfi del Sangue si mostrarono anche pronti a curare i feriti, sopperire alle nostre carenze di turni di guardia, persino contribuire alla cura di Sgrugnolotto… facendosi pagare ancora, ancora e ancora. Thordar stava per esplodere.

La decisone di Rayz di sottostare alle richieste degli Elfi fu comunque, anche se poco eroica, decisamente assennata.

L’incasso della taglia riscossa a Booty Bay ripagò completamente il ricatto subito, consentì di prendere i biglietti per la nave e anche di fare ancora un po’ di spesa di oggetti magici, filtri curativi e impacchi medici.

E, oltretutto, avanzava ancora un po’ di denaro… e soprattutto di tempo.

 

P: Bene, abbiamo sistemato tutto!

Y: elfi di merda, altro che del sangue. La pelle, la pelle, LA PELLE!!!

T: Bah, non ci hanno nemmeno affrontato, solo ricattato! Ma non pensiamoci più, ormai è andata.

R: vero. Abbiamo comunque concluso tutti i preparativi, e siamo in anticipo!

P: Beh, secondo me ci sono da fare ancora due cose. Per prima cosa premunirci di informazioni sulle Barrens e su Ashenvale.

R: Giusto! Tra poco vado a comprare le mappe.

P: e poi dovremmo avvicinarci alla lingua e alla cultura degli elfi della notte.

T: ? cosa intendi dire?

P: Beh, tra noi solo tu parli il Darnassiano, e inoltre nessuno di noi è mai stato a Kalimdor. Dovremmo cercare di scoprire qualcosa già adesso.

Y: e come, scusa?

P: l’altro giorno, vicino al bordel-hem ad una locanda, ho visto un’elfa della notte. Qualcuno potrebbe andare a parlarle e vedere se si riesce a scoprire qualcosa. IO mi offro volontario!!

T:

R:

Y: Oddio, un PALADINO ARRAPATO? Adesso si che le ho viste tutte.

T: Beh, almeno così smetterà di TOCCARSI.

P: VOLETE UN PUGNO SACRO???

 

 

 — La parentesi “autoerotica” della Compagnia di Westfall —

Puntualmente il Paladino Phar è stato nella necessità di convertire le preghiere preparate (di ambito bellico) in una imposizione delle mani per salvare la vita a qualcuno. Ovviamente, quando la necessità è stata sua, ha iniziato ad imporre le mani su se stesso… I passaggi “logici” furono “Imposizione delle mani” – “Imposizione delle mani a contatto” – “imposizione di contatto” – “TOCCATI”.

Ergo, il paladino, per curare le ferite, si “tocca”, alias si masturba. Yorghe, inorridendo a questa parola, ha dichiarato che preferisce dire “allenta la tensione”.

Soprassediamo sulla deviazione mentale dei giocatori (e del Master). E inoltre, non soddisfatti delle perversioni che avevano creato, le cose sono andate avanti su basi ancora più esplicite.

Thordar, quando in un momento tragico di un acceso scontro ha richiesto una cura, si è voltato verso Phar e ha urlato “TOCCAMI”.

Rayz, a proposito delle abilità curative del Paladino, ha commentato dicendo che “Come si Tocca Phar non si tocca nessuno”.

Yorghe, invece, oltre a ridere come un forsennato, ha supposto che la fase dell’autoerotismo fosse un rito di passaggio per ogni Paladino, e che Phar non lo avesse mai abbandonato.

 

Phar ha inziato a prendere a pugni sacri i membri del party.

E’ curioso di come i danni da colpo sacro siano sempre stati massimi in questi attacchi. Forse i dadi cercano di dirci qualcosa…

 fine della parentesi 

 

 

Comunque, nonostante le battute, ne Yorghe ne Rayz ebbero infine così tanto da obbiettare alla proposta di Phar, e infatti mentre il Paladino era … “occupato”, trovarono anche loro modo, nella stessa “locanda”, di passare il tempo.
E così ogni membro della Compagnia riuscì finalmente a passare alcune piacevoli ore insieme ad una gradevolissima compagnia e completamente prive dei pericoli della giungla o del campo di battaglia (ad eccezione di Thordar che si è rifiutato di seguire la proposta).

In seguito, tutti i membri del gruppo si ritirarono per la notte, pagando un supplemento per essere svegliati presto e avere la certezza di non perdere la barca.

Così è stato, e finalmente, dopo giorni e giorni di caotica confusione, la Compagnia di Westfall è riuscita a salpare da Booty Bay…

In compagnia di due orchi, di cui uno era chiaramente un Warlock, e di due degli elfi del sangue incontrati precedentemente, tra cui quello che aveva gestito tutti i dialoghi.

Phar, all’idea di passare settimane in compagnia di un evocatore di demoni, iniziò subito a dare di matto, al punto da rendere trascurabili i commenti degli altri suoi compagni (rispetto ai suoi completamente trascurabili). L’elfo del sangue, che in qualche maniera doveva aver compreso a sufficienza, si presentò la prima sera di viaggio presentando nuovamente l’offerta di aiuto a sistemare le cose… garbatamente rifiutata da Rayz.

La situazione divenne rapidamente sempre più tesa, ma alla fine furono i membri dell’Orda a farla esplodere per primi, proprio attaccando Rayz che era andato a cercare una soluzione diplomatica.

La battaglia non fu semplice, e venne resa ulteriormente difficile dal combatterla su una stretta nave in viaggio. Nessuno indossava armature, ma cadere fuori bordo sarebbe stato comunque estremamente poco piacevole. Probabilmente gli orchi, il demone e gli elfi del sangue avrebbero vinto lo scontro, se non fosse stato per l’incantesimo di Sete di Sangue lanciato da Rayz. A quel punto la situazione venne ribaltata, e tutto quello che era a portata di Phar e Thordar, improvvisamente animati da una furia distruttiva senza pari, venne ridotto brutalmente a pezzi.

Gli elfi riuscirono a fuggire via, probabilmente sfruttando un incantesimo, ma non prima di aver lasciato una trappola esplosiva sul ponte, che scagliò Phar in mare. Per fortuna è stato ripescato senza problemi, e anche la nave ha subito solo danni superficiali, sufficienti a rallentare il viaggio ma non a porvi miseramente fine.

Si proseguiva quindi, ripresosi dallo scontro, verso Ratchet.

 

[…]

 

La distesa all’orizzonte, era davvero terra?

Si, persino i quattro membri della compagnia, dopo tanti giorni con un orizzonte così piatto e monotono, riconobbero la terra.

Un Goblin nelle vicinanze, parte dell’equipaggio della nave, assicurò loro che si trattava proprio delle Barrens, le “Terre Desolate”, e che in capo a qualche ora sarebbero finalmente attraccati a Ratchet.

 

Era stato un viaggio decisamente avventuroso.

Chissà se un giorno continuerà.

 

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4 Risposte

  1. Orthega ha detto:

    E comunque, se i Paladini si “toccano”, i Warlock si “fanno toccare” dai loro demoni!
    Pensando all’immagine di una succube, non posso che provare una profonda tristezza e impietosirmi nei confronti di quei poveri e valorosi Paladini che toccano se stessi e il prossimo, regalando felicità grazie ai loro poteri. Un brindisi a voi, uomini toccati dalla Luce!

    Ok forse ora ho esagerato, ti prego Phar, non farmi troppo male XD
    -Thordar

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