La Compagnia di Westfall, da Booty Bay a Ratchet (parte I)

Ratchet

La distesa all’orizzonte, era davvero terra?

Si, persino i quattro membri della compagnia, dopo tanti giorni con un orizzonte così piatto e monotono, riconobbero la terra. Un Goblin nelle vicinanze, parte dell’equipaggio della nave, assicurò loro che si trattava proprio delle Barrens, le “Terre Desolate”, e che in capo a qualche ora sarebbero finalmente attraccati a Ratchet.

 

Era stato un viaggio decisamente avventuroso.

 

[…]

 

I quattro avventurieri avevano elaborato un piano per combattere la Tigre Bianca. O meglio, Yorghe lo aveva creato, mentre gli altri avevano analizzato alcune altre possibilità e apportato modifiche tutto sommato minime. Erano tutti stupiti: Yorghe, colui che da GIORNI passava il tempo a scuoiare una tigre immaginaria urlando quando “rovinava la pelle” aveva avuto tutto sommato delle buone idee. A questo punto non restava che andare avanti, quindi, dopo un’ultima notte di sonno in una locanda, si prepararono e partirono per la caccia alla tigre. Avevano ancora cinque giorni per la prossima nave. Sarebbero dovuti bastare.

La caccia non iniziò subito al meglio, dato che i cacciatori si trasformarono quasi immediatamente in prede per l’attacco di alcuni selvaggi Troll della Giungla. Lo scontro non fu particolarmente difficile per i nostri eroi, ma il veleno di cui erano intrise le loro armi causò molti problemi a Sgrufolotto, che si ammalò pesantemente la sera stessa. La fitta e calda giungla della valle non aiutava. La mattina successiva non era ancora migliorato, anzi, sembrava risentire parecchio della situazione. La conversione delle preghiere da battaglia di Phar in una piccola guarigione lo aiutò a contrastare i sintomi, ma non  guarì l’animale. Il viaggio divenne più lento, ma ebbe un inaspettato vantaggio: il gruppo si accorse di qualcuno che li stava seguendo. Resosene conto, il gruppo si fermò lateralmente alla strada, come per controllare Sgrugnotto, mentre Yorghe TENTAVA di sparire di nascosto in mezzo alla vegetazione. Palesemente le frecce che piovvero sul gruppo indicarono che non ci era riuscito.

Lo scontro fu più difficile, e uno degli avversari riuscì a scappare. La faccenda sembrava essersi complicata, essendo gli avversari degli Elfi del Sangue che si erano dimostrati molto abili a muoversi nella fitta vegetazione. Uno di loro era riuscito a scappare.

 

Più tardi, dopo essere avanzata ancora, la compagnia notò qualcosa di insolito. Un gran numero di uccelli e volatili sembrava essere in fuga da una zona della foresta, non particolarmente lontana da dove si trovava adesso il gruppo.

Yorghe, nonostante le ferite, andò ad investigare, per precauzione portandosi dietro Zod, il famiglio corvo di Rayz, e bevve una delle sue pozioni dell’invisibilità. La precauzione si rivelò azzeccata, perché nel tragitto incontrò e superò senza difficoltà altri due elfi del sangue che sembravano parlare tra loro in una piccola radura.

Poco più avanti, Yorghe vide cosa aveva fatto scappare gli uccelli.

Un’enorme tigre bianca, parzialmente ferita ad un fianco, stava sbranando i resti di un altrettanto grande Raptor. I due carnivori supremi della giungla si erano scontrati, e anche se leggermente ferita, la Tigre aveva vinto la sua battaglia.

E in quel momento, l’effetto della pozione finì.

Sarà stato il terrore, sarà stata la tensione, sarà stata l’emozione, ma Yorghe attuò il più maldestro e peggiore tentativo di essere furtivo della sua vita. La tigre si accorse di lui, e sembrò prepararsi ad attaccarlo. Zod volò come un fulmine indietro dal gruppo (che era rimasto con Sgrufolotto), mentre Yorghe beveva l’ultima pozione dell’invisibilità rimastagli e si arrampicava su un albero. Per sicurezza, si legò ben stretto.

 

R: Ma quanto ci mette Yorghe ad andare, vedere e tornare? Temo sia successo qualcosa…

P: Diamogli tempo, starà cercando di fare qualcosa con calma.

T: Vero. E poi c’è Zod con lui, se fosse successo qualcosa sarebbe tornato indietro.

(Zod arriva velocissimo con un gran frullare d’ali e si posa sulla spalla di Rayz)

T: … ecco.

R: (in nanico) ZOD!! cosa è successo??

Z: (in nanico) CRAAAA!! Abbiamo trovato la BIRRA!!!

R: (in nanico) E dov’è???

Z: (in nanico) Ad un Orzo di distanza!! Ma dobbiamo svoltare a destra prima del luppolo!!!

(ricordiamo che Zod, famiglio corvo, parla il nanico. E che nella compagnia non si accetta nessuno che non conosca il nanico)

P: il corvo è impazzito

Z: COSA SIGNIFICA SVOLTARE PRIMA DEL LUPPOLO??? SIAMO NELLA GIUNGLA!!

R: Credo che intenda dire che abbiamo trovato qualcosa di grosso, e che non dobbiamo andare in linea retta. Andiamo, Zod può guidarci!!

T: e cosa facciamo con Sgugnolotto?? Non possiamo lasciarlo da solo, è malato! Le bestie selvagge lo mangerebbero subito!

R: lo portiamo con noi?

P: se lo portiamo con noi saremo tutti rallentati… e anche per lui sarà pericoloso, perchè dovremmo difendere anche lui.

R: Mmmm che situazione… Vabbè, tanto Yorghe era vicino. Evoco un elementale e lo lascio a fare la guardia. Tanto non ci servirà, giusto?

 

E quindi, il piano preparato da Yorghe non venne attuato per tutta una serie di particolari. Come il fatto che lui non fosse nascosto ma legato in cima ad un albero, o come il fatto che l’elementale e sgrugnolotto non facevano parte del gruppo al momento, o come il fatto che fossero tutti già feriti, o come il fatto che, invece di affrontarla su un campo quasi aperto, la tigre fece perfetto un agguato ai membri che si avvicinavano a Yorghe, sempre legato su un albero.

Il primo a crollare fu Phar, seguito piuttosto in fretta da Thordar. Sarebbe stata la fine se, a quel punto, non ci fosse stata una serie di ottimi colpi messi a segno da Rayz e da Yorghe (sceso infine dall’albero) e una serie di pessime manovre e di errori da parte della Tigre.

 

E a quel punto ricomparvero gli Elfi del Sangue.

Sorridendo.

 

Guai in vista…

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