Trame nell’Ombra, la Fine

 

Quattro figure uscivano dal passo, e riprendevano la strada di casa.

E tutte le altre?

 

[…]

 

Io e noi sono e siamo molto di più che l’Arcimago, molto di più che un’incarnazione od una Virtù, di un principio o di un’essenza.

Mi chiamano Ahmad Ala Hashim.

Io Sono La Volontà.

E questo è il Nuovo Eden, il Paradiso Terrestre per cui tanto avete sofferto, e per cui siete diventati veramente vivi.

 

[…]

 

Asterion, primogenito della famiglia Stark. Sopravvissuto nel corpo e nell’anima all’ultima battaglia con l’Ultimo dei Figli, ha intrapreso per primo la strada del rientro. Non che si sia separato dagli altri, visto che il ritorno sta procedendo e procederà vedendoli insieme, ma è stato il primo a dare voce ai suoi pensieri. La fiamma vitale di quest’uomo è forte, e non si spegnerà mai. Il suo calore resterà per sempre nel Grande Disegno di tutte le cose.

Grendell, secondogenito della famiglia Stark. Un uomo colpito dall’inamovibilità di un Paradosso troppo grande per gli uomini, non si libererà mai della mancanza di certezza riguardo al Nome della Sua Fede. Ma non sarà un problema, perché ha già mostrato come la Fede sia una parte delle sue azioni, indipendentemente dal Nome o dalla necessità stessa che vi sia effettivamente un nome. Il suo essere naturalmente portato a compiere immani sacrifici reputati insensati dai suoi compagni creerà ancora qualche disordine, ma niente che la “diplomazia Stark” non possa risolvere velocemente.

Jakar, un mezzelfo con più cuore di quello che molti credevano, come prima cosa da sistemare per il viaggio di rientro, ha desiderato poter ritrovare la madre. Non è stato un desiderio espresso ad alta voce, ovviamente, o almeno non direttamente a noi, ma non è necessario. Ci siamo già adoperati per il viaggio della madre, e la strada del gruppo è libero fino alle rovine di Ethenon. Porta con se le cicatrici degli ultimi scontri, e non sono cicatrici visibili. La sua mente è stata dilaniata, ma è sopravvissuto. Le sue naturali e elevatissime capacità gli consentiranno in brevissimo tempo di recuperare tutto quello che ha perso, e di andare persino oltre.

Jin è di nuovo vivo. La nostra volontà è stata quella di portarlo di nuovo alla Vita, e conferirgli l’opportunità di scegliere. E lui ha scelto di seguire i suoi compagni.

Iskaral è morto. Il suo corpo si è riunito alla terra, al ciclo della vita e della natura, che da sempre provvede alla vita terrena. Ma la sua essenza, la sua anima, la sua vera Particolarità è ormai rientrata appieno nel Grande Disegno. E’ anche con le sue parole che sto scrivendo adesso. La sua scelta, arrivato qui insieme ai suoi compagni, è stata quella di continuare a salire. Egli è asceso insieme a Noi, e ora siamo di nuovo insieme.

 

[…]

 

E Kate?

Kate non ha potuto e non ha voluto oltrepassare il portale.

La differenza compresa tra il Potere e la Volontà è una delle Sette Chiavi d’Argento.

E’ quasi ironico di come gli uomini abbiano forgiato nello stesso materiale l’anello benedetto forse più utile tra tutti gli artefatti, ma allo stesso tempo il più vicino e il più lontano dalla Fede stessa.

Anelli e Chiavi…

 

Ma non è un argomento che tratteremo adesso, vista la diversa situazione di Kate. Nel suo caso la mancanza di possibilità è stata collegata con la mancanza di volontà, o meglio con la volontà di allontanarsi da quello che si stava osservando intorno, in cerca della sicurezza. Per lei la sicurezza è rappresentata dalla famiglia. Come darle torto, in fondo il cataclisma ha colpito principalmente proprio le montagne, ed è lì che la sua famiglia abita.

E la sua, per quanto differente, è stata sempre una scelta di Volontà.

 

Il suo viaggio durerà a lungo. Per quasi un ciclo lunare dovrà ancora vagare per le terre dell’ormai defunto Regno del Nord, senza sapere di come la famiglia reale sia indegnamente crollata, e senza sapere di come, attraverso questa distruzione, un nuovo ordine si stia lentamente mostrando. In questi lunghi e numerosi giorni di viaggio dovrà affrontare la paura, stringere i denti, e continuare nonostante la fatica. Il momento peggiore sarà quando, arrivata a quello che fu il suo villaggio, non troverà altro che macerie, e pochi resti di quelli che erano i corpi dei suoi conoscenti ed amici, morti da tempo, e da tempo ridotti a ossa e poco oltre dalle stesse bestie infernali che tanto renderanno difficile il suo viaggio.

La sua sarà una notte di pianto e dolore, così come il giorno che seguirà.

Ma, errando senza meta la notte seguente, scorgerà una luce.

E scoprirà che non tutti sono deceduti nel crollo e contro le bestie, che anche se un pesante tributo è stato chiesto ai deboli che non sono sopravvissuti, molti altri sono riusciti a cavarsela. E sarà grandissima la sua gioia, scoprendo di essersi sbagliata, nel ritrovare la sua famiglia, viva.

 

[…]

 

La Ex-Capitale ha risentito parecchio del cataclisma.

Dico “Ex” senza cattiveria, ma è un dato di fatto che la città più grande e teoricamente più organizzata del Regno è rimasta in balia di se stessa di fronte alla poco dignitosa fuga della Casata dei De Blanco, attualmente al potere. Fuga che ha provocato la prematura dipartita della Famiglia Reale e di tutti i cortigiani, a causa delle bestie uscite non solo all’esterno della città, ma anche all’interno.

Indubbiamente la maggior parte del merito della sopravvivenza della città, anche se ovviamente non nella sua forma originale, è dovuta nuovamente alla famiglia Stark. L’attuale capofamiglia, Avalon Stark, ha radunato sotto di se tutti i combattenti abili che ha avuto sottomano, e sbraitando ordini a destra e manca ha creato una passabile linea difensiva. I primi impatti sono stati i peggiori, ma metro dopo metro hanno conquistato abbastanza spazio per ricostruire una sorta di accampamento tra le macerie. Molti si sarebbero fermati li, ma non quegli uomini. I suoi nipoti presero immediatamente le redini della situazione bellica, sua moglie e sua figlia si occupavano dei feriti (venendo occasionalmente malmenati se accusati di fare gli occhi dolci ad una delle due donne della famiglia Stark) mentre Avalon e altri superstiti abili nelle fucine forgiavano armi e riparavano armature a ritmi allucinanti.

La tragedia avvenne quando un tal guerriero nano, ferito in uno scontro, passò per caso vicino alla fucina. Lodando le capacità del capofamiglia Stark, egli paragonò il suo lavoro a quello dei fabbri nani della fortezza da cui proveniva.

Lo avesse mai fatto…

Da quel momento Avalon non si concesse praticamente più attimi di riposo, producendo praticamente come gli altri quattro lavoratori che restavano nella forgia insieme a lui. Oltre a lavorare con ritmi incredibili, sostenne con maggior foga un’assurda tesi che lo vedeva discendente di un nano, di cui ormai aveva raggiunto l’abilità, e di cui quindi si arrogava il diritto di RIFONDARE IL PROPRIO CLAN. A nulla valsero i tentativi dei familiari di fermarlo, egli ormai voleva essere chiamato solamente come “Patriarca degli Stark”, nome chiaramente ispirato ai Patriarchi dei Clan dei Nani.

La moglie, sospirando, sopportava e sopporta tutt’ora. Un’altra piccola meraviglia dovuta all’amore.

Comunque la labile sanità mentale del “Patriarca degli Stark” ha avuto l’innegabile merito di aver portato gioia e risate anche in una situazione così disperata. E questa fu una grandissima forza, la cui portata non era probabilmente nemmeno stata prevista (almeno non da loro).

Giorno dopo giorno le vittorie susseguivano sempre più alle sconfitte, al punto da “riconquistare” quasi a tempo record anche più del terreno cittadino. In battaglia il cuore si feriva, ma tornati al riposo, la famiglia congiunta di Stark ed Evergreen riusciva a riscaldare ogni ferito. Il merito del loro valore non resterà offuscato da questo cataclisma, infatti sempre più persone venute a sapere dell’eroica resistenza degli abitanti dell’ormai distrutta Ethenon, sono partite per recarvisi, affrontando a loro volta le insidie del viaggio.

 

Chiedete quello che ho fatto io per tutto ciò?

Io mi sono limitato a dare loro una spinta. Per alcuni forte, per altri debole, ma li ho solo spinti sull’orlo dell’abisso, spingendoli una e una sola volta.

L’Eden, il Paradiso Terrestre, aspetta chiunque vorrà recarvisi.

 

[…]

 

In Memoria di

Asterion, Grendell, Jakar, Jin, Iskaral e Kate,

la vostra Volontà vi seguirà sempre

insieme alla vita che avete desiderato.

 

 

Seguiranno altre parole, a proposito dell’Ultimo dei Figli,a proposito delle Chiavi d’Argento, a proposito dell’Eden, ma la cosa più importante è il ricordo del tempo trascorso, delle nostre emozioni, e di quello che abbiamo creato.

Ahmad Ala Hashim

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *