Trame nell’Ombra, la fine di Padre Michael

 

Nella notte tra il 20 e il 21 Aprile, 1312° anno, Ariana è morta, uccisa da un’immonda creatura chiamata da Padre Michael “Il Primo dei Figli”.

La notte seguente, tra il 21 e il 22 Aprile, 1312° anno, Padre Michael è morto.

 

Ma egli non è stato ucciso da un Demone, un Caduto, o un’altra di queste empietà, no. Durante uno scontro, Jin lo attaccato, prima tirandogli un coltello alle spalle, e poi, dopo che si è voltato, piantandogli una lama all’interno dell’occhio destro, trapassandogli il cranio e uccidendolo sul colpo.

Catturatolo vivo, Jin ha confessato di essere stato contattato da qualcosa, o qualcuno, che tra le altre cose gli aveva suggerito proprio di uccidere il Padre prima di arrivare alle rovine della città di Estul, e prima di recuperare gli Oli Sacri dalla Chiesa. Siamo praticamente sicuri che questo Demone, questo essere, sia un caposaldo di un Vizio, anche se non si è ancora arrivati a capire esattamente quale di essi sia. È ragionevole escludere la Lussuria, che secondo Padre Michael ha avuto un ruolo determinante nella nascita dei Figli, mentre questa figura asserisce, apparentemente sincera, di “Avere avuto un serio problema con la Sorella nell’ultimo giorno.”

Certo, questi ragionamenti non cancellano il fatto che Padre Michael sia morto.

 

 

Voglio ricordare Padre Michael per uno dei suoi discorsi, mai realmente iniziato.

Il Padre era un filosofo, un teologo, non un combattente. Più volte la sua natura accademica lo tradiva quando imbastiva grandi discorsi a proposito di temi elevati o grandi dubbi esistenziali, ma puntualmente si fermava da solo: non era né luogo né tempo per le Accademie.

In questa ultima notte per ben due volte aveva quasi iniziato a parlare del tema del Dolore, in due sfaccettature diverse: prima con Asterion, successivamente con Grendell.

In entrambi i casi il discorso era stato solo impostato, ma a questo punto non potrà più essere concluso.

 

Voglio ricordarlo proprio partendo da questo, e non potendo ascoltare le sue parole a proposito di questo, ho chiesto, separatamente, a quattordici Chierici Ordinati, uno per ogni Vizio e Virtù, di lasciarmi due parole sul Dolore, secondo la loro opinione.

Tutti questi chierici resteranno anonimi,
e ringrazio tutte queste persone per il tempo che mi hanno dedicato in memoria di un compagno caduto.

 

Fede: Il dolore è una parte integrante della Vita. Devi arrivare a comprendere che questo è l’unico modo in cui le cose potevano andare. C’è un ordine, dietro alle cose, e questo ordine comprende anche una parte di sofferenza.

Fortezza: Il dolore non esiste.

Temperanza: La gioia e il dolore rendono vero il nostro universo insieme, ed esistono entrambi. Non è tanto la sofferenza il problema, quanto l’eccesso di essa, il crogiolarvisi dentro o il non riuscire più ad uscirne. Tutti gli eccessi devono essere evitati, sempre.

Prudenza: Si può fare poco una volta che il dolore è giunto. Tutto sta, per l’uomo virtuoso, nell’evitare che esso giunga, nell’agire in maniera tale da rendere minima se non impossibile la possibilità di incapparvi.

Giustizia: L’unico dolore che devi soffrire è quello che ti sei meritato. Se te lo sei meritato, è giusto che tu soffra. Se non te lo sei meritato non è realmente dolore, e se a te invece appare ancora come tale, significa che non hai ancora capito.

Carità: Il dolore esiste, e tu devi adoperarti per rimuoverlo, su di te e su gli altri. Non devi nemmeno pensare a quello che fai, perché è la spontaneità del tuo cuore a sollevare gli animi delle altre persone e a rimuovere le loro sofferenze.

Speranza: Il dolore esiste, e tu lo dovrai sopportare. E mentre lo sopporterai, darai una mano a chi ti sta intorno, perché anche loro possano da soli riuscire a sconfiggere la loro sofferenza. Se loro cadranno, tu darai loro una mano a rialzarsi. Se saranno in dubbio, tu non lo sarai.

 

 

Invidia: Saresti stato in grado di sopportare tutto, se non fosse stato per loro. E’ colpa loro se tu ora sei qui. E tu non meriti nulla del genere. Loro dovrebbero essere immersi nella sofferenza, mentre tu meriteresti di stare in alto, sopra tutti queste bestie che non sanno fare altro che ostentare i loro pregi e i loro beni.

Lussuria: mi dispiace che tu sia solo ad affrontare il tuo dolore. Non dovresti restare solo. Lo so che fa male, lo so che è doloroso, ma più tempo resti da solo più rischi di stare ancora peggio. Lo sai chi devi cercare, perché nessuno ti capisce come questa persona. Cercala, e create assieme un momento magico di condivisione, condividi quello che pensi, quello che credi, quello che senti. Apriti, insieme a lui.

Superbia: Tu non puoi sentire dolore.

Gola: Sai, credo che non lo ammetterai mai, forse nemmeno a me… Però in realtà la sofferenza ti piace.  Si, ti piace, e ne vorresti ancora, ancora e ancora, sempre di più, sempre più dentro di te.

Avidità: Lo so che fa male, lo so che è doloroso, ma devi resistere. Non sprecare questa grande opportunità! Trasforma il tuo dolore in forza, e prendine ancora, e ancora, e ancora! Non fermarti, continua a prenderne,senza mai fermarti. Puoi farcela! Coraggio! Sfrutta al massimo questa occasione, e rivane il massimo profitto possibile!

Accidia: Il dolore esiste da sempre, e ci sarà sempre. Non stare a pensarci, è una perdita di tempo. Lascia perdere…

Ira: Ma come hanno OSATO fare ciò?? La pagheranno, eccome se la pagheranno! Ma tu sai che questa è stata solo la goccia Sai che è stato solo l’ultimo di una serie infinita di interminabili affronti. SAI, TU SAI, perché se c’è una cosa di cui sei sicuro è di SAPERE QUELLO CHE ACCADE. Stolto chi crede che la Rabbia obnubili la mente, tu sai bene come me che invece rende tutto estremamente più chiaro, APRE uno SQUARCIO nel velo che impedisce di vedere la realtà, come tu SQUARCERAI chi ti si parerà davanti in mezzo alla furia! Colpo su colpo, risponderai ad ogni offesa finché non resterà niente! Niente di niente!!

 

 

In memoria di Padre Michael,
possa il tuo spirito avere pace.

 

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