Intervista all’Arcimago Kheratus

Ai Lettori di queste Pagine

La nostra redazione è rimasta senza parole quando, una settimana fa, abbiamo avuto una proposta talmente inaspettata da lasciarci quasi intendere che si trattasse di uno scherzo.

Kheratus, Arcimago

Nel periodo estivo il numero di inviti per le nostre interviste aumenta, essendo sempre di moda andare a ficcare un po’ il naso nella vita delle celebrità, ma mai ci saremmo aspettati di ricevere una risposta direttamente dal Concilio dei Maghi. La risposta era una breve missiva dove ci veniva proposto, una settimana a seguito della missiva, un breve incontro con l’Arcimago in persona, a cui avremmo potuto fare sei domande vertenti su qualunque argomento.

Superato l’attimo iniziale di puro terrore, abbiamo iniziato i preparativi, tra cui una dovuta comunicazione alle persone che lo hanno frequentato. Purtroppo ci sono pochi giri da parole da fare, il merito di questa intervista è loro, e quindi abbiamo riservato proprio a loro le prime quattro domande, riservando per noi le ultime due.

 

Si noti che, a differenza loro, noi siamo stati tenuti a rivolgersi a Kheratus usando la seconda persona plurale in segno di rispetto, mentre a loro è stato concesso di rivolgersi a lui semplicemente usando il “Lei”.

 

 

Qual’è il significato dei diversi colori delle tuniche dei maghi superiori?

Non vi è alcun significato particolare. All’interno della Gilda vigono poche regole per quanto riguarda il modo di vestire. Gli studenti dell’Accademia portano una veste marrone e bianca, che deve essere affatto priva di decorazioni o segni personali. I Membri della Gilda, coloro che hanno superato gli esami e che non stanno studiando o frequentando corsi collettivi, indossano la stessa veste degli studenti, ma sono incentivati a renderla più personale con accessori o altri componenti a loro discrezione, purché la tonaca bianca e marrone resti comunque ben visibile. Per quanto riguarda i gradi superiori, come i Maghi, i Maestri, i Custodi o i Membri del Concilio, non vi è alcuna limitazione. Non è una regola scritta, ma da diverse generazioni è prassi che nessuno si vesta con la stessa combinazione di colori del vigente Arcimago.

 

Potrebbe esprimere un’opinione su ciascuno dei membri del gruppo che trovarono per primi il suo bastone?

In quella sala non erano tutti presenti. Parlerò solo di coloro che meritano, nel bene o nel male, di essere ricordati.

Prometeo è probabilmente la persona di cui conosco meno, anche se forse questo a voi sembrerà assurdo. Non lo è, perché riconoscendo in lui potenzialità, non mi sono mai permesso di addentrarmi troppo all’interno della sua mente, dei suoi ricordi, del suo passato. Quello che sospetto è che fosse, in sintesi, un ragazzino viziato, guastato probabilmente dalla situazione familiare o dal mondo in cui è vissuto, che lo ha reso superbo. Ma, come tutte le persone meritevoli, egli ha pagato in passato per i suoi peccati di superbia, e adesso nulla si frappone tra lui e quello che potrà diventare in futuro. Attualmente è il mio apprendista.

Arghar è una vittima. Una vittima della sua società, una vittima di questa società e di questo mondo. Non esporrò il suo passato, ma la sua società lo ha punito senza tenere conto del significato reale della parola “punizione”. Io stesso, ad esempio, ho punito più volte Prometeo, e molto severamente. Ma la punizione serve solo se viene compresa e se lascia la possibilità di andare avanti senza commettere nuovamente lo stesso errore. Ma questo i nani sembrano non averlo capito. E’ anche una vittima della pietà, perché solo per la pietà dei suoi compagni è ancora vivo. In quella sala, di fronte al suo sacrilegio, la morte sarebbe stata l’unica sua degna compagna. Non avvenne questo solo per pietà, e la pietà resterà su di lui come un macigno per il resto dei suoi giorni. Attualmente gli è stato concesso di combattere, vedremo se in questo modo riuscirà a trovare una soluzione al peso che lo opprime.

Ronald è un coraggioso dilettante. Ignaro dei veri significati della vita, prosegue cocciutamente lungo la sua strada, ma non si tira indietro quando c’è da combattere. Provoca una piacevole confusione, se opportunamente limitato. Una caotica e dannosa confusione, se non controllato. Le sue capacità artistiche sono discrete, ma ben lontane da quelle di Rufus, attore e scrittore teatrale da me molto apprezzato. Crescendo migliorerà, soprattutto se si decidesse a provare a seguire almeno qualcuna delle famose massime di suo zio.

Vladimir era feccia, letteralmente sanguisuga della nostra società. Non farà più danni a nessuno. Grazie al maggior tempo a mia disposizione, sono riuscito a trattare in maniera meno drastica ma ugualmente efficace gli altri non-morti che hanno usato presentarsi. Nessuno avrà più niente da temere da loro.

Cassandra era stupida. Innegabilmente stupida. Se si fosse limitata a causare danni a se stessa senza danneggiare gli altri, si sarebbe potuto fare qualcosa. Ma purtroppo, per lei, le cose non sono andate in questo modo.

Vi furono altri uomini e altre donne. Ma non meritano nemmeno di essere ricordati. Hanno avuto occasioni negate a molti altri uomini, e a loro differenza le hanno sprecate, ma ciò nonostante non sempre sono morti. Invece molti innocenti si. Loro non meritano la fortuna che hanno avuto. Non meritano i beni che hanno indegnamente sprecato. Non meritano di essere ricordati.

 

E’ mai stato innamorato?

Si, ma questo non è un argomento di cui voglia trattare ora.

 

Potrebbe parlarci dell’antico popolo che ci ha lasciato il suo bastone?

L’unica cosa che posso dire è che prima della scoperta della camera sotterranea e del bastone non avrei mai immaginato che i nostri antenati, all’interno della Gilda, avessero così profondamente abbandonato gli antichi dettami. L’unica vestigia rimasta delle antiche tradizioni si trovava nella forma del Concilio dei Maghi, composto da cinque membri, esattamente come i cinque Antichi. La razza umana si è creduta superiore all’antico popolo quando, secoli fa, essi persero la loro benedizione, mentre noi la mantenemmo. Prima del cataclisma esistevano ancora piccoli gruppi dell’antico popolo, ridotti a barbare inciviltà e del tutto esterne agli antichi dettami, ma adesso… se vi sono dei superstiti, non dureranno a lungo. Noi stessi abbiamo sbagliato, perché le tradizioni degli Antichi sono state dimenticate. È quasi sarcastico che noi uomini siamo riusciti, in qualche modo, a salvarci dal cataclisma solo grazie alla riscoperta delle Tradizioni degli Antichhi, Tradizioni che abbiamo riscoperto in un piccolo mondo abbandonato dell’antico popolo… un mondo costruito da coloro che, in teoria, avevano perso la benedizione degli Antichi.

 

Avete fede?

Si, io credo in Dio. Le persone spesso restano allibite da ciò, ma non me ne stupisco. La magia sembra aver sostituito tutto quello che di spirituale poteva esserci nel nostro mondo, e a mio parere a torto. Non perché critichi la Magia, ma perché la Magia e la Fede sono delle cose completamente diverse. Eppure la materialità e la concretezza delle azioni degli incantesimi spesso creano attaccamento al mondo materiale. Non che ci sia nulla di sbagliato, in questo. Rispetto con tutto me stesso le convinzioni atee o agnostiche di quasi tutta la popolazione rimasta, ma personalmente non la condivido. Io credo.

 

Siete felice di essere a capo contemporaneamente della Gilda della Magia e del Mondo?

Lei sta usando la parola felicità nella maniera più impropria che possa venirmi in mente. Io sono stato spesso contento, sono stato soddisfatto, sono stato appagato, e anche felice… Ma la felicità… Felicità… La sua frase è talmente mal formulata da risultare offensiva. Dovrebbe vergognarsi a creare degli accostamenti così stupidi, irrispettosi, privi di ogni qual forma di significato, astratto o concreto che sia! Mi chiedo cosa possa dire di aver vissuto lei, lei che crea combinazioni altisonanti di parole solo per una risposta altrettanto altisonante da pubblicare su una stupida rivista! Patetico, e oltremodo incivile. Sparisca dalla mia vista!

 

 

Purtroppo non abbiamo potuto concludere l’intervista in una maniera più canonica, dato che il nostro intervistatore (che ha voluto rimanere anonimo) se la è poco dignitosamente data a gambe.

Considerando comunque la fama, le voci e i fatti che girano intorno all’Arcimago, siamo piuttosto soddisfatti del risultato: su sei domande, ad una è stata fornita una risposta molto sintetica (che però immaginiamo darà adito a molti pettegolezzi…), ad un altra è stato vagamente risposto minacciando il nostro giornalista (ma per fortuna era l’ultima!), e alle altre quattro le risposte sono state tutto sommato esaustive. Insomma, poteva andare molto peggio!

(Tenete conto che la missiva ci lasciava libertà sulle domande, ma senza specificare la nostra incolumità o l’assenza di ripercussioni a seguito di domande “inopportune”!!)

Un ringraziamento agli amici che ci hanno concesso questa intervista, ai lettori e agli autori delle prime quattro domande.

 

La redazione di GdrTales

 

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Una risposta

  1. Orthega ha detto:

    AH! MEZZATACCA! Scappare non ha mai risolto niente, e mai lo farà!
    Avrebbe dovuto rispondere per le rime all’Arcimago, e c’erano solo 2 scelte che avrebbe potuto fare!
    1) Far notare che le domande non erano state scelte da lui, e che egli era solo un mero intermediario, un portavoce fra chi ha scelto l’ultima domanda e la persona dell’Arcimago. (Diamine, di nome fa Kheratus, non Leonida!! E bastava controllare che dietro di lui non ci fosse una enorme voragine!)
    2) Prendersi TUTTA la colpa, invece che lasciare che l’Arcimago potesse interpretare l’insulto come da parte di tutta la redazione e predere provvedimenti contro ciascuno dei mebri, rovinandola per sempre!!
    Ma scappare… scappare non serve a niente, anzi lascia tutto in balia della fato! BAH!!
    Ah già, quando scrivo queste missive devo finire come mi ha detto di fare Ronald… HE-EHM!!

    Vi ringrazio per la Vostra attenzione. Distinti saluti,
    Arghar del Cuneo di Bronzo

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