Il Racconto di Pangea (parte I)

 

“E se ti chiedessi come è iniziata la vostra storia, Padre?”

“Ti racconterei la nostra storia, figlio mio…”

 

 

 

 

Questa è una storia vera.

Tutto ciò che siamo e tutto quello che eravamo cominciò in Pangea. Sapete già cos’era Pangea. Avete senz’altro sentito raccontare le storie del Giardino dell’Eden, e questo è il massimo che gli umani possono fare per cercare di ricordarsela. Ne cogliete visioni fugaci nei vostri sogni, e talvolta percepite una insolita fragranza – forse nell’effluvio di una pianta in buona salute, o qualcosa nell’aroma della vostra preda – e quasi la rammentate. Gli odori, lo sapete, sono i più difficili da dimenticare. Ma non potete ricordarvene del tutto, non è vero? Nessuno ci riesce.

Solo i primi della nostra razza hanno camminato su Pangea.

E furono loro quelli che la distrussero.

Riuscite a ricordare il profumo? Il mondo era lussureggiante e Pieno di promesse. Gli spiriti potevano entrare facilmente nel reame della carne, e gli uomini e gli animali potevano camminare nella fresca ombra spirituale del mondo materiale. Pangea non era la congiunzione dei continenti di cui parlano i geologi, era il mondo nella sua prima forma.
Umani e spiriti condividevano un linguaggio comune, il Primo Idioma. Non riusciamo neppure a ricordare se Pangea fosse un tempo, un luogo o entrambe le cose. Tutto quello che sappiamo è che fu magnifica, e che l’abbiamo perduta.

Quando Pangea era nel pieno della fioritura, la sua bellezza sedusse il cuore della luna stessa. Madre Luna – Amahan lduth – rimase incantata dal mondo che le cresceva sotto. Prese la forma di una donna di carne e discese sulla terra. Ella camminò nelle giungle e nuotò nei mari. Era la più splendida creatura che esistesse al mondo, e innumerevoli furono i suoi pretendenti.
Il più grande e coraggioso fu Urfarah … e questo nome lo conoscete, giusto? Era Padre Lupo.

Pangea era magnifica, ma non era un mondo di pace e mitezza perfetta. Era un mondo per cacciatori. Il leone dava ancora la caccia alla gazzella; gli spiriti prendevano ancora al mondo della carne ciò di cui avevano bisogno. La morte era una parte di questo paradiso dei cacciatori, e il più grande di tutti costoro era Padre Lupo. Egli era un guerriero del Regno dell’Ombra e del mondo fangoso dell’aria e della terra. Percorreva i confini del mondo fisico, tenendo ogni cosa al suo posto. Gli spiriti si intrufolavano nel mondo della carne, ma non ci rimanevano per molto, poiché Urfarah era lesto a inseguire qualsiasi spirito che si attardasse più del necessario. Quando serviva, le sue zanne e i suoi artigli ricacciavano mortali e animali nella relativa sicurezza del mondo della carne, qualora si spingessero troppo avanti nel regno degli Spiriti. Il suo cuore ardeva di forza e convincimento soprannaturali, una giusta Furia che lo rendeva inarrestabile. Ma era lui il padrone di quella Furia. Era il primo fra tutti noi, e più grande di chiunque altro.

Padre Lupo amava già Luna quando ella ancora percorreva i cieli sopra di lui, e fu sopraffatto dalla gioia e dall’amore quando la incontrò che camminava attraverso le terre di confine fra il mondo fisico e quello spirituale. Non era il solo a provare simili sentimenti. Da parte sua, Luna trovava che Padre Lupo fosse saggio e coraggioso, forte e affascinante, e corrispondeva il suo amore. Essi si conobbero, ed ella gli diede dei figli composti in egual misura di carne e spirito – i primi lupi mannari. Benché avesse preso un corpo umano, Luna diede alla luce i primi lupi mannari sotto forma di una cuccia lata di nove lupacchiotti, e questo fu un segno del destino che li attendeva.

Da Luna, i nostri antenati ricevettero il potere di mutare forma, proprio come lei cambia la sua ogni mese. Da Padre Lupo, essi ricevettero sensi sviluppati, forza e velocità che andavano molto oltre quelli dei lupi nati solo dalla carne. Da entrambi i genitori essi ricevettero anche una misura di potere spirituale, poiché Madre Luna era la Regina del Regno dell’Ombra, e Padre Lupo era il Signore delle Marche di Confine.

Dopo avere partorito, Luna fece ritorno ai cieli, e Padre Lupo allevò il Primo Branco. Insegnò ai primi Uratha le usanze del lupo e dell’uomo, della carne e dello Spirito. Mostrò loro le strade che attraverso le foreste, le montagne o i deserti conducevano dal Regno dell’Ombra al mondo della carne, accompagnando li sui sentieri fino alle dimore tribali degli uomini.

Padre Lupo educò il Primo Branco perché lo aiutasse nei suoi doveri di guardiano delle Marche di Confine. Essi si fecero carico di tali doveri e aiutarono il genitore a portare l’ordine nel mondo degli spiriti e in quello materiale. Furono pastori di umani, animali e spiriti. Sfoltivano qualunque mandria, tribù o branco che cresceva troppo o diventava pericoloso, svolgendo il ruolo di predatori supremi. Naturalmente, alcuni spiriti e alcune tribù dell’umanità non accolsero con favore questo trattamento. Certi scelsero di combattere, e per la forza del numero, della magia o della possanza bruta, non tutti furono abbattuti facilmente. Padre Lupo e il suo branco ne bandirono i peggiori nelle Più remote propaggini delle distese spirituali, e fra questi vi furono potenti spiriti, i servi inferiori di tali spiriti e anche tribù di uomini che veneravano potenze oscure e commettevano crimini blasfemi. Altri, come il Sovrano delle Pestilenze e la Strega Filatrice, si opposero a Padre Lupo ogni volta che poterono, e si diedero alla fuga quando capirono che non potevano battere il suo intero branco.

Eravamo i signori dell’alba del mondo. La nostra grande forza e la nostra capacità di assumere forme diverse ci con sentivano di dominare qualunque uomo o creatura. Erano ben pochi i predatori che potevano sfidarci. Anche i più forti mammut e le più feroci belve di quell’epoca non erano all’altezza di un branco di lupi mannari. Quella sarà anche stata un’epoca buia per gli esseri umani, ma fu il nostro momento di gloria, un’età dell’oro dipinta col sangue brillante delle nostre prede.

E come tutte te età dell’oro, era destinata a crollare.

 

 

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