Il Diario della Rosa dei Venti: La Scalinata del Castello

La piazza si trova indicativamente al centro della Capitale. E’ una piazza vasta, fatta a semicerchio, e rialzata rispetto al terreno su cui la città è stata costruita. I gradoni che si devono salire per arrivare sulla piazza sono un messaggio molto chiaro sulla Scala che bisogna seguire dopo.

Congiunto al diametro del semicerchio che forma la piazza sorge il Palazzo. Esso in realtà è solo una parte del palazzo, quella esterna, che in un certo senso protegge la parte definibile come interna, o superiore.

Per salire, o addentrarsi nel castello, bisogna salire la Scala.

 

La Scala.

Il mio pensiero a proposito di quella Scala non è perennemente in evoluzione, ma sicuramente non è statico, fisso ed immutato. Contemporaneamente al suo evolversi, però, esso è anche un pensiero tra quelli più fondamentali che ho avuto. “Fondamentale” è da intendere in senso letterale, ovvero che costituisce le fondamenta per altri pensieri e riflessioni che si possono costruire solo sopra delle solide fondamenta.

 

Mi ricordo le illusioni,

mi ricordo le trappole e i pericoli,

mi ricordo le battaglie, gli scontri e le fatiche,

ma più di tutto,

mi ricordo quella Scala.

 

Ogni passo, ogni gradino era una lotta, una conquista, una sofferenza indicibile e rabbia, una furia insensata che, nonostante sia affatto priva di logica o completezza, fa prendere significato ad ogni cosa.

E il significato che la Scala aveva preso non era quello che vedo e sento adesso.

 

Grazie.

 

Kher

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