Il Principe, Il Troll, e Stella Pazza del Soviet (parte II)

Una grande carriera si ergeva di fronte a loro, un maestoso ed eccitante salire lungo la strada della gloria dei Gladiatori…

 

 

Ma, tanto rapidamente quanto era iniziata, la loro ascesa venne brutalmente interrotta. E accadde tutto durante il secondo scontro.

I Gladiatori si trovavano all’interno del secondo pozzo, un’altra arena di tipo Sangue, a combattere contro un’altra squadra da tre gladiatori (le domande tra gli spettatori impazzavano a proposito del perché ci fossero due squadre con un numero così basso di combattenti) che, a differenza loro, stavano combattendo il loro quinto incontro, quindi con una maggiore esperienza e pratica alle spalle. Quello che però sembrava presentarsi come uno scontro molto più difficile si ridusse molto rapidamente ad una sfida più che accettabile quando il Principe, con un gancio al viso e un violento calcio ai genitali, fece piegare in due il colosso della squadra avversaria, due metri e novantacinque chili di muscoli di Gladiatore. Nel mentre, Troll stava tenendo occupato il secondo membro più pericolo della squadra avversaria, mentre Stella Pazza del Soviet massacrava l’avversario più debole con una spranga di ferro che si era fatto affilare ad una estremità.

Nel mezzo di una curata scelta estetica, Troll sarebbe stato salvato dal Principe (supportato da Stella Pazza del Soviet), e durante l’ultimo scontro tra il bellissimo leader e l’ultimo avversario ancora abile, Troll avrebbe dato il colpo di grazie al gigante, ancora agonizzante a terra.

Un colpo violento, che ruppe la nuca del colosso a terra. Dopo questo colpo, il gladiatore si voltò verso i suoi compagni, facendo un passo avanti…

 

Il gigante, un secondo dopo essere stramazzato a terra, si rialzò.
Con un movimento misurato, affatto scomposto o disarticolato. Si guardò intorno, con due iridi completamente rosse, mentre si voltava e osservava lentamente intorno.

 

Il Principe fu il primo a incrociare il suo sguardo.

 

Cadde immediatamente nell’incoscienza.

 

Stella Pazza del Soviet e Troll, invece, dopo un istante di terrore… Si placarono. Divennero completamente indifferenti alla figura che si era rialzata. La ignorarono completamente, non solo non era nulla di importante, ma era proprio qualcosa da ignorare completamente.

Una cosa da lasciar cadere nell’Oblio.

 

[…]

 

Immaginate di aver appena scoperto di essere sopravvissuti, o meglio, di essere stati ignorati da quella che probabilmente è la cosa più pericolosa che mai sarebbe potuta ritrovarsi in una città alverare.

Immaginate un sistema sempre più contaminato, allarmi misteriosi, distaccamenti di NKVD muoversi di corsa in zone sempre più ampie, mentre una cappa di terrore si espande e si muove seguendo il battito e il respiro dei vivi.

Immaginate che l’unica vostra speranza di salvezza sia riuscire a raggiungere i ribelli, sempre che si riesca a trovarli.

Immaginate di dover attraversare NOVE livelli di una “città del popolo”, in discesa.

 

Mentre LUI è li, da qualche parte.

Insieme a tutti i suoi figli.

 

[…]

 

“Hei, “Ferroso”! Posso farti una domanda?”

“Me ne hai già fatta una di troppo, Rompiballe…”

“Dai, non scherzare. Ma tu sai perché stiamo portando tutte queste biomacchine da guerra verso i tunnel sotterranei per Nuova Kiev?”

“Ma mi venisse un accidenti se lo so! So solo che finché riusciamo a portare tutte quelle biomacchine giù, verso i tunnel, continuerà a scapparci quel goccio di Vodzene dai meccanici del livello 0. E’ facile: noi lavoriamo per loro, e loro ci portano Vodzene. Possano andare a fare in culo tutti quelli di Kiev, a me interessa solo portare le biomacchine giù e prendermi il mio liquore. Poi quello che faranno con quelle biomacchine da guerra è affar loro.”

“Ma sono tante…”

“MEGLIO! Più lavoro per noi. Coraggio, andiamo a controllare di nuovo i cingoli di quella epuratrice”.

 

I due Meccanici, classe 5, si diressero di nuovo verso i depositi delle Biomacchine del secondo livello di Nuova Minsk.

 

 

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