L’Incontro VII, una inaspettata novità all’interno della stanza

La stanza era di legno, molto semplice e senza decorazioni. Vi erano alcuni armadi e scaffali pieni di pergamene e tomi polverosi, la maggior parte dei quali mostranti idiomi e caratteri incomprensibili. Sulla scrivania, posta vicino alla parete di destra, erano appoggiati un diario, una piuma e una boccetta di inchiostro chiusa. Sulla stessa parete, vicino alla scrivania, erano appesi una falce e un bastone.

La falce era decorata, e recava una clessidra appesa con una corda. Il bastone aveva la sommità in oro a forma di un drago reggente una chiave.

 

Una porta, in legno anch’essa, si aprì, e un uomo entrò nella stanza.

 

Era alto, magro, con una barba piuttosto rada, forse un po’ più folta sul mento. Era giovane, e indossava una tonaca nera come la notte, dello stesso colore del buio all’interno della stanza.

Dopo essere entrato, chiuse la porta, e si avvicinò alla scrivania.

Arrivatoci davanti, sollevò la mano destra fino a portarsela davanti agli occhi.

 

Una vedova nera, femmina, lo guardava dal palmo della mano destra.

Era uno splendido esemplare, grande diversi centimetri, di un nero lucido e brillante, con le tipiche macchie rosse della sua specie sul ventre. Era ferma e tranquilla sul palmo della mano che la reggeva, muovendosi giusto un poco per assecondare i movimenti della mano.

 

L’uomo la lasciò sulla scrivania, e essa zampettò subito giù dal mobile, risalendo la parete vicina fino ad un angolo del soffitto. Quindi, con calma e pazienza, iniziò a tessere la sua ragnatela.

 

La figura, sedutasi alla scrivania, aprì il diario e iniziò a scrivere.

 

 

Mai avremmo pensato di provare, sentire e vivere quello che abbiamo condiviso.

La vedova nera tesse la sua tela, e canta.

I suoi passi sul muro accompagnano la voce, la sua ragnatela pizzicata crea la melodia, e l’insieme è una cosa che nessuno di noi si sarebbe mai aspettato di sentire. E’ una cosa viva, capace di lasciare da riflettere come di emozionare e coinvolgere.

E’ una cosa veramente meravigliosa.

Siamo grati di poter ascoltare quello che ora sentiamo, così come siamo grati a chi ha permesso che noi la incontrassimo.

 

Lysander

 

 

Il ragno, in silenzio, aveva quasi finito la sua ragnatela.

 

 

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