Ricordi del Settimo Cadiano, Quattordicesimo Reggimento, II

Raffiche di laser attraversavano l’aria, e crepitii di scariche elettrostatiche suonavano ogni volta che i colpi venivano assorbiti dalla lamiera del camion rovesciato. Le fiamme lambivano la locomotrice, mentre i superstiti della squadra finivano di ripiegare dietro l’instabile ma temporaneamente sicura difesa del trasporto abbattuto.

L’autostrada era segnata, a cadenza irregolare, dai colpi dell’artiglieria pesante, che aveva lasciato enormi crateri di diverse dimensioni sulla copertura di asfalto. I colpi dei mutanti erano sempre più precisi, e arrivavano con cadenza sempre più regolare. Il sergente e i due soli sopravvissuti si rannicchiarono dietro le lamiere, rimodulando la frequenza dei fucili folgore e abbassandone la potenza. Le cariche rimaste erano poche, e dovevano ancora percorrere sette chilometri per raggiungere il randevouz con Hells, Justarius e il resto della squadra.

Sette chilometri, a piedi, su un’autostrada devastata dai bombardamenti. Nessun riferimento, scarsa copertura, difficoltà di spostamento, e nessuna comunicazione con i compagni in attesa alla navetta.

L’incubo di ogni sergente.

Karl e Jonatan non ce l’avevano fatta, caduti sotto le stesse raffiche di laser dei dannati.

-Perduti e Dannati… Una piaga del genere su Hagia, ancora una volta… Che l’Imperatore ci protegga- pensò Rawke, mentre terminava la calibrazione del suo fucile.

“Sergente, ho contato le scariche. Sono in sei, ma uno sembra essersi barricato dentro un cratere.” Matt, dopo aver dato una rapida occhiata, si voltò verso Rawke per continuare il rapporto “e devo aggiungere, porca puttana, che l’idea che uno di quei mostri si sia acquattato non mi piace nemmeno un po’.”

“GRANATA!!”

Donnie, urlando a squarciagola, lanciò una granata a frammentazione oltre il camion. Esplose a mezz’aria, schizzando schegge di metallo e proiettili in ogni direzioni. Urla di dolore seguirono il lancio, e le scariche di laser si interruppero.

“Siamo Tutti Qui, secondo la Volontà dell’Imperatore!”

Rawke, estratta la spada potenziata, e imbracciato il fucile solo con il braccio sinistro, aveva superato con un balzo la copertura del camion.

Donnie e Matt, urlando, lo seguirono, in una corsa disperata contro il nemico.

Le urla della carica si persero nel suono dei laser, delle ossa frantumate, e dei gemiti dei morenti e dei loro assassini.

 

[…]

 

“Pressione in diminuzione, battito a 42-65!”

“Ha perso un sacco di sangue, serve una trasfusione!!”

“Nessuna reazione fisiologica”

“C’è solo l’Imperatore, nostro Scudo e Protezione, Baluardo alle forze del Male, difesa strenua-”

SPARISCI, idiota, se non vuoi essere deferito alla corte marziale!”

“Narthecium, 15 grammi, ORA!!”

“Arresto cardiaco in atto”

“-Egli ci Protegge, come Padre amorevole e giusto, ma non senza severità Egli dispenserà la Sua luce-”

“Adesso BASTA!

“Scarica!!”

“Cazzo, è frantumato fino alla spalla! Taglio!!”

“Altri 15 grammi, DI CORSA!!!!”

“-Ed ogni uomo che porta la Sua Fede nel cuore sia accolto nella Sua misericordiosa luce senza indugio…”

 

 

[…]

 

 

Justarius, Hells e i cinque uomini che li avevano seguiti erano riusciti nel loro intento, e adesso avevano quello che la squadra era venuta a prendere su Hagia. Persino Hells, nella sua ferrea integrità al Codice Imperiale, aveva capito il motivo di quella missione. E si era adoperato per il successo della stessa.

Rawke e i suoi uomini non erano stati così fortunati.

La Contaminazione del Chaos si era nuovamente mostrata, e nel momento peggiore. Se il resto della squadra era riuscita nel loro intento, lo dovevano solo al sergente e agli uomini che lo avevano seguito. Uomini che, a differenza degli altri, non avevano lasciato Hagia.

Gli otto uomini rimasti, a bordo della Emperor’s Justice, un incrociatore leggero classe Dauntless, non avevano avuto modo di piangerli.

Un vascello del Chaos, forze traditrici della Luce Imperiale, li stava inseguendo.

Lo scontro era imminente.

Rawke entrò nella sala di ritrovo, dove tutti i suoi uomini erano riuniti.

La protesi bionica, al posto del braccio sinistro, era in netto contrasto con il colore della mimetica. Sul petto scintillava la Croce di Macharius. Entrò, e andò dritto verso i suoi uomini, indossante la corazza e con le armi in mano.

“Padre, volete guidare la preghiera prima dello scontro?”

Justarius, con un cenno, si alzò, preparandosi per la preghiera.

Rawke si voltò verso i suoi uomini.

Nessuno di loro sarebbe stato solo.

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