Il Diario della Rosa dei Venti VII – VIII

 

Giorno 7

Non ho più scritto, perché molto semplicemente non ne ho avuto il tempo.

 

Adesso i nostri amici si trovano quaggiù, alla capitale, ormai ridotta ad un cumulo di macerie, fiamme ed esplosioni, combattendo contro i servi del Mago.

Noi avremo il tempo di salire la scala.

 

Sono distratto, non riesco a non pensare a lei.

 

Mi sforzo, cerco di concentrarmi in quello che dobbiamo fare, ma è difficile. Anche perché abbiamo … preso in prestito alcune cose dalla caserma, prima che venisse distrutta.

 

Spadone +4,

Spada Bastarda +4,

Lama del Sole,

Bastone del Fuoco,

Bastone dei Boschi,

Bastone della Guarigione,

Anello accumula incantesimi minore,

 

Lo Spadone e la Lama del Sole non sono per noi, il resto si. Alla fine ho stupito quasi più me stesso degli altri, ma non mi pento della lama che porto sulla schiena.

Credo che Rifka, invece, mi farà pentire di aver preso quasi trecentomila monete d’oro di oggetti magici dall’armeria.

Ma, onestamente, in questo momento non me ne frega proprio niente. Se riusciremo a scendere da quella scalinata, dopo averla risalita, restituiremo tutto quello che non ci appartiene.

Ho messo l’anello nuovo sulla mano destra.

Dicono che gli oggetti affini alla magia andrebbero tenuti a sinistra…

Stronzate.

Io a sinistra tengo solo il mio pipistrello nel taschino della camicia (c’è il suo trespolino), una foglia di agrifoglio nella tasca dei pantaloni, e un anello magico al dito. Lo so che è un anello incantato di protezione, il cui scopo battagliero è chiaro, ma è comunque l’unico suo regalo che ho.

La scala incombe davanti a noi.

Dopo tutto quello che è successo, pare veramente che la capitale sia molto di più del piccolo mondo in cui abbiamo vissuto fino a prima dell’arrivo del Mago.

 

Ma è pur sempre casa mia.

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