Il Diario della Rosa dei Venti V

Continua il giorno 6

 

Sembra che questo giorno non debba finire mai.

Non è importante il tempo che abbiamo passato a copiare le pergamene di Rifka, non più, adesso… Ora siamo in piazza, la Piazza Grande davanti al Palazzo del Re Guerriero.

Il Mago sta arrivando.

Il mio Maestro lo ha percepito, e ha avvisato tutti. Siamo andati in fretta alla piazza, entrando dal lato Est, e lo stiamo aspettando. Siamo in pochi. Io, Taran, Rifka, Grant, Rosetta, Valiu, Salley, un monaco e Franco, un chierico di Olidammara che abbiamo appena incontrato. Il monaco era un combattente di Rifka che avevamo già incontrato durante lo scontro con la famosa elfa. Nella confusione non ci eravamo presentati, e mi rendo conto solo ora che non so come si chiama.

In realtà la situazione è abbastanza assurda.

Taran sta parlando con Solène e con Franco, Rosetta sta cullando Fritjof, Grant cerca di stare fermo ma si vede lontano un miglio che soffre nell’attesa, Valiu osserva il lato ovest della piazza, e Salley si è nascosto dentro una botte…

E io mi sono seduto su una mattonella, per terra, e scrivo quella che potrebbe essere la mia ultima pagina di diario.

Potrebbe, o sarà?

Non lo so.

Ho paura.

E inoltre, sono arrabbiato. Con me stesso. Ci sono un sacco di cose che vorrei dire e che non ho ancora trovato il coraggio di fare. Alcuni dicono che il Mana tenda a fluire imperturbato, indifferente alle manifestazioni che lo attraversano, e che quindi non bisogna curarsi di quello che si è fatto o meno, perché nulla di tutto ciò in ogni caso perturberebbe il Mana. Io non sono d’accordo.

Non mi interessa il punto di vista del Mana, perché per quanto sia la più grande Potenzialità mai resa manifesta all’uomo, non può nulla contro la Vita.

Perché non ne ho avuto il coraggio? Perché???

Non lo so.

Nonno, perdonami.

 

Questa giornata sembra non finire mai.

La Piazza del Palazzo del Re Guerriero è vuota, immensamente vuota, se non fosse per noi. Dove è finito il popolo? Dov’è finito il Guerriero? Dove sono tutti? Noi siamo qui per parlare, forse per combattere, forse a morire.

 

Ma nessuno se ne andrà da questa piazza.

 

Noi siamo qui.

E siamo Vivi.

Non potevo non scriverlo nel mio Diario. Proprio non avrei potuto non farlo.

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