Lezioni di Magia IV

Uno gnomo, un elfo e una donna.

Gli stessi allievi che avevano preso parte alla terza lezione di magia, passati ormai più di due mesi dall’ultimo incontro con il loro istruttore Kheratus, avevano recuperato i vari danni riportati durante lo scontro, e ripreso la normale agilità e mobilità fisica.
I tre, seduti nell’aula, attendevano l’ingresso dell’Arcimago con un misto di ansia e sicurezza.
Molte cose erano cambiate dall’ultima lezione, quando ancora le Bestie non avevano attaccato. Ora l’intera superficie meridionale del continente era protetta da una Barriera Incantata, creata appositamente dall’Arcimago e dal Concilio, e nonostante gli esiti talvolta anche drammatici di una decisione così drastica, nessuno dei tre presenti si era lamentato. Tutti e tre avevano partecipato al primo scontro con le Bestie, e ognuno ne stava portando, a suo modo, i segni.

L’elfo aveva una marcata cicatrice che attraversava tutto il volto, dall’occhio destro passando per il naso, la bocca e il mento. L’occhio si era salvato, ma la cicatrice era rimasta.

Lo gnomo era serio, silenzioso, freddo nell’aspetto come solo una persona parzialmente indifferente al mondo che lo circonda può essere. La naturale e spontanea socievolezza della sua razza era completamente sparita, riducendolo quasi non più ad una persona, ma ad un guscio vuoto. Come se le sue emozioni fossero state strappate, o enormemente attenuate. Anche lui mostrava una cicatrice, ma più piccola, alla base del cranio.

La donna, all’apparenza fisicamente normale, aveva riportato un danno piuttosto strano. I capelli e le sopracciglia, un tempo castani, avevano iniziato a crescere perfettamente bianche, candide come la neve. I suoi occhi, prima castani anch’essi, avevano perso ogni sfumatura di colore ed erano diventati perfettamente grigi.

Ansia, e sicurezza.
La sicurezza era dovuta in parte all’esito dell’ultima lezione, a cui tutti erano riusciti non solo a sopravvivere, ma anche a superare la prova loro richiesta. Inoltre, avendo tutti e tre combattuto le Bestie, ed essendo tornati a raccontarlo, tutti e tre avevano guadagnato un certo grado di fiducia in loro stessi e nelle loro capacità.

L’ansia…

Chiunque non sia mai stato un allievo della Gilda non può realmente sapere come quell’uomo riesca a sconvolgere una persona. Nonostante tutti possano dire di sapere cosa sia l’ansia, e probabilmente tutti possano ricordare diverse occasioni a questo proposito, chiunque non sia passato per le mani dell’Arcimago non può realmente comprendere il significato preciso di questa parola, riferita a Kheratus. Persino lo gnomo sembrava superare temporaneamente il suo trauma, e ricominciare ad essere in ansia. Ansia, che cresceva, soppiantando la sicurezza, mentre un rumore di passi, prima lontani e poi sempre più vicini, iniziava a risuonare nella vuota aula della Gilda della Magia.

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