Un Pensiero per Alex e Nauto

La terra era verde, ricoperta da soffice erba e semplici fiori di campo. Alla base di una collina scorreva un piccolo ruscello dall’acqua limpida e trasparente, che riluceva debolmente alla luce del sole, prima di immergersi nella macchia che ricopriva buona parte della superficie pianeggiante su cui la collina si alzava. Un giovane passeggiava, la tonaca bianca leggera nella calda giornata, con solo lo spallaccio d’armatura sulla spalla sinistra e una cinghia a tracolla sopra la veste. Sorrideva.

 

 

Mi è capitato più volte, come autore degli articoli di questo Blog, come Master e come giocatore, di dover scrivere alcune parole che concludano una campagna. Solitamente sono parole scritte come un narratore, come Master, o come qualche personaggio coinvolto nella partita.

Questa volta è diversa dalle altre.

La differenza sta nelle persone.

Perché il Gioco di Ruolo è vivo.

Potrei parlare dei personaggi, e non vi sarebbe nulla di male. Ma come posso arrivare a separare i personaggi dai giocatori? In un qualsiasi altro contesto specifico la frase che ho appena scritto non intenderebbe nulla di sbagliato, ma se parlo di questa campagna la mia frase è intrinsecamente errata. Non si tratta di giocatori, personaggi o qualsiasi altra cosa che potrebbe passarvi per la testa. Si parla di Vita che esce da ogni aspetto, di Forza e Passione che non solo escono, ma si trasmettono, comunicano, partecipano… Vivono.

 

La campagna di Alex e Nauto è conclusa, ma nessuno di loro è finito.

La nostra storia è la nostra vita.

 

Nauto e Alex, insieme ovviamente a tutti gli altri. Anche con quei due un po’ in disparte.

 

Vi voglio bene,

e grazie per la magia che insieme abbiamo creato.

 

Arturo

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