Il Diario della Rosa dei Venti III

Giorno 5

Mi sono reso conto che queste pagine sono aggiornate a giorni dispari: che cosa curiosa! E dire che avrei avuto tempo e modo di scrivere prima, ma sono rimasto piuttosto sconvolto dalle ultime notizie.

Vedo di andare con ordine.

Abbiamo terminato di parlare con la Druida, che si è rilevata molto saggia, oltre che simpatica (ma questo lo avevamo già appurato appena incontrata). L’unico problema è stato causato dalle sue micidiali bevande. Nonostante siano ottime, hanno un piccolo effetto collaterale… Credo che se fossi stato ancora un po’ più debole avrei vomitato persino i polmoni. Mamma mia, che bevanda… e dire che appena assaggiata sembrava così buona! Ah, già, abbiamo anche scoperto che Grant conosceva già la druida. Quel ragazzo non finirà mai di stupirmi. E’ sicuramente la persona più svampita e più di buon cuore che conosca. Ma non divaghiamo su quella zucca del nostro Maciullator, perché è stato il dialogo con la druida ad aprirci la strada per il futuro. Adesso abbiamo una nuova direzione, anche se sempre più pericolosa. Abbiamo perso due giornate a fare avanti ed indietro (non potevamo portare Grant insieme a noi, la discussione che stiamo affrontando adesso deve essere esclusivamente mia e di Taran, oltre che naturalmente con il punto di vista dei seguaci del Mago. Ma ce ne siamo ricordati quando eravamo quasi arrivati! Allora siamo tornati indietro, abbiamo lasciato Grant dalla druida e siamo ripartiti). A proposito, ogni passo in avanti sembra mostrare nuove tracce di una strana dicotomia tra il Mago e il Guerriero.

Interrompo il discorso per una breve parentesi.

Nessuno può rendersi conto come un mago di quanto le parole abbiano potere. Soprattutto quelle scritte. E’ palese quindi che non scriverò mai nulla di esplicito riguardo a queste due figure. Non posso farlo. O meglio, potrei, ma non voglio. Quindi per me, nei miei appunti, resteranno il Mago e il Guerriero.

Tornando al discorso precedente, abbiamo raggiunto un seguace del Mago, uno studioso della magia arcana anch’esso, che si è dimostrato tutto sommato accogliente. Viste le storie che circolano, poteva andare molto peggio. E invece siamo qui, proprio in procinto di iniziare a sentire anche la sua opinione. Non voglio sentire le opinioni di una sola campana, è per questo che sono arrivato fino a qui. Non posso cercare di capire quello che divide questa esistenza tra le due forze senza sentire tutte le opinioni.

Inoltre, c’è un’altra cosa che non mi quadra.

Attraversando la foresta, in direzione della dimora di questo seguace del Mago, siamo stati attaccati da due Vargouille. Ora, una domanda mi sorge spontanea.

Ma cosa diavolo ci facevano due esterni malvagi in una foresta??? E non so nemmeno se dire “diavolo” piuttosto che “demone” sia effettivamente corretto nella mal celata imprecazione della frase precedente. Tecnicamente esse provengono dalle Profondità Tartaree di Carceri, ma esse sono in grado di comunicare usando l’Infernale, non l’Abissale. Mi sono venuti in mente diversi possibili coinvolgimenti. Il primo è di natura geografica, vista la vicinanza delle montagne del Sud-Ovest alla nostra posizione attuale (è risaputa la presenza di demoni in quelle montagne. Questo risolverebbe alche il dubbio precedente). Il secondo pensiero è di natura violenta, un attacco (o più probabilmente un disturbo) mirato alla nostra persona. Esiste anche il fattore caso, ma troppe volte avvenimenti spacciati come “casuali” si sono rivelati tutt’altro. Inoltre, spesso esseri di quel genere vengono evocati da personaggi senza troppi scrupoli.

Comunque, continueremo lungo questa strada. A questo proposito, ho già due idee relative al prossimo passo. Ovviamente, il tutto sarà seguente al superare vivi l’incontro con il sostenitore del Mago.

L’unica cosa che mi dispiace è che veramente intraprenderemo la strada che ho pensato, staremo lontani dalla Capitale ancora a lungo. Sono contento di aver iniziato questo viaggio con Taran e Grant, e non vorrei altri compagni che loro. Speriamo di riuscire a tornare, prima o poi, alla magica compagnia del Maestro Valiu e di Rosetta.

Mi manca la caserma, quell’angolo della Capitale che è diventata parte viva e integrante del mio mondo.

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