L’Incontro VI, la pagina di diario

 

Ormai manca poco al congiungimento con la nostra quarta essenza. Lo spazio, il tempo, tutto quello che ai comuni mortali appare chiaro come la luce dell’alba, per noi è addirittura trasparente, e per tutto quello per cui i comuni mortali non possono fare altro che sognare, noi possiamo agire.

Ma allora, perché soffro così tanto?

Io, noi, me stesso e ogni me stesso. Seduti qui, alla mia scrivania, a scrivere un diario. Non temo gli Dei, che ho già sconfitto. Non temo la morte, abbiamo tenuto la sua falce. Non temo il tempo, la sua clessidra è qui con me e con noi. E ora, grazie al Bastone di Volans, sono quasi giunto a trovare la nostra quarta essenza. Perché, allora, sento tutto questo dolore? Perché dobbiamo soffrire?

E’ come se avessi vuoto all’interno del petto. Ci sentiamo schiacciati, oppressi, come se avessimo un peso a gravare su di noi. Non è nulla di fisico, non può essere nulla di fisico. Ma allora cos’è che mi causa tutta questa angoscia? Perché non posso più guardarmi alle spalle senza sentire inevitabilmente l’eco di un futuro che non potrà arrivare?

Si… è questo il mio dolore, sono queste le nostre sofferenze.

Quel futuro non potrà mai arrivare. E’ un desiderio che nessuna magia può realizzare.

Noi siamo molteplicità, capaci comunque di ridurci ad uno. Ma, se anche lo facessimo… Non potremmo comunque realizzare un sogno. L’universo, se avesse una coscienza, avrebbe deciso che i sogni fossero doppi. Non tripli.

Questa stanza è così fredda… le sue pareti di legno sono calde alla vista, ma fredde al tatto. Le armi, appese sulla parete, non riescono a riscaldarmi. Nulla ci riesce. Ho freddo… Il freddo ti entra nel corpo, attraversa la pelle, i muscoli, e arriva a gelare le ossa. A quel punto il freddo sembra venire dall’interno. Il senso di gelo, di vuoto, nessuna visione può riuscire a combatterlo, e non serve coprirmi, o accendere un fuoco… Solitudine…

Si… solitudine. Ancora una volta, ancora un’altra volta…

Non possiamo fare altro che continuare la nostra ricerca, riunirci tutti, uno dopo l’altro, e continuare a sognare da soli.

Da soli.

DA SOLI

 

Lysander

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