Lezioni di Magia II

La mente di un mago non è come la mente di un uomo normale. Dico “normale” non a caso. Statisticamente le persone dotate di attitudine alla magia, cioè della straordinaria capacità di influenzare il mana, sono poche. Molto poche. Si desume quindi che la normalità sia l’assenza di ogni personale capacità di influenzare le leggi fisiche del mondo che ci circonda.

Eppure, nessuno in quell’aula si sentiva particolarmente fortunato ad essere diverso da una persona “normale”. Un mese e mezzo dopo la scorsa prova, molti meno studenti erano ancora seduti, questa volta molto spaventati, sui banchi dell’aula bianca.

Lo gnomo, che sembrava invecchiato di dieci anni rispetto al mese passato, era silenzioso e seduto composto dietro all’elfo maschio, rimasto senza la compagna. La vampira era ancora presente, anche se aveva una spessa cicatrice sullo zigomo destro. Oltre a loro, solo quattro umani, due maschi e due femmine, erano ancora seduti su quelle sedie indossando le tonache da apprendisti.

 

Tutti erano in silenzio, come in attesa.

I passi si sentirono arrivare da lontano, e mentre tutti i membri dell’aula prendevano un colore pallido quasi come quello della vampira, il loro maestro, e recente Nuovo Arcimago, entrò nella sala. La sua tonaca arancione era sempre la stessa, perfettamente in ordine e pulita, ed in contrasto con i lunghi capelli marroni che gli fluivano sulle spalle.

Lo sguardo freddo, come consapevole dell’ancora maggiore distanza con i suoi studenti ora che aveva ottenuto il titolo di Arcimago, non era cambiato dall’ultima volta. Il suo bastone emetteva un debolissimo rumore toccando per terra, tenue come un respiro.

 

Dopo essersi brevemente guardato intorno, Kheratus prese parola.

“Se siete qui significa che avete oltrepassato la prima delle nostre prove pratiche. Non pensiate con ciò che il vostro scopo sia stato raggiunto, siete ancora tutti degli apprendisti, e come tali non avete valore, non avete volontà e non meritate nulla. Tutto quello che avete vi è concesso, e così sarà ancora finché non avrete superato l’apprendistato”

Gli studenti ascoltavano in silenzio, e le mani di alcuni sembravano tremare mentre ascoltavano le parole del loro arcimago.

“Avete imparato sulla vostra pelle cosa sia un’onda magica da accelerazione. Il passo successivo sarà prepararvi autonomamente una difesa da un’onda magica di risonanza. La prova pratica sarà tra una settimana, a questa stessa ora. Sul tetto dell’Accademia.”

 

Deboli mugolii sfuggirono alle labbra degli studenti mentre l’Arcimago, in silenzio come era entrato, usciva dalla porta dell’aula.

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2 Risposte

  1. Orthega ha detto:

    E poi c’è chi si lamenta di avere perso SOLO un braccio, quando è pure il prediletto dell’arcimago… mah. questi giovani d’oggi che non sanno neanche ringraziare per ciò che gli vene concesso!
    (Ora Diko mi uccide XD)

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