La Lunga Discesa

Il portone era più alto di un uomo e largo altrettanto, un quadrato perfetto, con doppi cardini e degli spessi stipiti. Sopra il portone era montato uno specchio, leggermente inclinato verso il basso. Chiunque passasse attraverso quella strada, alzando gli occhi, si sarebbe visto riflesso. Il portone era di metallo, un metallo nero, opaco, e dall’apparenza molto solida. Non aveva maniglie, né serrature. Al tocco sembrava tiepido, in totale contrasto con le fredde mura di pietra dentro cui era incastonato.

Gli stipiti del portone sembravano emettere dei deboli lamenti, come di voci urlanti che fossero state in una qualche maniera attenuate. Ad osservarli bene, sembrava anche di vedere un qualche spostamento lungo i bordi, come se moltissimi esseri molto piccoli fossero in una qualche maniera imprigionati dentro al metallo del portone e stessero chiedendo aiuto, o forse solamente urlando la loro pazzia agli occhi di chi è fuori.

Lentamente, il portone si aprì verso l’interno, e un soffio d’aria calda, con un forte odore di sangue e zolfo, investì le due figure davanti all’ingresso.

[…]

La scalinata di pietra era ripida, e stretta. Alcune torce erano infisse nelle pareti di pietra, o su alcuni blocchi di roccia che sembravano volteggiare nel vuoto. L’ambiente era pervaso dalla luce rossastra e l’odore sulfureo della lava ribollente, e la discesa si perdeva a vista d’occhio. Il calore era quasi insopportabile, l’aria afosa, calda e dolorosa da respirare. La spada del guerriero in armatura che apriva la strada emanava una debole luce biancastra, e con essa riusciva a scendere senza troppe difficoltà fisiche la stretta scalinata, seguito immediatamente dopo dall’arciere, in equipaggiamento più leggero, e quindi più agile sull’impervia discesa. Urla di dolore, paura, terrore e sofferenza sembravano diventare sempre più forti mano a mano che si proseguiva nella discesa, con l’orrenda sensazione che non venissero dall’esterno, ma che riecheggiassero direttamente nella testa. Le pietre fluttuanti, le pareti e la scala stessa sembravano mostrare delle piccole gemme di colore scuro come l’onice nero incastonate nella roccia.

Nessun occhio vivente poteva cogliere la fine della scala, ma occhi non viventi osservavano ormai da parecchio i due intrusi.

[…]

Il metallo della lama stridette nell’urto con la lama d’osso impugnata dal demone. Con fredda e determinata astuzia, e sfruttando abilmente il colpo incrociato, il demone arretrò, creando nel mentre uno scuro globo di arcana energia sulla sua mano destra. Il secondo demone, più indietro, estraeva in quel momento la sua lama lunga di ossa, tendini e muscoli, per la maggior parte umani. Il guerriero non si era fatto cogliere alla sprovvista, e incalzava il primo avversario scendendo rapidamente la scalinata di pietra. L’arciere era sopra, e stava lentamente prendendo la mira. Le munizioni erano limitate, e non avrebbe sprecato nemmeno un colpo.

La caligine biancastra della lama di metallo stridette nuovamente sulle ossa e sulle scaglie del demone, mentre i due amici continuavano la discesa.

Una soffocata risata sembrò riecheggiare nei meandri più profondi dell’abisso incandescente, mentre metro dopo metro il nero icore di demone ricopriva i gradini della scalinata.

Il fuoco delle torce era sempre più acceso, e sempre meno di mortale si vedeva mano a mano che si proseguiva la discesa.

 

La Discesa all’Inferno

Nauto e Alex

 

Quante persone conoscete che abbiano affrontato l’Inferno per salvare chi è loro caro?

E quante, tra loro, sono riuscite ad uscirne vivi?

 

 

Io ne conosco solamente due.

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6 Risposte

  1. Dikoleo ha detto:

    Cavoli… svantaggio fedeltà al party 50 per scendere fino all’inferno…XD
    Meravigliosi come sempre i disegni ^_^

  2. Harujion ha detto:

    Che spettacolo quel disegno…

  3. Perseus ha detto:

    Quando avrò dei figli, prima di andare a dormire, gli racconterò le avventure di Alex e Nauto… XD

    • Cary ha detto:

      Sì, sono un guerriero minaccioso, alto come una porta e largo come un armadio, coperto di cicatrici, con la spada ancora grondante di sangue, che legge il commento ed esclama…

      “………..Ooooooooooooh che cosa carinaaaa <3<3<3<3"
      (istantaneo malus al carisma. )

    • Fabio ha detto:

      Ah ehm eh Alex e va bene glielo dico, lo dico e smettila di sghignazzare non sono rosso, fa solo caldo.FA SOLO CALDO. *braccia conserte* ehm sì.. ecco è un commento carino.. ecco l’ho detto, sei contento Alex. mh.beh.. grazie.. >//<

  4. Cary ha detto:

    che descrizione magnifica Lherian, sembra di leggere un libro… complimenti, è davvero molto suggestivo! Fa un certo effetto rivivere quei momenti..fantastico poterli leggere

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