Deus Ex Machina

Gli uomini sono alti, mediamente, tra il metro e cinquanta e il metro e novanta. Gli elfi sono di media più alti, anche se non superano in statura gli uomini più grandi; mediamente restano tra il metro e settanta e il metro e ottanta. I nani sono più bassi, solitamente tra il metro e dieci e il metro e trenta, ma sono molto larghi. Gli gnomi sono ancora più bassi e piccoli, i minotauri sono immensamente più grandi, le fate sono talvolta a malapena visibili, e anche se un orco è più grosso a vedersi, lo si riconosce spesso anche per l’odore.

Però, visti dall’alto, erano tutti uguali.

Il Deus Ex Machina, dall’alto, osservava tutto. E tutti i puntini che si muovevano nel suo campo visivo avevano lo stesso impatto su di lui.

Non lo stesso peso, badate bene! Il peso di ogni punto, di ogni essere senziente in movimento, era estremamente importante ed attentamente calibrato per ognuno. Tutti dovevano esistere e partecipare al Disegno Del Tutto, ovviamente, ma non tutti avrebbero avuto la stessa importanza.

Quello per cui tutti erano uguali era l’aspetto emotivo. Il Deus Ex Machina non era affatto privo di emozioni, né di sentimenti o pensieri diversi dal mantenere la Trama Del Tutto sul giusto ordine. Ciononostante, il trovarsi al di sopra di ogni mortale lo rendeva estraneo a tutto quello che si svolgeva sotto di lui.

Nonostante il suo lavoro lo prendesse molto, si sentiva spesso molto solo. Chi meglio di lui conosceva ogni singolo sviluppo del mondo, e chi più di lui era isolato dallo stesso mondo che grazie al suo lavoro proseguiva?

 

 

Quello che il Deus Ex Machina non sapeva era che, poco lontano da lui, un altro Deus Ex Machina stava osservando lo stesso mondo, con la stessa vita, la stessa tristezza, e le stesse domande che si stava facendo lui adesso…

 

 

Il cielo è pieno di stelle, questa sera.

 

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3 Risposte

  1. Dikoleo ha detto:

    Ok… tutto ciò mi lascia un po’ perplesso…

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